Condividi questa pagina su Facebook

Tour delle Fortezze 2007

Introduzione

A fine Giugno leggo un'email di buon Bobbe riguardo un tour, già fatto lo scorso anno e ripetuto questo, che organizza in Piemonte e che permetterà di girerà su sterrati bellissimi e molto in quota, alla ricerca di antiche fortezze militari. Di questi sterrati ho sentito parlare, non mi sento molto pronto ad un'uscita simile, ho poca esperienza di off ed oltretutto sarà fisicamente faticosa ed io non sono di certo allenato; però gira voce che questi sterrati verranno chiusi ai mezzi motorizzati molto presto, oppure verranno asfaltati
CATEGORIA GALLERIA: LISSTA
Tour delle Fortezze, 2007
A fine Giugno leggo un'email di buon "Bobbe" riguardo un tour, già fatto lo scorso anno e ripetuto questo, che organizza in Piemonte e che permetterà di girerà su sterrati bellissimi e molto in quota, alla ricerca di antiche fortezze militari.
Di questi sterrati ho sentito parlare, non mi sento molto pronto ad un'uscita simile, ho poca esperienza di off ed oltretutto sarà fisicamente faticosa ed io non sono di certo allenato; però gira voce che questi sterrati verranno chiusi ai mezzi motorizzati molto presto, oppure verranno asfaltati. E poi per farli ci vuole un buon supporto anche tecnico, e poi bisogna conoscere le strade, e comunque bisogna essere in gruppo... Insomma, la paura di non farli mai più è tale che mi iscrivo!
Il 26 luglio dunque parto verso le 14:00, casini sul lavoro mi ritardano, non sono di buon'umore ed ho ben 600 km da fare. Carico in fretta tutto quello che mi servirà o penso possa servirmi nei bauletti laterali (che riempio!) e metto il casco da enduro nel bauletto centrale. L'autostrada è una rottura completa, a Mestre trovo ovviamente coda, faccio un po' di slalom ma coi 3 bauletti è difficile, ci saranno 50 gradi e io sono vestito col completo da Off che nei bauletti non sta (gli stivali n. 47 sono veramente enormi!). Sono sudato fradicio, alla fine si riparto ed tengo una velocità alta apposta per avere circolo d'aria.
Dopo svariate ore raggiungo il casello nella tangenziale di Torino, mentre sto per entrare nella corsia della cassa vedo altre due moto, un'Africa e un KLE500, con sopra due altri enduristi, ci guardiamo, ma poi io pago l'autostrada e uscito mi accosto al GuardRail. Gli altri due sono fermi un po' più avanti. Guardo l'ora, è tardi, l'incontro è tra le 19:30 e le 20:00 a Beaulard, sono le 19 passate ed io ho ancora più di 100 km da fare.
Chiamo Roberto, mentre mi riposo un attimo e fumo una cicca, per avvisarlo del ritardo, e lui mi dice così: "Bostro! Fai 50 metri e risparmia la telefonata!!". Lui è uno dei due enduristi di prima! Mi era sfuggito che anche lui ha un KLE!
Mi presento ad Enrico e ripartiamo per il rifugio. Ad un tratto ci fermiamo ad un distributore per fare benzina e, mentre io fumo una cicca, noto i miei due compari che trafficano con la pressione delle gomme; mi insospettisco, lu guardo torvo di soppiatto e fumo la cicca con più apprensione. Mi avvicino a Enrico e tra una sbuffata e l'altra mormoro la domanda fatale su cosa stia facendo, domanda retorica perché già sono certo sulla risposta: "Sgonfio un po' le gomme, c'è un pezzo di sterrato da fare per salire al rifugio!".
Ecco, primo problema: uno sterrato col buio e io col set di bauli... Indosso i guanti da off, quelli in pelle "Harley-Style" non sono adeguati!
