Slovenia Adventure 2009

Nel 2007 Zeus e Dez decidono di fare una delle loro classiche sortite in coppia. Ma questa volta non si tratta di uno dei soliti sterrati veneto-friulani che saltuariamente Cip e Ciop decidono di violare; la coppia malefica ha deciso di sferrare un assalto decisivo alla nazione Slovena. Contattano me - che però, ovviamente, sono impossibilitato a partecipare - e Domi, che si affianca felicemente. Ne uscirà un'avventura che rimarrà a lungo negli annali degli endurostradali.
CATEGORIA GALLERIA: QUELLI DEL SANCHEZ
Slovenia Adventure 2009
PROLOGO 1
Nel 2007 Zeus e Dez decidono di fare una delle loro classiche sortite in coppia. Ma questa volta non si tratta di uno dei soliti sterrati veneto-friulani che saltuariamente Cip e Ciop decidono di violare; la coppia malefica ha deciso di sferrare un assalto decisivo alla nazione Slovena. Contattano me - che però, ovviamente, sono impossibilitato a partecipare - e Domi, che si affianca felicemente. Ne uscirà un'avventura che rimarrà a lungo negli annali degli endurostradali.
PROLOGO 2
Nel 2009 ricevo un'email dalla coppia infernale: stanno organizzando un giro in Slovenia, con ispirazione la loro precedente sortita slovenia. Hanno bisogno di una mano, ed ovviamente il loro pensiero va al grande, solo, unico, mitico, Bostro-X.
Poco tempo dopo effettuaremo una ricognizione del giro, che io comanderò, organizzerò, elaborerò e cappeggerò con successo!
CORREZIONE AL PROLOGO 2
In realtà la subdola congrega ha bisogno di:
  • un lento che sia d'accordo a fare da scopa al gruppo;
  • un pirla con una moto pesante ed inetto a guidare che testi la fattibilità del percorso.
  • Per quanto riguarda la ricognizione, potete fare riferimento al mio report apposito. Dico solo che gli sterrati furono molti meno delle grappe!
    Si gioca!
    Masnik arriva direttamente da Roma! E' il mio primo contatto il giorno d'inizio del primo incontro degli EnduroStradali superiore ad una giornata. Poco dopo arrivano anche Blackman e Babe. Parcheggiano i mezzi nel mio spazio, e mentre io in ufficio sbrigo le ultime formalità lavorative dei clacson attirano la mia attenzione sulla statale: svariate moto stanno passando, dirette verso la pizzeria. Salgo sul mio bove nero, vado a casa, mi vesto, e mi dirigo anch'io in pizzeria, dove l'allegra compagnia dà il via ufficiale allo Slovenia Adventure 2009.
    Finito il pranzo andiamo al luogo del ritrovo: qui ho la prima pessima visione della giornata: un'Africa Twin attrezzata da motorally! Tenendo conto che la mia passione per la mia moto si è un po' affievolita causa alcuni suoi problemi (causati però, è dovere dirlo, dal sottoscritto), questa moto è un colpo al cuore per me! Ma perché non sono restato a casa?
    Non ho tempo di finire la domanda al mio secondo io che si parte. MrBoombastic ci raggiungerà la sera, stava arrivando al ritrovo ma ha forato una gomma e la riparazione gli prende più tempo del previsto.
    Il primo giorno è dominio di Giuseppe. Sfortunatamente per me, che copro il ruolo di scopa, i percorsi di Giuseppe sono fantastici se fatti in pochi, ma se fatti in tanti e dopo un periodo di siccità clamorosa, diventano un dramma assoluto! Nel giro di 20 minuti sono un pupazzo di polvere. Avete presente Pig Pen? Ma chi se ne fotte, sono o non sono assente dal lavoro, a bordo della mia moto, diretto verso due giorni di follia motociclistica?
    Si? Ottimo. Quindi, si ride e si scherza, soprattutto quando un contadino decide di farci un dono trasformando una strada di campo in un guado profondissimo e fangoso, nonché anche piuttosto lungo! Ci rifaremo così dell'assenza totale di acqua nel Torre, dove invece temevamo non saremmo neppure passati!
    Io e Manuel chiudiamo il serpentone di moto, e di continuo ci affianchiamo e ci spariamo cazzate a vicenda.
    La strada la conosco abbastanza, l'ho fatta una volta con Giuseppe. Grandi emozioni invece ci avvolgo al valico sloveno, come sempre è bello uscire dall'Italia in moto, anche se si è dietro casa, perchè comunque c'è... sentore di avventura!
