MOTO: La prima volta di Angie...

E' il 22 novembre 2009. A breve devo partire per la Tunisia, e non ho ancora messo le ruote dell'Africa fuori dal bitume - salvo qualche strada di campo... E' ora di provarla, di prendere confidenza col suo peso e con la distribuzione di questo, palesemente diversa dalla Transalp. La Transalp mi pare più spostata in basso, per cui da un lato risulta più agile, dall'altra meno reattiva. E poi il motore dell'Africa: gran coppia, più libero, senza quelle esitazioni ai bassi tipiche della Transalp.
CATEGORIA GALLERIA: TAGLIAMENTO
La prima volta di Angie nel Sacro Fiume
E' il 22 novembre 2009.
A breve devo partire per la Tunisia, e non ho ancora messo le ruote dell'Africa fuori dal bitume - salvo qualche strada di campo...
E' ora di provarla, di prendere confidenza col suo peso e con la distribuzione di questo, palesemente diversa dalla Transalp. La Transalp mi pare più spostata in basso, per cui da un lato risulta più agile, dall'altra meno reattiva. E poi il motore dell'Africa: gran coppia, più libero, senza quelle esitazioni ai bassi tipiche della Transalp.
Le Goldentyre sono arrivate, il paracarena è montato.
Chiamo Otto Nellen: "Setu prònt?" - "si".
E si parte!
Otto ovviamente, dotato di un monocilindrico kittato, di una gran conoscenza del Tagliamento, nonché di un ego infinito, mi fa paura: ed ho ragione. Nel corso dell'ora e mezza che passo con lui mi porta per ghiaioni, stradine serpeggiante nella boscaglia piene di schifosissima argilla scivolosa, salite, discese. Ma devo ammettere, l'Africa si comporta benone. Il motore è potente e corposo e basta un'accelerata per sentirlo salire e far scavare la gomma affinché trovi la sua giusta aderenza.
Il davanti, sebbene sembri molto piantato e pesante (avevo la moto col pieno di benzina, apposta) è invece ben equilibrato nell'assetto totale della moto. In qualche dunetta ho osato accelerare un po' di più e lui si alza uscendo dal rialzo lasciandoti libero e sicuro. Il mono WP posteriore sicuramente gioca la parte del leone, la moto è stabilissima.
Va guidata con un po' più di aggressività della Transalp: su questa molte volte potevi concederti di stare seduto e fare le curve col classico piede fuori; con questa è preferibile di no. Meglio stare in piedi, bilanciare i pesi e lasciare ogni tanto derapare la moto. La traiettoria la imposta da sola!
Ad un certo punto mi trovo in uno spiazzo bello grande e pieno di sassi: dico ad Otto di giocare intorno, mentre io cazzeggio. Voglio provare a girare in tondo per studiarla bene. Comincio: giro e giro, inclino la moto, sposto il peso all'esterno, dò un po' di gas e lei derapa e gira. Fantastico! "Cazzo ma quanto piega!", penso. E la butto giù, ancora più giù, e lei risponde magnificamente. E ancora più giù, più giù, più... SBANF! E mi ritrovo al suolo! Così ha baciato per la prima volta il terreno!
La risollevo, a fatica ma non ho sentito granché di differenza di peso rispetto alla Transalp! Un po' di più, ma pensavo peggio.
Cose da fare:
  • indurire un po' il mono;
  • tirare la catena (slittava terribilmente);
  • tagliare la manopola (resta accelerata).
  • Per il resto: SEI PRONTA PER L'AVVENTURA, PICCOLA!

    Il Bostro-X, lì 22/11/2009




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