Raggiungiamo lo sterrato, comincia già male con alcune salite e discese, poi delle curve, poi dell'acqua, delle rocce, dei canaloni; infine cominciamo una salita ripidissima, col buio non avevo notato quanto era ripida, sono in 2^ e quasi non riesco a salire, diventa ancora più ripida, mi muovo sulla sinistra ché sulla destra c'è un canalone pieno di rocce, la moto borbotta, vado per scendere il 1^ ed in quel momento la moto accenna a spegnersi, senza più trazione si inclina e la ruota davanti entra nel canalone, ingrano la prima, ormai è tardi: è finita. Cado.
Così inizia il mio Fortezze!
Bobbe mi aiuta con la moto, risalgo, ripartiamo, adesso vado in prima, è dura ma ce la faccio. Stiamo cercando uno spiazzo che conosce ENrico dove mettere le moto, mi dice infatti che l'ultimo tratto è una salita ripidissima e molto sconnessa con una curva a gomito, persino lui e Bobbe sono impensieriti, due veri Talebani del Tasselo, figuratevi io! Mi sento un Ostaggio dei Talebani!
Mentre loro salgono con una pila per vedere la strada, l'ultimo famoso tratto, io sto accanto alle moto e fumo una (due!) cicche. Arrivano due in moto, mi passano e salgono; dopo pochi minuti sento rumori strani di lamiera grattuggiata e motori che accelerano all'impazzata. Cristo, chi me lo ha fatto fare? Io! Ah si, è vero... Sono proprio un mito!
Decidiamo di lasciare la moto giù, le parcheggiamo alla buona e ora ci resta però da fare una salita ripidissima portando i bauli e con gli stivali da off! Lascio sulla moto il centrale (ha dentro solo il casco da off e qualche cazzata) e prendo i laterali. Ci incamminiamo. Be, lo giuro, non ho mai avuto così male ai polmoni come dopo quella salita! Il bello è che neanche a metà Bobbe ha avuto pietà di me e mi ha preso un baule!!! La strada era così ripida che rischiavi di scivolare, anzi scivolavi, di continuo, al buio pareva non finire mai, le luci del rifugio erano sempre troppo lontane, sentivo il cuore battere all'impazzata e i polmoni che ancora avevano un po' di fumo di sigaretta gonfiarsi terribilmente a cercare ossigeno e sbattere le costole sulla plastica della pettorina che, seppur slacciata, mi sembrava strettissima! Pareva non finire mai! Ma alla fine, come tutte le cose, è finita!
Rivedo il buon Nesta, conosco Mané che ha appena finito di lottare con un'incendio nelle sue Marche, conosco alcuni delle altri partecipanti. Andiamo a letto dopo una abbondante mangiata, sono veramente stanco, la compagnia mi piace. Saranno sicuramente dei giorni memorabili!
Il giorno dopo al mattino arriva StUi con AlbyGallo. Si parte. La discesa dal rifugio è terribile, la notte precedente non mi ero reso pienamente conto di quanto fosse ripida la strada: scendo in prima, freni sempre pronti e spesso pinzati eppure la moto scende (o meglio, rotola) comunque. Sono sicuro che non mi andrà bene ogni giorno!
Sinceramente non saprei dirvi precisamente cosa abbiamo visitato, ricordo il Lago Negro, la pietraia terribile quando abbiamo sbagliato strada, il fiumiciattolo dove abbiamo fatto il guado, il rifugio dove abbiamo mangiato, la Valle Argentera: posti meravigliosi, che pensi di poter vedere solo in un film, valli dove vorresti vivere idealmente per sempre in pace e tranquillità. Poi ci spostiamo per andare a fare uno sterrato che per me ha un gran valore simbolico perché me l'hanno fatto vedere in foto quando ho cominciato ad andare in Off, mi ha fatto venire la voglia di cominciare a fare Off, insomma, è per me come la chiusura di un cerchio: è l'Assietta. E si rivela splendido! Una sterrata non eccessivamente difficile, non fosse che si muove sul bordo di colli che non hanno neppure un albero a frenare un'eventuale caduta, colli rocciosi e con una sottile e corta erbetta verde che forma un manto soffice e da lontano molto compatto ed uniforme. Quando poi arriviamo sul laghetto caratteristico dell'Assietta, vicino alla casa cantoniera, è una goduria! Una sensazione impronunciabile, ci godiamo appieno questo momento di libertà assoluta. La sera torniamo al rifugio stanchi, stanchissimi, ma felicissimi del giro... Non fosse per la salita al rifugio! Terrificante, in prima col motore che urla ed in piega tutto proteso in avanti, la gomma dietro che sbandiera, dio quanto mi mancano i tasselli! Queste Trailmax vanno bene ma in questa strada fanno sentire il proprio limite! T63 per sempre! DR cade, come me la sera prima finisce nel canalone, mi fermo per aiutarlo, rialziamo la moto, si riparte per miracolo perché, fermo in salita, la moto non ne voleva quasi sapere! Arrivo nella piazzola dove m'ero fermato a fumare la sera prima e vedo DR che scende, cosa fa? Mi dice che facendo l'ultimo terribile tratto è caduto di nuovo, la stanchezza è tanta!
