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Pota Tour 2009

Introduzione

La mia prima partecipazione al prestigioso Pota Tour!
CATEGORIA GALLERIA: QUELLI DEL SANCHEZ
Pota Tour 2009: divento un Potanauta
PROLOGO
Doveva essere un week-end prestigioso ed all'insegna dello sport competitivo. Bande di amici, giornalisti allo sbaraglio, moto che scavano il terreno domate da machisti perversi pronti a tutto pur di vincere la... cosa?
Insomma, come dire di no?
Semplice: basta avere un'alternativa. E questa mi viene offerta dalla terribile triade feltrina Zeus und Dez und Fiky, che mi invitano ad un simpatico week-end "tranquillo su asfalto" con qualche altro motociclista comunque tranquillo. In pratica, 10 moto, con un programma che mira a portarci in un rifugio sul passo di Croce Domini, dove parteciperemo ad un motoraduno, nonché ad effettuare una visita a Livigno e la prestigiosa risalita dell'altissimo Passo dello Stelvio, che a me torna comodo, facendomi provare ad una quota seria la moto com'è elaborata ora.
Ricordo con nostalgia tre anni or sono lo Stelvio International, il grandissimo motoraduno che mi diede l'occasione di effettuare il primo viaggio lungo più di un giorno in moto. Quanti chilometri sotto le ruote della mia Transalp sono passati... Il cambiamento è tangibile... innanzitutto dal bagaglio! Quella volta partii con 2 valigie laterali, più tenda a materassino legati fuori. Questa volta parto con una minuscola sacca, e sto via persino un giorno in più!
Parto venerdì verso mezzigiorno, destinazione Decathlon di Udine dove dovrò acquistare la mia fantastica tenda Quechua T2 Ultralight Pro, dalla quale mi ero separato per vicende che non starò a raccontare. Come mi ritrovo quella simpatica e nera sacca tra le mani sto subito bene: mi fa venire in mente viaggi senza fine, notti all'addiaccio, avventura, vita e libertà. Com'è facile rendere felici noi motociclisti!
A questo punto la giornata mi si apre davanti: che fare? Devo essere in serata a Feltre. Allora parto per Sauris. Che bello girare in moto da solo, è venerdì, da tantissimo non mi trovavo a correre senza meta in un giorno lavorativo. Da quando? Bo. Mi faccio specie, comunque, i lavoratori che incrocio per la strada... Di solito viaggio nei giorno festivi e non ne trovo mai. Cantieri aperti, muratori... stranissimo, mi sembra già di essere in un altro pianeta.
Faccio il passo della Mauria dove mi fermo dal poco loquace baffone del rifugio a mangiare un ottimo panino con lo speck e bere una birra. Questo posto, baffone compreso, è surreale.
Riparto, il tempo passa, non riesco ad elaborare una tempistica adeguata, e penso di essere tardi. Allora riparto subito alla fine della cicca di rito, senza bere il caffé. Passo a Lorenzago davanti all'Hotel Trieste dove a fine maggio abbiamo fatto il raduno della LissTA e quasi mi viene voglia di andare a trovar Franck & C. nella Val d'Oten. Ma, al solito, non sentendomi pronto al confronto con gli altri, sono sicuro che non mi riconosceranno, e mi prenderanno per un nostalgico esaurito. Ed allora si fottano, io in realtà avrei solo voluto bere un'altra di quelle ottime BitBurger non filtrate, ma chi se ne frega!
Fatto sta che verso le 17 arrivo nella Birreria di Pedavena. Sono in mega anticipo, ma che ci posso fare? Sono sovrapensiero, un po' triste, incazzato, demoralizzato per i fatti miei, e in questi casi non c'è nulla meglio dell'alcol. E così comincio ad ordinare le mie allegre Centenarie da mezzo. Quando Fiky arriva ordino la mia terza, quando arriva Dez bevo la mia quinta, quindi si va a mangiare dal "Mago dello Schiz", un posto che conosce Fiky. E' una taverna (i.e. bettola) raggiungibile per la solita strada di montagna, ricca di tornanti.
