Al RinasciTA 2007

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Al RinasciTA 2007RinasciTA 2007: motoincontro Lissta Toscana
Venerdì 27 aprile, notte; il Bostro-X è nel letto. Pensa al viaggetto in Bassa Baviera che voleva fare sfruttando il ponte del 1° maggio, viaggetto annullato per svariati motivi. Pensa inoltre che il 1° maggio dovrà presenziare alla sagra di Casarsa, dove espone alcune auto. Infine, pensa: "Un'altra domenica a girare in Friuli e la sera a bere? E' un anno che faccio giri di una giornata!". Dopo una mezz'oretta è deciso: andrò in Toscana, al RinasciTA, e così conoscerò anche qualcuno di quei pazzi della Lissta. Contatto Antonio Salvagnoni per chiedere informazioni varie, recupero un posto letto in un B&B (alla faccia del B&B, 45 Eurozzi!) e sabato sera bevo qualche birra con gli amici, fino a mezzanotte circa quando vado a dormire.
Alle 4:30 di domenica suona la sveglia: carico il bauletto, attacco al serbatoio la borsa calamitata con la mappa, e parto: maglietta della birra Beamish, giubbotto da moto, guanti senza dita da biker che dopo qualche km tolgo perché muoio di freddo, calzoni mimetici inseriti all'interno degli stivali da enduro consigliatimi da ANtonio perché là c'è l'off vero! Prima sosta dopo 1 km al Bancomat! :(( Comincia la mia cavalcata verso Peccioli, un paesino sotto Pisa, solo io e la mia fida moto. Decido di fare autostrada per arrivare a destinazione puntuale per il pranzo, il momento migliore per conoscere gente nuova. La mia andatura è tranquilla, tengo circa i 110-120 km/h per non rovinare troppo il tassello, faccio qualche sosta in autogrill a fumare e bere dei caffé; in mezzo all'Appennino trovo un bell'autogrill piuttosto elevato, in cui mangio un ottimo panino con prosciutto e mozzarella e faccio una foto alle cime dei monti. A Firenze esco dall'autostrada, la mappa che ho con me non è molto dettagliata (e, scoprirò in seguito, neppure affidabile) e dopo aver tentato stradine laterali decido di prendere la più facile FI-PI-LI che si rivelerà invece un inferno all'altezza di Empoli. Torno ad uscire, vago un po' a destra e a sinistra ma alla fine ho la meglio sulla strada e trovo il primo cartello "Peccioli". Sono emozionato, da svariate ore non parlo con nessuno né nessuno mi parla o influisce sul ritmo: e ciò è molto bene.
Dopo aver peregrinato un po' trovo il mio pernotto, la signora è gentile, la casa è una splendida villa del '700 dove io dormirò in pratica da solo! Ecco perché ben 45 €!
Riparto per raggiungere la località "Il Castagno" costituita in pratica da un ristorante e un alberghetto: le strade che faccio sono splendide, prati di tutti i colori e colline a non finire, guido in piedi ad andatura moderata per godermi tutto ciò che posso. Alla fine arriva alla meta, la riconosco perché ci sono Transalp parcheggiate in ogni posto. Parcheggio la moto ma un ritardato con un Ducati mi dice che l'ho messa troppo vicina alla sua e non riesce ad uscire: lo guardo bene, e penso che è meglio per me evitare di trovare la sua Ducati appoggiata alla mia moto :(( - Parcheggio da un'altra parte e faccio innanzitutto una foto a due schiere bellissime di Transalp.
A questo punto non so più cosa fare, mi guardo in giro e c'è un sacco di gente che io non so chi sia ma con cui dovrei mangiare! E se magari c'è qualcuno con cui ho avuto qualche bisticcio appena iscritto? E se magari nessuno sa chi sono e ... bo? E se poi...? Che cazzo, ma chi me l'ha fatto fare?!?!? Insomma, mi rullo una sigaretta pensando al da farsi perché non c'è niente di più solitario che essere soli tra tanti e penso che potrei anche continuare la gita per conto mio: da solo (ma solo solo!) mi sono sempre trovato bene, posso continuare così. Mi giro con la cicca in produzione e vedo un tipo, gli chiedo se è della Lissta e guarda te è proprio Antonio! Alla faccia del caso, l'accoglienza è calorosa, scarico qualcosa dalla moto e con lui vado verso il ristorante e la prima persona che conosco è il Ruggi che però è senza la sua incredibile moto. Siedo al tavolo con Marzio, Sbri e Geronimo che sono tutti simpaticissimi! Ormai sono quasi del gruppo.
La mangiata è gloriosa: con soli 20 € ho mangiato una bruschetta, un antipasto di affettati vari, una ribollita (mangiati due piatti), delle pappardelle al ragù (mangiati due piatti) e infine arista e qualcos'altro, con contorno di verdura e patatine fritte. Ovviamente, vino acqua e caffé! Ah, dimenticavo la crostata! Finiamo di mangiare a ripartiamo, andiamo a fare una gita a San Gimignano. Sono circa le 17, sono in piedi da 12 ore delle quali la maggior parte in sella e ho dormito solo 3 ore e mezza, decido di non salire a San Gimignano e di restare a dormicchiare in un prato. Mi fanno compagnia però altri transalpisti, tra i quali Hammer del quale ho sfruttato qualche foto e Sascha, mio vicino veneto; restiamo lì a parlottare un'oretta e familiarizzo dunque ancora più in profondità con la Lissta. Finalmente si associano alcuni nomi a delle facce, è sempre meglio e a me email e forum non sono mai piaciuti molto.
