Cividalese 11/2008

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Cividalese 11/2008Cividalese e dintorni, 16/11/2008
Ogni tanto un po' di asfalto in solitaria è benvenuto. Anzi, ce ne vorrebbe di più, di asfalto in solitaria.
Affronti le strade con uno spirito molto "pellegrinante": calmo, tranquillo, senza esagerare, i tornanti li godi in ogni centimetro, i panorami puoi vederteli tutti senza problemi. Basta fermarsi, e mettere il cavalletto.
Parto tardi: della serie, "parto-quando-voglio". Mi incammina verso Cividale, ma prendo la Napoleonica per incrociare magari qualche strada bianca. Ce n'è una che da tanto guardo: la incrocio sempre andando dal meccanico, ma mai mi sono deciso a farla. Parte tra i campi, e dopo cinquanta metri sale su una collinetta e sparisce con una curva alla vista. Guardandola dalla statale è la classica strada che pare portare nel nulla: ti immagini oltre a quella collinetta una distesa enorme di campagna friulana autunnale, senza piante, con il terreno smosso, campi di pannocchie abbandonati, segni di arature. Insomma: ti sogni di fare la collinetta e trovarti di fronte a ciò per cui una Transalp è fatta.
Ed invece è il dramma! Mi butto allegro nella stradina,faccio la collinetta, ed ho 3 alternative: a sinistra, una cava; a destra, nulla; dritto, 100 metri e ricomincia l'asfalto. Sono deluso, ho fatto molta strada per raggiungerla... Vabbé, comincio a risalire per andare a Cividale. Più avanti troverò una strada bianca che mi permetterà di rimettermi sulla strada giusta, ma ormai il sogno è infranto ed ho perso pure molto tempo. Abbandono l'idea di fare strade bianche, e vado dritto a Cividale a bere un taglio sbeccottando qualcosa in un posticino veramente carino che frequento spesso durante le peregrinazioni motociclistiche.
Salame, polenta e formaggio alla piastrada, cotti tutti assieme, poi un po' di formaggio e salame freddi, un po' di frico, un taglio di nero, e sono pronto per fare un bel giretto. Salgo per Torreano, vado a Masarolis, da dove fuggo veloce ripensando alla tetra leggenda della "Crocifissa di Masarolis", una ipotetica strega uccisa e crocifissa in piazza molti anni fa; ma neppure così tanti...
Poco dopo Tamoris uno splendido panorama mi obbliga a fermarmi e fumare una sigaretta, guardando nel silenzio dei monti già freddi la pianura distante e all'orizzonte le cime carniche già un po' imbiancate.
Avanzo verso Canebola, l'aria è pungente, da queste parti il sole ormai non ha molto tempo a disposizione per scaldare la terra; l'asfalto è coperto di aghi di pino, a volte è proprio più simile al fuoristrada.
Da Canebola scendo verso Porzus, non vedo un cazzo perché il sole è proprio dritto di fronte a me: mi fermo a fare un'altra foto alla pianura lontana oscurata dalla luce del sole, dove però qualche laghetto artificiale brilla come se emettesse luce proprio, creando uno strano contrasto con la visione nera vista controluce.
Ci vuole un'altra cicca.
Scendo ad Attimis, un giro veloce, vado a Nimis dove recupero Fede, e concludiamo il giro a Spilimbergo bevendo Coca e Birre piccole, tutti due intristiti dal Ramadan richiestoci tramite cartolina dal nostro amico Fegato!


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