Mangiamo tanto, e bene, e paghiamo poco. Innaffiamo tutto con vino della casa, e per concludere delle grappe. Mentre mangiamo Dez si informa su come mi trovo con le gomme nuove, Continental TKC80: le vorrebbe provare anche lui, ma tutti gli dicono che non tengono sull'asfalto bagnato. io gli dico che non mi esaltano tanto, ma il mio confronto è con le superbe Michelin T63. Tuttavia, gli sottolineo che non ho ancora avuto modo di provarle sull'asfalto bagnato.
Come per sfigata magia, comincia a piovere.
Indossiamo le tute da pioggia e partiamo, e mentre scendo la strada tortuosa per tornare alla birrerie mi accorgo che i conoscenti di Dez hanno ragione: non tengono mica tanto bene sull'asfalto bagnato! Per ora è comunque solo una sensazione. Arriviamo in birreria, altre due birrette, ed ormai si può dire che sono brillo. Abbandoniamo Fiky al suo alcolico destino con degli amici, mentre io seguo Dez verso casa sua, dove mi ospiterà. Facciamo un giro per il centro di Feltre, sotto la pioggia, con Dez che si improvvisa cicerone. Che scena assurda dev'essere per un passante: due moto di notte, sotto la pioggia, con i motociclisti che fanno i turisti!
Prima di casa di Dez c'è una rotonda. Una di quelle piccole, assurde, strette. Come arrivo freno un po', comincio ad impostarla, ed in men che non si dica sento di colpo l'anteriore che sbanda. I miei riflessi attardati dall'alcol non possono fare molto, e mi ritrovo come per magia a strisciare per terra. Io suppongo un po' di olio o di carburante portato in superficie dalla pioggia, congiuntamente alla mia guida eccessivamente sicura per, da un lato, l'abitudine alle mitiche T63, dall'altro lato per la frenesia alcolica.
Dez ritorna che io ho appena risollevato la moto, mentre un autista che si è goduto la scena da dentro la macchina riparto. Ho preso una tega micidiale ad un ginocchio (sempre il sinistro, cazzo!) ed al pollice destro. Dez ride come un matto! Io sono infuriato, ma la sua allegria mi fa passare il nervoso. Arrivo a casa sua stanco, sbronzo, demoralizzato, dolorante e bagnato. Nel letto durerò con il libro in mano per non più di venti minuti, poi il buio silenzioso del regno di Morfeo mi carpirà fino alla mattina dopo.
In questo mesto modo comincia il mio week-end!
SABATO
Facciamo colazione prima Dez e io, e nel durante arriva Erika, cui facciamo gli auguri perché quel giorno invecchia di un anno! Ma non pare sentire la cosa! E in effetti, alla sua età, cosa vuoi sentire?
Quindi carichiamo le moto e partiamo. Fuori c'è il sole e fa già caldo, alcune nubi si attardano sulla cima dei monti così vicini. Che spettacolo vivere lì!
In piazza ci troviamo col resto della banda, veloci presentazioni - ammetto che non ricordo quasi nessun nome! - e si parte. Statali fino al lago di Garda, dove impazziamo nel traffico per raggiungere Malcesine. Ci dirigiamo allo Speckstube, un BierGarten in mezzo agli ulivi dove mangio un ottimo stinco con crauti! Ok, lo ammetto, non è il cibo consigliato quando ti aspettano molti km di moto sotto un sole cocente, ma la gola era invincibile.
Ripartiamo, torniamo a raggirare da Riva il lago di Garda, sempre in mezzo al traffico che mi fa pensare alla pochezza della gente che è disposta a fare ore di coda in auto per andare a fare il bagno in un posto standardizzato. Quindi ci dirigiamo verso il Lago di Idro. Da qui dobbiamo fare il passo di Maniva; ci sarebbe una variante sterrata, ma ci hanno detto (e scopriremo più tardi che non era del tutto vero) che una frana blocca la strada. Facciamo lo splendido Passo di Maniva. Sono molto contento della mia moto, è la prima volta che la provo in montagna dopo i lavori fatti ai carburatori, e devo ammettere che la differenza si sente bene. ora è perfetta, e me la godo tornante dopo tornante.
