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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
-Il migliore amico,- soleva dire allora, -è quello che è appena morto.- [Aureliano Buendìa]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Fece allora un ultimo sforzo per cercare nel suo cuore il luogo dove gli si erano putrefatti gli affetti, e non poté trovarlo.
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Non immaginava che era più facile cominciare una guerra che finirla.
Gabriel Garcia Marquez, "Vivere per raccontarla"
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Charles Bukowski, "Donne"
Mi spogliai, lasciai i vestiti in un mucchio disordinato sul divano. Non ero mai stato elegante. Le mie camicie erano tutte stinte e strette, vecchie di 5 o 6 anni, consunte. Lo stesso per i pantaloni. Odiavo i grandi magazzini, odiavo i commessi, avevano una tale aria di superiorità, sembrava che conoscessero il segreto della vita, avevano una fiducia in se stessi che io non possedevo. Portavo se [continua...]
Charles Bukowski, "Donne"
«Umanità, mi stai sul cazzo da sempre». Ecco il mio motto.
Charles Bukowski, "Donne"
Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, [continua...]
Patrick McGrath, "Spider"
Di nuovo pioggia, oggi. Mi piace la pioggia, ve l'ho già detto? Amo anche la nebbia, fin da quando ero un ragazzo. Con la nebbia mi piaceva sempre andare giù ai docks per ascoltare le sirene antinebbìa che suonavano e si lanciavano richiami l'un l'altra, per guardare le pallide luci delle navi che scendevano la corrente con la marea. Era il manto dell'irrealtà spettrale che mi piaceva, il manto ch [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
D'un tratto vidi in fondo alla gola una luce tremolante: un fuoco! Mi concentrai su quella fiamma cercando di tener duro. Non mi importava di chi fosse quel fuoco e come mai ci fosse gente in quel posto sperduto, se avesse buone o cattive intenzioni. Il teerreno era estremamente accidentato, non potevo continuare in moto, perciò mi avvicinai il più possibile, appoggiai la moto a una roccia e prose [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Questo era infatti il vero deserto dove le differenze di razza e di colore, di ricchezza e di posizione sociale sono pressoché senza senso; dove il manto dell'apparenza viene strappato e le verità fondamentali vengono alla luce. Era un luogo dove gli uomini si tengono stretti gli uni agli altri. Qui essere soli voleva dire sentire immediatamente il peso della paura, poiché la nudità di questa terr [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Sapevo di aver fatto il mio ultimo viaggio nell’Empty Quarter e che una fase della mia vita si era conclusa. Nel deserto avevo trovato tutto ciò che chiedevo; sapevo che non lo avrei mai trovato di nuovo. Ma non era soltanto questa pena personale che mi affliggeva. Sapevo che i bedu coi quali avevo vissuto e viaggiato, e in compagnia dei quali avevo trovato la serenità, erano condannati. Qualcuno [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
La nave si muove, punta la prua verso la Baia di Corcovado. Tra poco sarà notte e sono contento di avere abbastanza sigarette, la borraccia piena di vigoroso vino pipeno, e lo stato d'animo giusto per far tesoro sul taccuino di tutto quello che vedo. Poi navigheremo nella notte australe verso la fine del mondo e, quando alla luce della Croce del Sud brinderò all'eterna salute del dannato inglese c [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
Uscii da casa sua tardissimo. La notte di Santiago sembrava non meno calda del giorno. Iniziai a camminare nel parco, poi per le strade deserte, e all'improvviso mi accorsi che l'eco dei miei passi si moltiplicava. Non ero solo. Non sarei stato solo mai più. Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i suoi personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la T [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
Del primo agnello si occupa Marcos Santelices. Due peones sdraiano l'agnello di schiena su un tavolo, gli allargano le zampe posteriori, Santelices prende il suo coltello da gaucho con l'impugnatura d'argento, controlla il filo della lama, e rade la sottile peluria che copre i testicoli dell'animale. Quando la pelle appare rosea e pulita, Santelices conficca il coltello nel tavolo e affonda la tes [continua...]
Charles Baudelaire, "Paradisi Artificiali"
Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Dov'era quella notte che mi aveva riempito l'anima, dov'erano quegli uomini semplici, i fuochi, le ombre danzanti? Il sole - il Magico Cacciatore d'Oriente - aveva distrutto ogni cosa, non con una pietra ma con un macigno. Attraverso i massicci portali del caravanserraglio si riversarono autobus stracarichi di arabi con la pelle scura e le vesti cenciose: dentro, fuori, sul tetto, sui parafangh [continua...]