    Spi, una novità del gruppo, lo ritroviamo steso dopo una curva ghiaiosa io, Zeus e Domi. Ci chiede "Ma il resto del giro è così?" - Cavoli, come dirgli che il resto sarà a confronto un disastro? C'è da dire che rimango sbalordito quando mi dice che è la sua prima esperienza in fuoristrada, cazzo, col cavolo che io sarei andato su strade così la prima volta! Ed anche i giorni successivi farà strade anche peggiori. La cosa che più mi è piaciuta di Spi è che era pienamente cosciente dei suoi limiti e questi non gli erano nascosti dall'orgoglio, per cui sabato ha saputo dire senza problemi "Ragazzi, io farò un giro alternativo". Non è da tutti, mi è capitato più volte di fare giri con gente che si ostinava a partecipare a giri ufficiali, programmati dunque per mesi, senza esperienza e col risultato ovvio di rovinare il giro a tutti! Per questo è sicuramente una persona che in futuro rivedremo su svariati sterrati!
    C'è da dire che, durante la precedente ricognizione, ribattezzammo quel tratto di strada "La sagra del dritto" e, per non smentirci, sia io che Manuel che Zeus renderemo onore a tale definizione con alcuni dritti di tutto rispetto!
    Fortunatamente quello sterrato finirà presto, e dopo non molto ci ritroveremo ad attraversare i monti sloveni, dai quali si vede benissimo oltre il confine la nostra patria non lontana, anzi, sfortunatamente, fin troppo vicina!
    Ok, dopo questo aperitivo enduristico ci ritroviamo all'albergo Jazbec, dove il simpatico gestore già conosciuto ci accoglie felice! E ci credo! Gli portiamo camere piene, pance vuote, e fegati ancora in funzione!
    Ci beviamo qualche birra per re-idratarci dalla polvere della giornata, quindi ci facciamo una doccia, ci vestiamo, e ci accomodiamo ai tavoli per la cena. Nessuno si immagina che fra qualche ora ci sarà l'inferno! Nel frattempo arriva Mighe con Nik64, in tempo per la cena, e soprattutto per le grappe.
    Ma andiamo con ordine.
    Cominciamo bene: lauta cena, siamo divisi in tavolini che all'incirca riflettono i gruppi di chi si conosce di più. In questo modo tutti sono felici e contenti, si creano feste in ogni tavolo, che si incrociano tra di loro. Svariate birre volano con la cena, finita la quale nessuno ha voglia di ritirarsi. Chi fuma fuori, chi beve dentro, io scambio 4 chiacchere con Giancarlo che ho conosciuto due anni fa e non ho più rivisto. E che anche quella volta era stato testimone partecipe dell'allegria alcolica tipica degli enduristi turisti (alias, sfigati).
    La Palacinka è obbligatoria, ma dopo questa lo stomaco è pieno e gonfio. Cosa bere per alleggerirsi, per "buttare giù" il gozzo? Ovviamente un pelinkovac! E poi? Caffé. Ma con cosa? Con slivoviz, ovviamente. Ed altro pelinkovac, ed altro slivoviz. Ad un certo punto Jazbec ci porta una grappa alla radice; avrà 70 gradi, il danno è fatto! Cadiamo tutti in un vortice di frenesia alcolica, qualcuno ovviamente si ritira, ma il nucleo duro degli ES non molla!
    Ci troviamo... chi? non ricordo, io manuel mighe giuseppe zeus... bo... nella saletta d'ingresso, Jazbec si è rotto i coglioni di noi, siamo ben che brilli e lui decide di congedarci. Ci porta 3 bottiglie di grappa e va a dormire. Lui pensava che avremmo bevuto due, tre bicchieri. Il giorno dopo troverà due bottiglie vuote nell'ingresso, la terza misteriosamente al secondo piano su una credenza. Ovviamente... vuota!
    Che successe nella notte? Qualcuno dirà di aver visto i fantasmi. Io so solo che mi sveglai al mattino con due dita del piede destro gonfie e scorticate, sangue sulle lenzuola di Zeus, che ha un occhio gonfio e... Ma... Ei... Zeus mica dormiva qua? Ah già, Dez l'ha sfrattato! Abbiamo svegliato mezzo albergo! A me minacceranno di amputare il piede, Zeus è cieco, Manuel ha lividi, Mighe ha un'altra faccia, dio che mal di testa!