Scopro che Leo, che ha la moto da solo qualche mese, va via come un diavolo, sempre a cannone anche in quelle strade scomposte e rovinate che non si addicono per nulla ad una moto stradale.
Arriviamo in cima al passo, dove un vasto parcheggio su un piccolo altopiano ci offre una splendida vista ai monti che ci circondano, dei quali alcune cime sono ancora imbiancate dalla neve.
Quindi ripartiamo, facendo una sterrata che porta al rifugio del passo di Croce Domini. Ci sono alcuni matti in moto, un folle in quad fa numeri da palcoscenico, impenna, va su due ruota, gira, trotta, un pazzo furioso. In effetti poco sotto c'è un motoraduno, al quale noi dopo cena vorremmo presenziare coi nostri portentosi mezzi. Ma non andrà proprio così.
I gestori del rifugio hanno riempito di materassi 3 camere in cui noi ci distribuiamo. io appoggio i bagagli e scendo, sono stanco ed ancora rutto lo stinco, il ginocchio ed il pollice mi fanno male per il capitombolo della sera prima, della quale sto inoltre tutt'ora smaltendo la sbornia! mi siede all'esterno su un tavolino e guardo il sole scendere dietro i monti sorseggiando una birra e fumando ottime sigarette. Passerei tutta la vita così. Lo so, lo scrivo spesso nie report dei miei giri; ma giuro che ogni volta sono sincero.
Arrivano gli altri, un brindisi di birra, quindi ci sediamo a tavola.
Cominciamo a mangiare, ed a questo punto dedico una lista a ciò che abbiamo mangiato quella sera. Sottolineo che i pasti non erano "a piatto", ma venivano messi in piatti o terrine o tegami in tavola, in porzioni mastodontiche. Di quasi tutto abbiamo lasciato buona parte, impossibilitati a finire.
ANTIPASTI: salumi ed affettati di tutti i tipi, salame, prosciutto, lingua, carpaccio, lardo con miele e castagne, speck, evari formaggi tra cui l'ottimo Bagoss (simili al Brie ma più saporito), nonché verdure varie in agrodolce e frittata.
PRIMI: si, al plurare. Mangiamo infatti un ottimo orzotto con speck e funghi; quindi una strana pasta penso al forno con salsiccia e formaggio bagoss fuso sopra; poi delle lumache cotte avvolte in fette di pancetta.
SECONDI: capretto al forno (ottimo), spezzatino di cervo (superbo!) e filetto a fette con formaggio bagoss.
DOLCE: torta per il compleanno di Erika (forse l'unica cosa che è finita).
Tutto ciò, ripeto, in porzioni enormi, delle quali è avanzata una buona parte. Ho insistito, mi sono costretto a finire, ma non ce l'ho fatta. Qualche pezzo di formaggio Bagoss alla fine per ricordarsi del suo sapore.
Il tutto innaffiato da vino in grande abbondanza (io e Lei ammetto che ci abbiamo dato dentro) e acqua.
Quindi una quantità infinita di grappe di ogni tipo!
Tra un piatto e l'altro eravamo sconvolti dalla presenza di un gruppeto di gente di 40/50 anni che festeggiavano un compleanno. Tra l'altro io e Leo, mentre eravamo fuori a fumare, ci siamo cacati addosso perché uno di loro, sbronzo come una nave, ci ha detto che "qualcuno" gli aveva fregato le camere del rifugio dove loro volevano dormire! Questo tipo ci ha poi ossessiano per ore con una orrenda canzoncina quasi sicuramente composta da lui, su melodia di cori da stadio: "BEVO! BEVO! BEVO! BEVO TANTO E SON CONTENTO! SE NON VOMITO BEVOOOOOO". Una palla assoluta!