John Steinbeck, "Furore"
La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l'operato della banca, oppure la banca fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L'hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo.
John Steinbeck, "Furore"
Incipit Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell'Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo. Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d'erbacce e d'ortiche sull [continua...]
Arthur Rimbaud, "Una stagione in Inferno"
Ah! Risalire alla vita! Gettare lo sguardo sulle nostre deformità. E questo veleno, questo bacio mille volte maledetto! La mia debolezza, la crudeltà del mondo! Dio mio, pietà, nascondetemi,mi comporto troppo male! Sono nascosto e non lo sono. È il fuoco che si rianima col suo dannato.
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
E' ovvio, non si può negare o fermare la corsa verso la morte e il suo logorio infinito, questo lo sapevo. Ma la rassegnazione filosofica non aiuta, quando le articolazioni si bloccano senza motivo, i crampi contraggono i muscoli, le valvole affermano il loro diritto di aprirsi e chiudersi a loro piacimento, le pompe funzionano male, quando funzionano, e l'interno e meraviglioso congegno della vit [continua...]
Ted Simon, "I Viaggi di Jupiter"
Più le cose cambiano, più restano uguali. Da quando ho terminato il mio viaggio, più di trent'anni fa, il mondo è cambiato: è quasi irriconoscibile. Eppure, leggendo di nuovo queste pagine, penso che se dovessi fare questo stesso viaggio oggi, mi potrebbero capitare esattamente le stesse cose di allora. Forse, a questo giro, non mi rinchiuderebbero in prigione in Brasile, ma probabilmente lo fa [continua...]
Cormac McCarthy, "Il Buio Fuori"
Appeso all'albero che gli faceva da sepolcro, il calderaio era un vero prodigio agli occhi degli uccelli. Gli avvoltoi che vennero di giorno a curiosare con i becchi adunchi fra i bottoni e le tasche del suo vestito, come osceni animali domestici, lo lasciarono ben presto spogliato parimenti degli stracci e della carne. La mandragola nera spuntò sotto l'albero, come fa sempre là dove cade al suolo [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male [...] mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. [...] Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.
Albert Camus, "Lo straniero"
Voleva ancora parlarmi di Dio, ma mi sono avvicinato a lui e ho cercato di spiegargli un'ultima volta che mi restava soltanto poco tempo. Non volevo sprecarlo con Dio.
Albert Camus, "Lo straniero"
Ma tutti sanno che la vita non val la pena di essere vissuta, e in fondo non ignoravo che importa poco morire a trent'anni oppure a settanta quando si sa bene che in tutt'è due i casi altri uomini e altre donne vivranno e questo per migliaia d'anni. Tutto era molto chiaro, insomma: ero sempre io a morire, sia che morissi subito, sia che morissi fra vent'anni.
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho creduto per molto tempo non so per quale ragione che per andare alla ghigliottina si dovesse salire su un catafalco, fare alcuni gradini. […] In realtà la macchina era posata direttamente per terra. […] Ci si fanno sempre delle idee esagerate su ciò che non si conosce. Invece dovevo constatare che tutto è molto semplice: la macchina è allo stesso livello dell'uomo che vi si avvia. Egli vi giung [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho rifiutato per la terza volta di ricevere il prete. Non ho niente da dirgli, non ho voglia di parlare, e dovrò comunque vederlo presto. Quel che mi interessa in questo momento è soltanto di sfuggire alla meccanica, di sapere se l'inevitabile può avere una via d'uscita. [...] Malgrado la mia buona volontà, non potevo accettare questa certezza insolente. Perchè insomma c'era una sproporzione ridic [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho riconosciuto per un breve istante il profumo e il colore della sera d'estate. Nell'oscurità della mia prigione semovente ho ritrovato a uno a uno, come dal fondo della mia stanchezza, tutti i rumori familiari di una città che amavo e di una certa ora in cui mi avveniva di sentirmi contento. Il grido dei giornalai nell'aria già calma, gli ultimi uccelli nel piazzale, il richiamo dei venditori di [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
La casa era calma e dal profondo della tromba delle scale veniva un soffio umido e oscuro. Non sentivo che i colpi del mio sangue che mi ronzava alle orecchie e sono restato immobile. Ma nella stanza del vecchio Salamane il cane ha dato un lamento sordo. Nel cuore di quella casa piena di sonno, il gemito è salito lentamente, come un fiore nato dal silenzio.