    A colazione si vedono facce vergognose, e più che parole si sentono brontolii e mormorii cupi. Ma non possiamo mollare, non dobbiamo! Ci raggiunge intanto Franco da Trieste, ci vestiamo, io dimentico di mettere la pecora sulla moto, ovviamente ma non faccio più in tempo. Si parte!
    Jazbec decide di venire via con noi. Partiamo, qualche curva, e si parte in uno sterrato! Dopo pochi km dobbiamo passare una frana. Un cumulo di ghiaia bello alto invade la strada proprio su una curva. Non pare temibile, a guardarlo. Ma già dopo i pirmi due sassi io mi sono sentito le gambe tagliate e comincio a ruttare ad ogni dosso. Dio che malessere!
    Passano tutti, chi bene, chi a spinta. Arriva il mio turno. In piedi con le gambe come due tronchi di legno e come se avessi un palo nel culo, faccio la salita della frana. Ma arrivato in cima, dove dovrei leggermente curvare a sinistra, il dramma! La moto scarta e parte via verso sinistra, ovvero, verso lo strapombo della frana! Io sono duro come una statua di merda secca, non controllo la moto, rutto grappa, non riesco neppure a frenare, mi dirigo spudorato verso il baratro, di fronte a me vedo il volto di Icio completamente sconvolto, mi si para davanti e riesco a fermarmi a neanche due metri dal bordo della frana! Per un pelo non ci ho rimesso le palle sul serbatoio! Ok ragazzi, è ufficiale: sono distrutto! Mentre tento di rimettermi in careggiata Mighe fa la frana e rischia (o l'ha fatto volutamente?) di venirmi addosso per buttarmi nel fosso!
    Grandiosa figura di merda che resterà per i 3 giorni la Best Performance!!!
    Ok, alla fine ce la faccio ad uscire, tutti sono già passati, e si riparte. Durante una pausetta MV (che con Magobix ci ha raggiunto al mattino, e ci lasceranno la sera; due eroi!) guarda la sua ex-moto, ora schiava di Manuel; Manuel gli dice con orgoglio che non ha ancora baciato il terreno, ma MV lo ammonisce: "Aspetta, aspetta...". Non passano 5 km che in una salita ghiaiosa Manuel mi svola su una curva praticamente in faccia! Ripensando al suo dialogo con MV di poco prima mi metto ovviamente a sbaccanare!
    Ripartiamo, raggiungiamo gli altri. La moto di Manuel col nuovo scarico fa un gran rumore. Stiamo correndo all'interno di un bosco in una sterrata fantastica, la moto di Manuel davanti a me fa un gran rumore. Grande. Veramente grande. Forse... troppo? Manuel si ferma: guardiamo lo scarico, in pratica il terminale è uscito dai collettori!
    Ravaniamo per una decina di minuti per rimetterlo in sesto, quindi ripartiamo, gli altri sono scomparsi. Ma dopo due o tre dossi la situazione si ripete. Risolviamo temporaneamente la cosa mettendo un rametto a fissare meglio lo scarico sul suo supporto, la soluzione funzionerà abbastanza... Raggiungiamo dopo un bel po' gli altri e ripartiamo. Gli sterrati per ora sono finiti, facciamo un lungo pezzo di asfalto verso il lago di Bled. Ripeschiamo Spi, ci attardiamo un po', io e Manuel con lui ci perdiamo, ci ritroviamo, ribecchiamo Zeus, e ricominciamo a sterrare in una bellissima strada bianca nel Parco del Triglav, larga, veloce, splendida, la adoro!
    Facciamo una piccola pausa sul lago di Bled per concederci qualche foto, quindi ripartiamo per la pausa pranzo. Peccato una cosa: solo Zeus e Dez sanno dove avverrà. Io, Manuel, Spi, Giuseppe e Viviana ci attardiamo ad un semaforo, e gli altri scompaiono. Quindi? Dove cazzo si mangia? Ma possibile che nessuna delle 2.000 scope ci caghi? Niente, nessuno. Giriamo tutto il lago, torniamo indietro, torniamo a girare il lago, proseguiamo verso Bohinj, torniamo indietro. Nessuna traccia della comitiva. Spi dice che gli pare che avessero detto che si mangiava "dall'altra parte del lago", ma non capiamo proprio dove. proviamo a chiamarli ma niente da fare. Io ritorno al posto in riva al lago dove ci eravamo fermati, per scoprire se ci siano altre strade, ma non ce ne sono. Ritorno dagli altri, e mi dicono che hanno sentito la compagnia, sono al lago di Bohinj. Sono una ventina di km, li raggiungiamo e finalmente si mangia! Il mio panino, in pratica, causa la "fame chimica" da post-sbronza, lo respiro!.