Tra una grappa e l'altra il suo amico, già palesemente divelto, ha pensato bene di fraternizzare con Leo: bene, in mezz'ora circa si è bevuto 5 grappe di Prime Uve al salto!
Una loro amica grassa più del maiale che si era tramutato nel salame dei nostri antipasti pensa bene di farci vedere le sue mutande: quasi mi vomito addosso. Quando poi comincia a sondare quali di noi sono single, tutti gli indici si rivolgono verso me e Leo. Leo dice di essere gay. Io dico che sfortunatamente ho già pagato una escort per una settimana ed è ancora in corso. Mi dispiace per lei.
Quando escono per andarsene la vittima della Prime Uve è palesemente finito. Esce dal locale sorretto dai suoi amici, e quando questi gli voltano un attimo le spalle, lui pensa bene di accasciarsi al suolo, sbattendo violentemente la testa contro la porta in metallo del rifugio. Da quel momento non si riprende più! Quindi salgono in auto e partono per scendere dal rifugio! Penso che ancora adesso saranno in qualche burrone e cantare "BEVO! BEVO! ..."
Torniamo dentro, siamo rimasti in pochi, 6 o 7, e continuiamo il nostro consumo sfrenato e libidinoso di grappe. Inutile, l'assunzione di alcol dopo una cena abbondante, perlopiù a base di carne, perlopiù di cacciagione, è un godimento che supera anche un orgasmo sessuale!
Due bottiglie di Genepì compaiono e decedono miseramente ai colpi della nostra sete. Falco comincia a blaterare, Fiky lo vuole mettere a fianco del suo "capo", un'aquila impagliata sulle travi del soffitto, leo si addormenta in piedi ed io lo guardo ed ho paura, perché dormiremo assieme in un letto matrimoniale. Un maschio sbronzo è capace di tutto. Chiedo un tappo di sughero ma non ne hanno, e mi sento inerme!
Ci ritiriamo a dormire: del raduno non ne parliamo proprio, ormai ne abbiamo cominciato e concluso uno nostro che sicuramente è stato migliore!
DOMENICA
Ci svegliamo messi a dura prova dalla nottataccia. Lunga coda in bagno, colazione, quindi carichiamo i bagagli, mettiamo tutti i panini e le acque che ci serviranno per il pranzo nel bauletto dello scooter di Dez - che pare come le tasche di Eta Beta - e partiamo, scendendo dal passo di Croce Domini.
Una nota: cena, alcol, pernotto, colazione e panini con acqua per il pranzo al sacco, tutto solo 50 € a testa! Io voglio lasciare di più ma non me lo permettono neppure!
Leo ci lascia subito per tornare allo Speckstube! Che peccato!
Facciamo la strada dell'Aprica, bellissima, ed il passo Bernina, quindi succede un fattaccio. Falco riesce a beccare con la gomma l'unico pezzo di metallo durante la strada, che gliela fora. io in realtà devo solo stare zitto, visto le due forature in poco pi di due mesi, delle quali la seconda doppio causa idiozio del sottoscritto...
Col fast si riesce a rimediare il danno, ma per il resto del giro la gomma andrà sempre tenuta sotto controllo. Abbiamo perso però un bel po' di tempo, e decidiamo di saltare la tappa a Livigno. Andiamo dunque dritti a Bormio quindi ci dirigiamo verso il passo dello Stelvio.
Che ricordi! Circa 3 anni fa avevo la moto da pochi mesi, ed io e buon Fede siamo partiti per il primo "viaggio", ovvero il primo giro in moto con pernotto fuori casa. Siamo andati al mitico raduno Stelvio International, ormai cessato. Quanti bei ricordi e quante belle strade, e quante risate ovviamente!