Albert Camus, "Lo straniero"
Quando ci siamo vestiti, è parsa molto sorpresa di vedermi con una cravatta nera e mi ha chiesto se ero in lutto. Le ho detto che la mamma era morta. Siccome voleva sapere quando, le ho risposto "Ieri". Lei si è come ritratta un po', ma non ha detto nulla. Io stavo per dirle che non era colpa mia, ma mi sono trattenuto perché ho pensato che l'avevo già detto al mio principale [quando ha chiesto il [continua...]
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Vedo come se vedessi per la prima volta, come se fossi il primo uomo a scoprire la bellezza originale del mondo.
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Ho l’impressione di planare. […] Attorno a me tutto sfuma lentamente in un mare di ovatta. Se voglio, posso non osservare né sentire più niente del mondo esterno.
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Ma questi intrugli del diavolo li ha voluti la natura, essa li ha creati, li nasconde in sé, li fabbrica con la sua linfa che sale lungo le arterie delle piante! L'hashish, è una bella margherita tutta speciale, che il sole si premura di far schiudere; sul papavero la rugiada dell'alba si posa innocente come su tutti i fiori, ma il papavero col suo succo dà origine all'oppio, alla morfina, all'ero [continua...]
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Flash,in inglese, vuol dire: lampo. Per un drogato,vuol dire: spasimo. Il flash è ciò che succede nel corpo di un drogato quando la droga, spinta dallo stantuffo della siringa, entra nelle vene. Ha la violenza del lampo e l'intensità dello spasimo. Un giorno ho dato ad una ragazza (..) Aveva avuto il suo flash era "partita", "viaggiava"m stava sprofondando... (..) Non c’è che l'iniezione – l [continua...]
Patrick McGrath, "Spider"
Nel "reparto duro" imparai ad arrotolare sigarette "magre" e "grasse": prendevamo il tabacco sul serio lì. È una cosa strana, non importa quanto un uomo sia sprofondato nella malinconia, nella follia - alla deriva, si potrebbe dire, tagliati tutti i ponti con la società -, in qualsiasi caso egli non mancherà mai di prestarvi il suo mozzicone per accendere la sigaretta: non esiste una pazzia talmen [continua...]
Charles Bukowski, "[da verificare]"
Quando ti ho detto che mi sarei fatto una sega pensando a te, l'hai presa male. Ma io non ce l'avevo il coraggio di dirti che ti amo.
Charles Bukowski, "Niente canzoni d'amore"
Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine. Si spinse avanti a gomitate per prendere la sua vodka liscia.
Arthur C. Clarke, "Incontro con Rama"
Nemmeno nel ventiduesimo secolo era ancora stato scoperto il sistema per evitare che gli scienziati di una certa età e di idee retrograde occupassero posizioni amministrative di'importanza capitale. Anzi, c'è da temere che il problema non potrà mai essere risolto.
Elie Wiesel, "La notte"
Tutto intorno regnava adesso il silenzio, turbato soltanto dai gemiti. Davanti al blocco le S.S. davano ordini. Un ufficiale passò davanti ai letti. Mio padre implorava: "Figliolo, dell'acqua... Mi sto consumando... Le mie viscere..." - "Silenzio, laggiù!" urlò l'ufficiale. "Eliezer - continuava mio padre - dell'acqua..." "L'ufficiale gli si avvicinò e gli gridò di tacere, ma mio padre non l [continua...]
Elie Wiesel, "La notte"
Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora... Più di una mezz'ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli [continua...]
Elie Wiesel, "La notte"
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio nott [continua...]
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Le lunazioni si susseguivano e le generazioni sparivano rapidamente, ma il ponte restava, immutabile, come l’acqua che scorreva sotto le sue arcate.
Charles Baudelaire, "Diari Intimi"
È impossibile scorrere una qualsiasi gazzetta, di non importa che giorno, mese o anno, senza scoprirvi ad ogni riga i segni della più spaventosa perversione umana e, al contempo, le più stupefacenti vanterie di probità, di bontà, di carità con le affermazioni più sfrontate circa il progresso e la civiltà. Ogni giornale, dalla prima all'ultima riga, non è che un contesto d'orrori. Guerre, delitti, [continua...]
James Graham Ballard, "Deserto d'acqua"
La successione di giganteschi sommovimenti geofisici che avevano trasformato il clima della Terra aveva avuto inizio sessanta o settant'anni prima. Una serie di violente tempeste solari durate parecchi anni, provocate da una improvvisa instabilità del sole, aveva allargato le cinture di Van Allen e aveva diminuito l'attrazione gravitazionale della Terra sugli strati esterni della ionosfera. Man ma [continua...]