Il problema (o "il bello"?) di questo rifugio è che la strada la fai sempre in momenti critici: o al mattino, quando devi ancora prendere feeling con una moto che è ancora fredda, o la sera, quando il feeling ce l'hai ma ti mancano completamente le forze.
Insomma, lui scende, io mi decido: ingrano la prima e faccio urlare il motore, quest'ultimo tratto è terribile perché è pieno di rocce, è messo malissimo, la strada è molto ripida e ci sono due curve di cui una in piena salita ed a gomito, non puoi proprio mollare il motore altrimenti sei finito. Alla fine riesco ad arrivare in cima, parcheggio la moto, gli altri mi urlano "Magico Taliamento!!!" perché ce l'ho fatta!
Una cosa va detta, nell'off (secondo me) non devi tirarti indietro di fronte a queste prove (salvo, ovviamente, non siano pericoloso): le cadute devi metterle in preventivo, ma se non fai questi pezzi che sembrano oltre le tue possibilità in realtà non imparerai mai a farli. E così ci troviamo tutti in cima! Arriva anche Luciano Madlux, grandissimo e piacevolissimo come sempre! Una bella doccia ristoratrice ci prepariamo per la cena!
Attendiamo l'arrivo di altri due, Fabbri Hic Acquasanta e la moglie Silvia Doppiomalto! Due nomi che dicono tutto, no? Siamo preoccupati per Silvia, la strada è dura, alcuni dicono che lei potrebbe avere dei problemi. Ad un certo punto esco dalla doccia e vedo tutti concitati, la Jeep del tipo del rifugio parte e dentro ci sono molti di noi, altri partono in moto, "Che succede?" chiedo e mi dicono che Fabbri, salendo, è caduto e la moto è finita nella scarpata. "E Silvia"? Lei non ha avuto problemi!!! Assurdo, qualcosa non torna, la Jeep è partita, bisogna recuperare la moto, io penso se è il caso di scendere ma dovrei scendere in moto, non me la sento, non vorrei aggiungere problemi cadendo a mia volta (e, la mattina dopo, capirò di aver fatto bene). Dopo un'oretta ritornano, Fabbri è nella Jeep, Stui porta su la sua moto, l'hanno tirata su con una corda: le carene sono andate, le frecce, il cupolino, il paracarene. Cristo che colpo per tutti. Fortunatamente Fabbri sta bene, ci sediamo a tavola un po' mogi ma Fabbri non ci dà tempo, è una bomba di energia quel ragazzo! Dopo mezz'ora stiamo ridendo come matti, le battute si inseguono, alla fine della cena poi lui sfodera la sua famosa acquasanta, un litro e mezzo che noi 13 scoliamo allegramente. Alla fine siamo ciocchi, ridiamo come dei matti, saliamo in camera, vorremmo fare silenzio ma non ce la facciamo.