Comincio la salita attento a sentire bene la moto: il passo è a più di 2.700 metri di altitudine, e la rarefazione dell'aria si fa sentire sulla moto. La mia, la prima volta, era andata su a fatica. ora, con le modifiche fatte, dovrebbe andare meglio. Comincio a salire a cannone! Mi metto dietro ad un tipo con la stradale, ma dopo un po' la moto comincia a borbottare e stenta a salire di giri. Nei tornanti potrei pensare di passarlo, ma in uscita la moto non va e mi brucerebbe subito. Lascio perdere. Sinceramente pensavo sarebbe andata meglio, ma solo più tardi scopro che avrei potuto lavorare un po' sulle viti dell'aria! vabbé, sarà per il prossimo anno!
In cima c'è il sole e si sta bene. E' pieno di moto! Incontriamo anche Pop che sta facendo in un giorno un giro tra 200 passi! Mangiamo i nostro panini pensando alle due belle giornate, le ore passano, e dobbiamo ripartire. Il panorama attorno è fantastico, e la discesa coi suoi 48 tornanti la faccio in bomba totale, è troppo divertente. Mi incazzo con gli automobilisti idioti che ti vedono dietro fremere ma non ti fanno passare, e ad un certo punto mi rompo i coglioni e comincio a passarli in tutti i modi, brutalmente. ma che vadano a farsi fottere.
Dalla pianura, in pratica, la gita è finita. Cominciamo a dirigerci stanchi dal sole, dalla nottata e dai km verso Merano, dove ci fermiamo alla birreria Forst a bere un'ottima birra. Qui salutiamo Zeus, Katia, e XT600 (l'ho detto che non ricordo i nomi! Ma che importanza ha? Le facce le ricorderò sempre), quindi ripartiamo, destinazione Feltre. Quando ci arriviamo abbiamo tutti quanti il culo rotto. A Feltre calcoliamo che il giro è stato di 660 km, di cui circa solo 220 il giorno prima. E' un po' tardi e saluto tutti, ripartendo per Codroipo. Sono infatti altri 120 km circa, con un passo e tantissima statale trafficata, ed io sono veramente cotto. Ovviamente, sbaglio quasi subito strada, allungandola di 15 km circa...
Il passo di San Boldo lo faccio mentre il sole cala, e in uan curva mi fermo a guardare le montagna attorno a Feltre che man man si oscurano mentre il sole cala. E' un peccato abitare così lontano da persone così fantastiche!
Arrivo a casa verso le 22, coccolo un po' il povero criceto rimasto solo per due giorni, e vado a letto, un po' mogio ma sicuramente soddisfatto.
PENSIERO
E' bello girare in moto con compagnia nuove. Nuovi volti, ma c'è subito intesa, affiatamente, allegria. E' bello girare in moto in generale. Tempo fa ho letto un articolo in cui uno studio giapponese rilevava come i motociclisti siano persone in media più intelligenti della media. Posto che i giapponesi sono una massa di esauriti, non ha tutti i torti, quello studio: tuttavia, è posto al contrario. Penso invece che le persone più "intelligenti" siano portate a diventare motociclisti. Altrimenti non ci sarebbero gli idioti in moto, e sono molti! E' da capire cos'è questa "intelligenza": non è la calcolatrice, l'intelligenza matematica. E' la curiosità, invece, la voglia di conoscere a livello non razionale, ma percettivo, sensibili. Quando guidi la moto sei obbligatoriamente tutt'uno col mezzo e la strada. Ne senti gli odori, i rumori, e la vivi sulla pelle. Quando fai una gita in moto c'è in pratica empatia tra te, il mondo circostante, e le persone. Ti fermi in un bar e sei socievole e di buon umore. E' una sensazione strana, che dovrò analizzare un giorno un po' più approfonditamente.
Ma dal giorno che ho fatto i primi 60 km per portare a casa la mia Transalp, in pieno inverno, con vestiti totalmente inadeguati, continuo a ripetermi: il miglior acquisto della mia vita!

Il Bostro-X, lì 25/07/2009


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