Passo di Rest 12/2006

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Passo di Rest 12/2006

Passo di Rest 08/12/2006

Venerdì otto dicembre, un giorno di festa. Mi sveglio verso le 11 e mezza e faccio ancora mezzo addormentato colazione. Dopo mezzogiorno sono ancora insonnolito... Decido dunque di fare un giro in moto in totale solitudine, verso posti dove sono convinto non vedrò nessuno. La scelta ricade ovviamente sul Passo di Rest. Il passo si trova sopra Tramonti, è l'unica strada che da lì porta ad Ampezzo. Non è molto amato dai motociclisti, poiché la strada è impervia e molto sporca. Le gomme da strada scivolano abbondantemente sugli aghi di pino e le foglie, per cui non si può "tirare": la situazione giusta che piace a me e alla mia cazzuta Transalp. L'avevo fatto la prima volta ad agosto e già a quel tempo la strada era sporca: cosa troverò adesso, a dicembre inoltrato e con una settimana piovosa ancora in corso? Tra l'altro quella volta, appena sceso dal passo, circa verso Enemonzo ero stato colto di sorpresa da un acquazzone che poi mi accompagnò fino a casa, per oltre 50 km!!! Parto all'una circa. Compro il tabacco Drum e le cartine e... via! Fino a Sequals non è male, poi comincia il bagnato sulla strada. Gli ultimi km prima della salita cominciano a presentarmi un panorana inquietante: nubi che scorrono veloci, cielo grigio, umidità nell'aria che fa temere scrosci improvvisi di pioggia... ma soprattutto un ambiente dimenticato da Dio e dagli uomini. Quando comincio la scalata alla cima mi rendo conto che sarà impegnativa e rischiosa: la strada è sporca, piena zeppa di foglie maciullate dalla pioggia e che formano uno strato a volte anche di una decina di metri molto scivoloso e subdolo. Il cielo diventa sempre più grigio, svariate cascate riversano parte della loro acqua direttamente sulla strada, generando rivoletti insidiosi ed ammorbidendo ancora di più i tappeti di fogliame marcio. Le nuvole, già basse, ora sono sempre più vicine e veloci. Mi fermo lungo la strada: non c'è anima viva in giro, il silenzio è quasi assoluto, solo il vento fa un po' di rumore. C'è clima di morte nell'aria. Mi rullo una sigaretta col mio fido tabacco Drum, cambio l'acqua al passerotto e intanto guardo lo strapiombo a fianco della strada, in mezzo al quale corrono velocissime le nuvole. Mi chiedo: "Se adesso sono già alla loro altezza, in cima ci sarà dunque nebbia?". Sul momento quasi quasi decido di tornare indietro... Ma la sigaretta si consuma prima che decida, ed allora riparto... Arrivato in cima è come mi aspettavo: desolazione, freddo e nebbia... Mi fermo sotto il cartello del passo ed attendo che la nuvola scorra voi, quindi faccio la foto di rito alla moto sotto al cartello: mi viene sfuocata, mi accorgo che fa freddo e mi trema la mano, mentre l'umido mi è ormai entrato fino alle ossa! Riparto per la discesa: ricordo che quella era ben peggio della salita, ed anche questa volta è così. Svariate cascate formano veri torrenti che ti trovi di fronte in uscita da un tornante, raramente ingrano la terza, la moto non fa che scodare sui manti di foglie che da questo versante sono il doppio rispetto a prima... Le ripide discese sono un intestino di curve bagnate dove devo stare attentissimo a controllare la moto che non accenna ad assestarsi: ad un certo punto su un manto compatto di foglie si piega d'improvviso, ma una pedata la riporta in linea e continuo la discesa. Ad un certo punto c'è una piazzola di sosta con un'apertura tra gli alberi: mi fermo, mi rullo un'altra cicca e mi ritrovo ammutolito a guardare la strada che tra un po' percorrerò con sullo sfondo l'immenso e affascinante letto del Tagliamento che corre per chilometri tra i monti. Dopo circa due ore concludo la discesa. E' stato splendido. Il Passo di Rest è un percorso da fare da soli, inutile. Poco oltre Enemonzo trovo di nuovo la pioggia. Mi fermo a mettere la tuta sotto un ponte, scambiando quattro chiacchere con due ragazzi che stanno vendendo vischio; mi accorgo dopo che lungo tutta la strada è pieno di gente che lo vende... Bo! Sarà una tradizione carnica... Mi dicono che forse oggi non era molto un giorno da moto... Sarà vero? Gli dico che si sbaglia! Il resto della strada trovo di continuo pioggia: due volte Rest, due volte pioggia. Alla faccia della fortuna!!!


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