E in quel momento dalle profondità ancestrali del cosmo, dal buio dei tempi, da altre dimensioni terribili ed inviolate, arriva lui, il nuovo super-eroe: l'Uomo-Cesso! In ogni camera c'è infatti un vaso da notte a forma di tazza, Stui se l'è messo in testa e urlando "Vi punirò con la mia merda" ci fa piegare dal ridere, abbiamo le lacrime agli occhi! Se qualcuno di quelli che vedono i motociclisti come dei fannulloni, come dei vandali, ci avesse visti quella sera, tutti assieme, qualcuno con accento del sud, qualcuno con accento toscano, accento emiliano, accento piemontese, accento milanese, accento friulano, cosa avrebbe pensato?
Il giorno dopo si riparte, devo fare per la prima volta il pezzo "hard" del rifugio in discesa, parto e dopo una curva c'è Bobbe che scatta le foto; il problema è che io ho preso una brutta traiettoria, finisco sul lato con più roccia, Bobbe capisce sicuramente che qualcosa non va, tento di uscire da quel tratto, il freno dietro è pinzato ma, senza tasselli, la gomma non tiene, la moto sbanda, tento di spostarmi sulla destra ma ci arrivo con la moto fuori assetto, Bobbe vede che praticamente sto per investirlo, piego la moto in un ultimo tentativo di ristabilizzarla, scaravento in cielo qualche bestemmia e con la moto mi accascio al suolo! Due cadute!!! SOno demoralizzato. Bobbe mi aiuta a risalire e riprendo la strada, che concludo senza ulteriori problemi. Arrivato giù dagli altri noto una bella bolgia nel serbatoio causata dai blocchi dei paramani integrali, mi lamento del danno ma dietro di me c'è Fabbri: "Bostro che cazzo ti lamenti guarda io come ho ridotto la moto!" - E già ricominciamo a ridere, un po' per sdrammatizzare un po' veramente perché siamo sempre allegri!
Si riparte: quel giorno abbiamo fatto il Col Del Sommeiller, in cui raggiungiamo in moto i 3.000 mt di altezza (2.983 se non sbaglio, dice l'altimetro di Fabbri). Prima della scalata ci fermiamo a fare una pausa in un rifugio collocato in una valle spettacolare! Tutt'attorno e vicinissimo monti verdi e rocciosi, ci sono delle cascate, delle piste sterrate in lontananza (sono le nostre!), delle mucche al pascolo che riempiono l'aria con il pacifico suono dei loro campanacci, dei cavalli che si riposano, un piccolo lago verde; faccio qualche foto, ma non rende l'idea, allora faccio un video girando a 360° su e stesso, lo trovate sul mio accounti di YouTube. Ripartiamo per la salita.
Arrivare a parcheggiare la moto, a luglio, a fianco di un ghiacciaio è un'esperienza indimenticabile! C'è un laghetto formato da scioglimento continuo del ghiacciaio, l'acqua è cristallina, facciamo una camminata sopra alcune rocce e si apre ai nostri occhi lo spettacolo di tutta la valle sottostante! I picchi delle altre montagne sono alla nostra altezza, siamo sul tetto del mondo! Nessuno può capire cosa si provi a guidare per ore una moto su una strada disfatta come quella per raggiungere queste mete: è libertà assoluta, lo ripeto, libertà allo stato puro, un concetto che diventa uno stato fisico e mentale, sarà soggettivo, ma come altro dovrebbe essere?
Ripartiamo, scendiamo dal Colle salutando il ghiacciaio che riposa, forse un po' agonizzante, ma nulla è immortale anche se vorremmo quel ghiacciaio lo fosse.
