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Amedeo Giacomini

A lis quatri di matine

A lis quatri di matine
jo e tč, la copie,
a discori di nuje
cul marum (duciu doi) di jessi bessōi
a peānus i dīncj,
a fānus di piźre …
E rindīsi, dopo, al sigo dai cuarps,
e po'il sorźli a sbrego li'tindķnis.
Tociāsi cui dźs
e sintī tal grivi dai flās
dute la pśare nostre felissitāt.

TRADUZIONE
Alle quattro di mattin
io e te, la coppia,
a parlare di niente
con l'amarezza (tutti due) di essere da soli
a legarci i denti,
a farci di pietra...
E arrenderci, dopo, al grido dei corpi,
e dopo il sole a sbregare le tende.
Toccardi con le dita
e sentire nella fatica del fiato
tutta la nostra povera felicitą.

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