Alle 18 si parte per l'off-road: comincio ad innervosirmi, qui c'è gente che con la TA fa cose spaventose in fuoristrada e ho paura di non essere all'altezza; invece ci riesco, seppur per i pochi km che facciomo in off. Ormai è tardi, gli altri sono stanchi, facciamo un po' di terra, un po' di erba, un po' di ghiaia, alcuni panorami spettacolari e torniamo su asfalto verso l'albergo dove loro mangeranno mentre io ho deciso di assentarmi. La stanchezza si fa sentire, in più ho voglia di ritirarmi da qualche parte e pensare meglio alla cosa; da un anno scrivo e leggo email in Lissta ed ora ho conosciuto alcuni personaggi emblematici del gruppo. Stiui mi chiede persino di fare la faccia da idiota che ho nel sito per vedere se sono proprio io! Una figata! Quando la faccio si mette a ridere e dice: "Figata! E' proprio lui! Ou, ho conosciuto il Bostro!" - All'albergo dunque riparto, saluto tutti quelli che ho conosciuto e riparto verso dei tendoni che avvevo visto al pomeriggio dove facevano una festa del prosciutto, però prima faccio l'ultimo giretto fra i colli. I tendoni sono in mezzo alla campagna, non c'è nessun lampione e pian piano i colli diventano neri come il cielo, mango prosciutto, pancetta, salame e pecorino e bevo dell'ottimo vino. I toscani sono cordialissimi! Me ne vado a dormire, domani mi aspetta il ritorno.
Lunedì: mi sveglio con un cielo un po' troppo plumbeo, faccio colazione, pago la tipa (non la coperta!!!) e riparto. Dopo qualche minuto comincia a gocciolare, mi metto i pantaloni da pioggia, copro la borsa se serbatoio, metto la pelle di daino per pulire la visiera nel cruscotto e riparto. Oggi non voglio assolutamente fare autostrada, è troppo snervante: voglio fare il Muraglione, so all'incirca dov'è ma è proprio a questo punto che la mia mappa si dimostra imprecisa, perché ci sono segnati paesini minuscoli ed altri più grandi sono assenti! Ho il TomTom nel cellulare, ma sul momento non lo uso. La pioggia è debole, non è fastidiosa né pericolosa e a me piace perdermi in moto. Chiedo a un contadino come arrivare dove voglio arrivare, lui mi guarda le gomme e dice: "Te non c'hai paura de' sassi, eh?" - Be, se non sono troppi! Allora mi fa fare una splendida strada bianca mista ad asfalto che mi porta per posti incredibili. Potessi tornare a ringraziarlo! Ogni tanto trovo qualche stradina bianca e mi ci butto, se sono facili; in una di queste decido di provare il TomTom e scopro con piacere che conosce anche quelle! Alla fine arrivo all'inizio del Muraglione, la scalata al passo è bellissima nonostante non sia molto alto, in cima c'è un bar e lì chiedo ad altri motociclisti se dalla parte di Forlì piove. Dicono di no, ed è meglio così. Il Muraglione comunque è veramente una gran bella strada con uno splendido panorama, peccato per i tanti piccoli Valentini che ogni tanto di trovi proprio sul culo!
Riparto deciso a fare la strada fino a Ravenna e da lì, con la Romea, tornare a casa. Un primo inghippo mi succede a Forlì: il TomTom perde il segnale con l'antenna ma lo scrive piccolissimo, io ovviamente guardo la strada e poco il cellulare e, pensando stia ancora funzionando, mi perdo per Forlì. Allora stacco il TomTom e vado a naso, finché non trovo un cartello "Ravenna" e sono praticamente a cavallo! APpena uscito dalla città mi fermo in un bar, bevo una birra e mi tolgo o calzoni da pioggia; sotto sono più bagnato che se avessi preso la pioggia nudo!!!Ma ecco il secondo problema... E' LA ROMEA!!! Un casino allucinante! Alla faccia del cazzo! La prossima volta sicuramente autostrada! La Romea è strapiena di macchine, dove potresti correre non puoi perché c'è limite di 50 km/h (sicuramente mi arriverà qualche multa!)! Un inferno! Sto un'eternità a farla! Alla fine arrivo a Venezia e decido di prendere l'autostrada, almeno per gli ultimi km che mi separano da casa. Esco dall'autostrada, faccio Villotta e San Vito e comincio a vedere, oltre ai nuvoloni neri che da un po' tengo d'occhio, anche dei lampi. Accelero la peste e maledico la sosta fatta poco prima in autostrada per fumare! Accelero ancora, le nuvole sono più nere! Mi trovo a 10 km da Codroipo, io abito dalla parte opposta rispetto a da dove arrivo io quindi circa 13-15 km. Arrivo in bomba, faccio l'incrocio, entro a Codroipo... e comincia a diluviare! Cazzo, ho anche tolto i calzoni da pioggia a Forlì e cambiati i guanti! In pratico, 400 km e mi bagno gli ultimi 3!!!
Insomma: 1100 km circa in due giorni, 20 ore di moto o qualcosa di più, che dire? Una figata. Viaggiare in moto da soli è splendido. Avere persone che già sono tue amiche alla meta è splendido. Tornare senza troppi problemi o paura di perdersi è splendido. Ne valeva indubbiamente la pena.
Epilogo: il giorno dopo tornato, ossia martedì, ero in fiera e squilla il telefono. Era Antonio, che voleva sapere se era andato tutto bene! SOno rimasto impressionato dal fatto che mi abbia telefonato! Veramente una persona speciale! Che belle giornate!
Una versione del tragitto complessivo percorso la trovate qui su Google Maps.


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