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Cividale e inquietanti dintorni

Domenica 11/03/07: Cividale e inquietanti dintorni...
Partiamo io e compare Thomas con Super-Teneré verso Torreano di Cividale.
A Cividale facciamo una tappa, per rifocillarci di Birra di Sauris, salame scottato su piastra con polenta ed ottimo "formadi frant".
A Torreano mi hanno detto esserci uno sterrato ex-militare che porta a Pulfero, sulla mappa Tabacco ho segnato qualcosa di simile ma, gira e rigira, non lo troviamo.
Dei ragazzi ci dicono che non lo conoscono, ma se proseguiamo verso Masarolis (la crocifissa di Masarolis!!!) troviamo qualcosa di simile che porta a Tarcetta, poi a Pulfero. Partiamo.
Il panorama è ovviamente bello: i molti in quella zona non sono molto alto, brulli, con colori variopinti; un cimitero in mezzo al nulla ci obbliga a fermarci per qualche foto. Ho da sempre una naturale simpatia per i cimiteri...
Proseguiamo, la strada indicataci dai ragazzi è bloccata per frane: sigh! Andiamo dunque avanti, troviamo una strada forse un tempo pavimentata, avanziamo finché possiamo, ossia circa 2 km. Poi un cartello ci dice che quella strada, ex-militare, non è più aperta al pubblico. Proseguiamo comunque per qualche chilometro perché il panorama è splendido, arriviamo sul picco di un monte e di fronte a noi si apre la vallata e in fondo vediamo anche il mare!
Torniamo indietro: io sulla mappa individuo una strada, presumibilmente bianca, che porta sul monte Naonis. Attraversiamo Tamoris e poco dopo la troviamo, la imbocchiamo e lì comincia il disastro.
Secondo la mia mappa la strada è senza uscita... Ci troviamo all'inizio su in piano che sovrasta tutti i monti attorno. Lontana vediamo la strada tutta curve che abbiamo fatto prima, attorno ci sono in bella vista tutti i paesi che abbiamo passato e, piccolo piccolo, inquadro anche il caro cimitero visto qualche ora prima. Una bella panoramica immortalata dal fido cellulare e ripartiamo, teoricamente non manca molto alla fine della strada...
Fine? Ci troviamo ad un bivio... "Ma sei sicuro che finisca qui?" - Non lo sono... "E dove finirà?" - Bo! Ma la strada a sinistra sembra messa meglio, piu battuta, larga... Decidiamo di andare avanti e vedere dove porta.
Pian piano la strada diventa meno larga, meno battuta, meno solida, meno sicuro, meno... MA DOVE SIAMO FINITI?!?!?
Fango, solchi, rocce, curve, discese, salite, sparisce qualsiasi traccia di mondo più o meno civilizzato; dopo oltre mezz'ora siamo in un sentiero abbandonato in mezzo al bosco, senza riferimento o meta, nessun paese visibile, solo monti alberi e boschi, fango, buche e ripidi burroni rocciosi. Tenere salda la moto in quel percorso è ormai un inferno.
La mancanza assoluta di tralicci dell'energia mi inquieta; quando poi la stradina diventa vero e proprio sentiero a malapena camminabile ci inquietiamo ancora di più.
Cominciano a trovarsi anche ingenti ammassi di fango, le rocce sono grosse e fanno sobbalzare la moto, un colpo sul paracoppa per ora ancora plasticato mi fa rizzare i capelli; facciamo una sosta in una piazzola (la Radura dell'Aperto di Heidegger???) perché siamo sudati, stanchi, e dobbiamo assolutamente fumare un'ottima sigaretta...
E' forse un'ora che vaghiamo e non abbiamo la più pallida idea di dove siamo.
"Io indietro non ci torno" dice Thomas, ed ha ovviamente ragione; chissà, magari tra due/tre minuti finisce tutto! Davanti a noi però si apre una lunga curva in discesa con rocce e fanghiglia! Sigh!
"Ma secondo te porta da qualche parte?" - Si, sicuramente, bisogna vedere però dove, e quando... E se noi ci arriveremo...
Dico a Thomas che la prossima volta che esco in moto con lui mi porterò la tenda; lui replica mandandomi a cagare. Comunque la prossima volta la porto.
Penso che sono arrivato alla fine dei miei giorni, però non è male come morte, mi sta bene. E' fatta, si riparte.
Neanche a dirlo, avanziamo per una ventina di minuti e, sulla sinistra, in fondo, compare un casolare ben tenuto! La civiltà! L'odiata civiltà questa volta è benvenuta! Poco dopo troviamo un incrocio e imbocchiamo una strada bianca ma che sembra molto più battuta e finalmente sappiamo con certezza che torneremo a casa vivi! Uscendo dalla strada troviamo il cartello (nel senso inverso) del divieto regionale! Potevano metterlo anche all'ingresso, dio #@£%&! Comunque... si, già, siamo stati dei fuorilegge!
Si riparte per una stradina asfaltata tutta curve, passiamo Paceida, Calla, Zapatocco ed Erbezzo; ora so dove siamo, la fida mappa sul portamappa da serbatoio by Lidl non mente. Finalmente troviamo un bar: "Dacci delle birre subito" e così riusciamo a dissetarci, a sparare qualche cagata e a capire anche dove ci troviamo! Abbiamo in pratica fatto una strada che ha costeggiato tutto il monte...
Tornando verso casa, a Vernasso, vicino Cividale, troviamo un cartello scritto a mano che indica un agriturismo: "Andiamo a vedere" - Ok. E via di nuovo uno sterrato di due km e mezzo e che porta nell'agriturismo più bello che esista sulla faccia della terra e dove ci ristoriamo con dell'ottimo succo di sambuco (analcolico!).
Ripartiamo e, a metà della stradina, c'è un cartello che indica Cividale! 8 km di sterrato - "Dai possiamo farcela" è il mio motto d'orgoglio spezzato 300 mt oltre da una strada costituia di fango e di rocce; quando poi abbiamo anche trovato una montagnola di ghiaia le nostre braccia hanno detto "Vonde" e siamo tornati mestamente indietro...
Siamo tornati a Codroipo dopo circa 170 km che, seppur pochi, ci hanno completamente devastato.
Ovviamente siamo andati direttamente al bar dove abbiamo riso di tutta l'assurda avventura bevendo ottima Beamish e sentendoci smerdare dagli altri motociclisti stradisti... Ba... io preferisco morire in mezzo al bosco piuttosto che su un rettilineo autostradale... Ma è questione di gusti!

Il Bostro-X, lì 11/03/2007

VIDEO DISPONIBILI:

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