Riprendiamo la strada per salire allo Jafferau, altra strada vista su tante foto ed agognata; ricordo il fortino in cima, ricordo che c'è anche un tunnel e ricordo una foto con un passaggio molto duro. Be, lo Jafferau è veramente duro! Tratti nel bosco si alternano a sentierini sul bordo della montagna, ad un certo punto c'è una frana ed hanno fatto una pista di terra battuta lungo la frana che, attraversandola, ti offre giusto lo spazio per le gomme, vorrei tenere le gambe giù per sicurezza ma non ci stanno, sulla destra c'è il precipizio e sulla sinistra il bordo della frana; superato questo comincia una salita rocciosa da fare tutta in piedi e con le braccia e le spalle e la schiena che chiedono pietà tnato è lunga! In cima, infine, ci si ferma a fianco della aperture del fortino dove un tempo c'erano i cannoni, ma non è finita, un'ultimo tratto terribile con salita e discese ripidissime ed ovviamente sul bordo del nulla permettono di salire in cima al forte ed al monte... e chi si ferma? Arriviamo sopra, scendiamo dalle moto, e vediamo in lontananza tutta la nostra strada, una lingua di terra battuta che si snoda come una serpe nel verde dei monti, lungo la loro cima; intorno solo montagne e lontanissimi in fondo i paesi attraversati in questi giorni. Lontano vediamo il confine francese, e ripensiamo a quando il silenzio ventoso di questa cima era devastato dal rumore delle cannonate che partivano o che arrivavano, e tentiamo di capire che stato d'animo potevano avere i soldati in questo picco, abbandonati a se stessi ed alla possibilità continua della morte.
Ripartiamo, facciamo un percorso un po' diverso e ad un certo punto ci fermiamo davanti all'ingresso tetro di una galleria, è la famosa Galleria dei Saraceni di cui tanto ho sentito parlare, sono emozionatissimo! Bobbe ci avvisa che dentro c'è una lunga pozza e di stare attenti. Entro, non si vede una pippa, il fondo è sconnesso ma non troppo, però non vedo una pippa; e come potevo vedere avendo i fari spenti?!? Li accendo e la situazione migliora ma non troppo, la galleria è di roccia scura che non riflette quindi si vede solo il cilindro del fanale; la galleria è lunga penso 500 mt o qualcosa di più, la pozza nel mezzo è enorme e sarà profonda 30-40 cm, più che una pozza è un guado! Dall'alto cadono gocce d'acqua enorme, l'acqua è ghiacciata, ad un certo punto c'è una curva a gomito e si esce "a riveder la stella"! Splendida galleria, splendide emozioni! Andiamo avanti, visitiamo ancora Fort Pramand, quindi scendiamo, la nostra giornata è quasi finita, tentiamo di andare in un rifugio segnato sulla piantina ma non ci si arriva in moto; quindi a noi non interessa. Prendiamo allora un'altra sterrata, una cartello all'inizio la indica come la "Via dei Valdesi", le forze cominciano a mancare, qualcuno fa qualche dritto nei tornanti, ma nel complesso nessun problema. Arriviamo alla fine, prendiamo la strada asfaltata e ci fermiamo perché Stui Luciano e Nesta salutoni due tipi in maglietta a bordo strada, ed è così che feci la conoscenza di Fable e dell'inquietante Bibo!!! Stanno pattugliando del vino messo a rinfrescarsi sotto una fontana, nascosto da alcune fronde, lo vedo casualmente andando a dissetarmi!
Torniamo al rifugio a sera tarda veramente massacrati, faccio la salita con le mie ultime forze e riesco ad arrivare in cima senza problemi. Siamo stanchi ma in uno stato psicologico da favola; sono sicuramente anni che non mi sento così bene. Fumo una sigaretta guardando la riga di moto parcheggiate sul bordo del monte e la vallata con la città di Beaulard sullo sfondo; si vede anche l'autostrada che ho fatto due giorni prima, e che domani riprenderò. Facendo due conti decido di non fare il giro di sterrati di domenica, ma di partire subito; la strada per me è tanta, se faccio gli sterrati parto tardi e stanco e rischio di arrivare a casa la notte. Inoltre c'è sempre l'enigma Mestre, la vergogna della rete stradale/autostradale italiana! Questa è dunque per me l'ultima cena! Mangiamo e ridiamo come matti, beviamo l'ultima grappa lasciataci da Fabbri che dopo il Sommeiller assieme a Silvia ci aveva lasciati e un po' brillo cominiciamo a parlare dei divieti alle moto in continua crescita, finché ENrico non si lascia andare e comincia un monologo fantastico sulla politica italiana che ci fa sbellicare dalle risate! Ci vuole un presidente endurista! Fantastico. Andiamo a letto, parlo un po' con Stui delle solite cose, le donne, la figa, gli amici, la moto, la vita. Tutto, praticamente. Mi addormento e non ho nulla da sognare perché in questi due giorni ho visto cose ben più belle di un sogno.