Charles Sheffield, "Le guide dell'infinito"
"Qualche pazzoide ha approfittato dell'alto livello di attività dei nostri lanci... stanno accadendo così tante cose che ci vorrà un po' di tempo perché qualcuno si renda conto che è in corso un attacco." Hans si era inserito nelle frequenze radio e le stava passando in rassegna una dopo l'altra. "Silenzio radio dalla Cina. Guardate lo schermo. Quelli devono essere i missili degli Stati Uniti. [continua...]
Charles Bukowski, "La poesia"
Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
Arthur C. Clarke, "2001: Odissea nello Spazio"
Dietro ogni uomo oggi vivente stanno trenta spettri, poiché questo è il rapporto con il quale i morti superano il numero dei vivi. Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di uomini hanno camminato sul pianeta Terra. Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via La [continua...]
Jim Morrison, "Versi poetici e dichiarazioni di guerra"
Il dolore è l'elemento che può ancora risvegliarci. La gente tenta di nascondere la propria sofferenza, ma è un errore grave. Il dolore è qualcosa da portarsi dietro, come una radio. Puoi avere cognizione della tua forza affrontando il tuo dolore. Tutto dipende da come lo sopporti. È questo che conta. La sofferenza è un sentimento, e i tuoi sentimenti sono parte di te, sono la tua realtà personale [continua...]
Dmitry Glukhovsky, "Metro 2033"
I ratti cominciarono la ritirata. La loro cieca volontà era stata spezzata da una delle ultime invenzioni del genio militare umano. Quando si trattava di uccidere, gli esseri umani erano sempre stati di gran lunga i migliori, rispetto alle altre specie.
Friedrich Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra"
Non più pastore, non più uomo, un trasformato, un circonfuso di luce, che rideva! Mai prima al mondo aveva riso un uomo, come lui rise! Oh, fratelli, udii un riso che non era di uomo, e ora mi consuma una sete, un desiderio nostalgico, che mai si placa. La nostalgia di questo riso mi consuma: come sopporto di vivere ancora! Come sopporterei di morire ora!
Paul Valery, "L'Idea Fissa"
Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.
Howard Phillips Lovecraft, "Necronomicon"
Non è morto ciò che in eterno può attendere, e con il passare di strani eoni anche la morte può morire
Howard Phillips Lovecraft, "Il richiamo di Cthulhu"
Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell'infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte apr [continua...]
Lewis Carroll, "Alice nel Paese delle Meraviglie"
Il Coniglio Bianco si mise gli occhiali. – Da dove devo iniziare, Maestà? – chiese. - Inizia dall’inizio, - disse il Re con solennità, - e va’ avanti fino alla fine: poi fermati.
Lewis Carroll, "Oltre lo specchio"
"Quando uso una parola", Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, "essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno." "La domanda è", rispose Alice, "se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi." "La domanda è," replicò Humpty Dumpty, "chi è che comanda – tutto qui."
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Rileggere Lorenz mi fece capire come mai le persone sensate alzassero le mani con un gesto d'orrore: [lo facevano] per negare che esistesse una cosa come la natura umana e ribadire che tutto deve essere appreso. Pensavano che il "determinismo genetico" minacciasse gli impulsi liberali, umani e democratici a cui l'Occidente dava ancora importanza. Erano inconsapevoli anche del fatto che gli isti [continua...]
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Gli antichi Ebrei - schiacciati com'erano tra due imperi che li angariavano - ebbero sicuramente una grande intuizione nell'identificaro lo stato con Behemoth o il Leviatano, un mostro che attentava alla vita umana [la cui essenza è - per Chatwin - il nomadismo]. Furono forse il primo popolo a capire che La Torre era caos, che l'ordine era caos, e che il linguaggio - il dono della parola che Yahwe [continua...]
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
La selezione naturale ci ha foggiati - dalla struttura delle cellule cerebrali alla struttura dell'alluce - per una vita di viaggi stagionali a piedi in una torrida distesa di rovi o di deserto. Se era così, se la "patria" era il deserto, se i nostri istinti si erano forgiati nel deserto, per sopravvivere ai suoi rigori - allora era più facile capire perché i pascoli più verdi ci vengono a noia [continua...]
Bruce Chatwin, "Anatomia dell'irrequietezza"
Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Ancora oggi, disse Wendy, quando una madre aborigena nota nel suo bambino i primi risvegli della parola, gli fa toccare le "cose" di quella particolare regione: le foglie, i frutti, gli insetti e così via. Il bambino, attaccato al petto della madre, giocherella con la "cosa", le parla, prova a morderla, impara il suo nome, lo ripete e infine la butta in un canto. "Noi diamo ai nostri figli fucili [continua...]

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