    Un'ottima birra mi rimette definitivamente a posto lo stomaco. Ripartiamo per tornare indietro in albergo, qualche sterrato, finché Jazbec non decide di farci fare una strada alternativa. Splendida! Una pietraia smossa in mezzo a boschi di montagna, salite, discese, curve, spettacolare! Uno (chi sei? come ti chiami? bo! non ricordo!) decide di tentare di battere la mia Best Performance scivolando in una curva e fermandosi sul ciglio della sterrata prossimo a volare per circa 400 metri verso il basso!
    Si riparte, un'altra sterrata di Jazbec, quell'uomo ne sa una più del diavolo degli enduristi!
    Io Manuel Mighe Corrado e Giovanni ci fermiamo a fare una sosta, e di nuovo la nostra struttura di guide mostra tutte le sue debolezze; come ripartiamo, ci troviamo ad un incrocio e nessuno ci ha aspettato. Proseguiamo, ma non troviamo nessuno, finché dopo alcuni km troviamo ad un distributore Franco da solo che ci attende. Abbiamo perso una sterrata, Zeus e Fiky pensando l'avessimo fatta, e non vedendoci, sono tornati indietro a cercarci, ma non abbiamo fatto quella sterrata! Li chiamo, arrivano, ci cazziano, io li ricazzio, ci cazziamo, e subito prima di venire alle mani Franco ci saluta e se ne torna a casa! Grande Franco!
    L'emozione dei saluti ci fa dimenticare la rissa, ed ormai da dove siamo sentiamo già lo sfrigolio delle griglie di Jazbec. Ripartiamo a torniamo all'albergo, dove il brav'uomo lo troviamo già lavato fresco come una rosa ed al lavoro. Ma come cazzo ha fatto? Quello non è umano!
    La cena è lauta, ma la stanchezza della giornata e la precedente sbronza (e, nel mio caso - ma lo scoprirò dopo - anche un principio di influenza) si fanno sentire, e poco prima di mezzanotte sono già con l'uccello in mano sotto alle coperte!
    Ci svegliamo freschissimi. O quasi. Anzi, proprio no! Ma ci svegliamo. Io ho misteriosamente una fame da lupi, arrivo in sala per primo, Jazbec è ovviamente già lavato fresco come una rosa al lavoro. Mangio tutto ciò che c'è, facciamo in bagagli, e tristemente ci ritroviamo fuori dall'albergo, nel parcheggio, a preparare le moto per il ritorno.
    Parcheggiamo tutte le moto in parata davanti all'albergo, che Jazbec ci farà la foto per l'album fotografico del suo simpatico alberghetto. Veramente un gran personaggio! E pilota coi controglioni!
    Ripartiamo, ci aspetta lo sterrato più tecnico del giro, una pietraia infida tutta curve nei dintorni di Montefosca. La imbocchiamo, e sarà una decina di km di godimento puro. Peccato solo che Giancarlo decida di non farla e di tornarsene a casa, io non riesco a salutarlo perché, da scopa, scopro sempre le cose per ultimo!
    Il resto della strada è un intrico di strade di campo che ci porta fino a Codroipo, un inferno, bisogna ammetterlo, perché la terra bianca che le ricopre è secchissima e finissima e non si vede una pippa a distanza di due metri l'uno dall'altro. Verso la fine sono quasi estenuato, lurido, e la moto mi fa pietà.
    A Codroipo andiamo - i superstiti - a mangiare per l'ultima volta tutti assieme cevapcici alla Trattoria istriana, dove beviamo anche svariate birre e grappe di congedo.
    Che dire: questi ES sono proprio una gran compagnia. Il giro è stato splendido, barbaro al punto giusto, bellissime strade e panorami, compagnia affiatata e casinara quanto basta per tramutare il tutto in una grande festa.
    Me ne torno a casa, smonto i bagagli, mi faccio una doccia, mi verso un bel bicchiere d'acqua, mi stendo sul divano, e... mi sveglio 2 ore dopo!
    Alla prossima ragazzi!

    Il Bostro-X, lì 11/09/2009

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