Il giorno dopo ci svegliamo, facciamo i bagagli e già comincia la tristezza perché è l'ultimo giorno, io sono ancora più triste, perché partirò subito, ma subito la tristezza sparisce perché c'è un problema: la discesa dal rifugio con tutti 3 i bauletti! Stui , in off un vero manico, mi dice che se voglio me li porta giù lui, ma non sarebbe giusto, devo riuscirci da solo! Allora lui mi dice di guardarlo mentre scende, mi farà vdere le traiettorie migliori, ed in effetti le prende tutte veramente bene; lascio molto spazio tra me e lui per eviatre casini in caso di caduta, alcune traiettorie le ho ormai capite da solo, evito quel pezzo che il giorno prima mi ha tradito, altre volte seguo Stui ed arrivo a valle tranquillamente. E' giunto il momento, devo salutare tutti: nel mio stile lo faccio abbastanza frettolosamente, ci giuriamo di rivederci anche se è ovviamente difficile, veniamo da tutta Italia, chissà, qualcuno non lo rivedrò mai più! I nomi non li ricordo, ho una memoria labile, ma i volti non li dimenticherò mai. Li lascio partire, in realtà potremmo fare ancora un pezzo di strada assieme ma preferisco partire da solo a ripensare a tutti questi giorni nei 600 km che mi separano da casa. Mi fermo a Bussoleno a prendere dei biscotti che Elio mi ha suggerito di assaggiare (ed ovviamente mi ha ordinato di portargli), quindi imbocco l'autostrada che si rivelerà un inferno vero e proprio. Ed ovviamente, entrando in tangenziale a Mestre, trovo la coda! Non mi va di tagliarla, se lo facessero a me mi incazzerei come una biscia, quindi mi faccio un km buono sotto il sole a sudare come un cretino e a fumare qualche cicca. Arrivo a Codroipo stanco e sudato, vorrei proprio fare un bagno, ma di andare a Lignano non mi va, è lontano e io sono ancora vestito da Off e tutto impolverato. Formo un tutt'uno marrone con la moto! Mando un SMS a Thomas e scoprò che è sul Tagliamento, quindi vado a casa, metto giù le borse, e parto: dovrò fare ancora dell'off, il Tagliamento ha una ghiaia terribile in cui affondi, non ho molte forze rimaste ma la prospettiva di un bagno nell'acqua gelida del fiume è troppo allettante! Arrivo, ce la faccio, non ce la faccio, la moto scoda, tento di stare in piedi ma non ce la faccio più, mi duole la schiena, le braccia, le gambe, alla fine arrivo, parcheggio la moto, bevo una birra e mi immergo nell'acqua!
Che giorni fantastici ho passato, e che compagnia incredibile! Grazie a tutti! Non ricordo molti nomi, ma loro sanno chi sono: Bobbe, ENrico, Nesta, Luciano, Stui, Alby, Mané, Fabbri, Silvia, Luigi, DR, KLR, Giancarlo GS, Husky, Mauro KLE - Ciao e grazie a tutti, ragazzi!
Posti visitati:
  • Colle dei Signori
  • Colle del Sommeiller
  • Forte Jafferau
  • Forte Pramand
  • Colle dell'Assietta
  • Colle delle Finestre
  • Monti della Luna

  • Link ad altri album:
  • Bobbe
  • Fabbri
  • Nesta
  • AlbyGallo

  • Il Bostro-X, lì 26/07/2007

    VIDEO DISPONIBILI:

    I FILE CON L'ICONA SONO VISUALIZZABILI DIRETTAMENTE ONLINE.
    28072007012.mp4
    davide-husky.mp4




    © il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

    Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

    Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
    Aggiornamenti via feed RSS