4 Passi a Nord-Est 2009

Vero in tutti i casi: 4 passi, 4 sassi, 4 spassi! Si perché abbiamo fatto bei giri, fatto dell'off tosto, e riso come idioti. L'unica cosa: non eravamo 4 cani, ma 80 persone determinate a divertirsi!
CATEGORIA GALLERIA: LISSTA
4 (S)Passi a Nord-Est 2009
Vero in tutti i casi: 4 passi, 4 sassi, 4 spassi!
Si perché abbiamo fatto bei giri, fatto dell'off tosto, e riso come idioti.
L'unica cosa: non eravamo 4 cani, ma 80 persone determinate a divertirsi!
Insomma: puro spirito LissTA.
Ed alla fin fine, anche ben riuscito.
I propositi c'erano: ma pareva che il destino giocasse contro di noi. Ritardi nella pulizia strade ci aveva costretti a cancellare alcuni tratti del giro "asfalto": frane, neve, un casino!
Tutti i percorsi off, inoltre, erano stati cancellati: frane, neve, un casino!
Alla fine il giro d'asfalto è riuscito (perlomeno, per quel che ho visto domenica e sentito lunedì) benone! I nostri monti hanno qualcosa di maestoso, non c'è dubbio, per cui è difficile trovarvisi di fronte e restare indifferenti.
Il giro off, seppure limitato ad un giorno solo, è a mio parere diventato un trionfo!
La compagnia fantastica: ho rivisto facce che già conoscevo, ho conosciuto altri che non conoscevo, anche questa volta alla fin fine non so perché ma non ho conosciuto altri... Speriamo in altre occasioni, ragazzi!
Ma non vado avanti con queste amenità, perché per me questa volta è stato diverso per un motivo: HO PARTECIPATO ALL'ORGANIZZAZIONE!
E non si capisce cosa vuol dire se non lo si prova.
Si perché, parlandone anche con altri, in LissTA non c'è "trasparenza" riguardo l'organizzazione. Un evento viene programmato, e nel momento in cui si partecipa si scoprono le "giacche arancioni". Ma quando e come si saranno prescelti, si saranno accordati? Le maglie chi le fa? E come si sceglie il logo? E come si gestiscono le iscrizioni?
Be, ragazzi, sebbene io non abbia fatto granché, posso dire che è un casino!
Quando Franz mi ci ha messo dentro ero un po' perplesso: il mio lavoro è una rottura di coglioni maestosa e lascia poco tempo libero, e pensavo sarebbe stato un impegno di troppo, a tratti l'ho anche pensato ingombrante.
Però quando ti fermi agli incroci e dai il cambio alla "giacca arancione" prima di te, e vedi tutti quanti passare, qualcuno ti fa un cenno, qualcuno ti saluta, ma basta vederli passare, ed alla fine vedi la scopa e riparti, be... è una gran soddisfazione!
La LissTA è un gruppo enorme, strutturato in maniera precisa e meticolosa e molto efficiente, e tutta formata da volontari, che non ci guadagnano niente, quando non ci rimettono di tasca propria...
Un'agenzia di viaggi che organizzi un week-end lavorerebbe peggio, e farebbe pagare 4 o 5 volte tanto... E non sarebbe tutto così divertente!
Quindi, concludo dicendo: GRAZIE A TUTTI I PARTECIPANTI, GRAZIE A TUTTI GLI ORGANIZZATORI - tra i quali (anche se lui lo nega) spicca ovviamente il mitico FRANZ!
Per ora vi basti questo. Di solito faccio report lunghi, divertenti, logorroici, un po' cazzoni. Ma questa volta l'incontro l'ho sentito molto più intimamente...

REPORT DELL'INCONTRO
Nasce tutto un po' per caso. Durante un giro, peraltro rocambolesco, in Carnia con alcuni amici della VeneTA, Franz mi invita ad entrare nella CoordveneTA, per aiutarli ad organizzare l'incontro nel nord-est. C'è da dire che il giorno dopo io neanche mi ricordavo più della cosa, poiché quel giorno... beh, avevo bevuto un po'.
Fatto sta che dopo qualche giorno mi arriva via email l'invito. La LissTA è un gruppo molto strutturato, potrebbe essere considerato un enorme motoclub, non fosse che è ben distante dalle organizzazioni formali della FMI. Nata da un gruppo di amici, ispirata da simili organizzazioni internazionali, oggi conta migliaia di iscritti. I maggiori partecipanti sono ovviamente molti meno, però l'attività interna è dinamica. E' divisa in sottogruppi regionali, o meglio, "locali". Ad esempio, la VeneTA accoglie al proprio interno tutto il triveneto, non essendoci in Friuli e Trentino sufficienti persone a giustificare la nascita di sottogruppi regionali. Poi c'è il Gianguja per Piemonte e vicino, la Liguria, il Fog per la Lombardia, il Tortellino per l'Emilia Romagna, e via dicendo fino al sud con gli Irriducibbili pugliesi. Ogni sottogruppo ha anche un'ombra, ovvero i gruppi del coordinamento, che fanno parte ad un altro enorme gruppo-ombra che è il coordinamento nazionale. Gli elementi principali del coordinamento nazionale coordinano i tempi di realizzazione dei vari incontri locali, nonché sono in comunicazione tramite il gruppo internazionali con i gruppi degli altri stati che organizzano annualmente l'ITT, l'International Transalp Treffen.
Organizzare un incontro è complesso. Bisogna trovare un periodo appropriato per se stessi e che non sormonti altri incontri nazionali; quindi bisogna individuare i percorsi, quasi sempre distinti tra gruppo ON - asfalto - e gruppo OFF - fuoristrada -, poiché molti sono in LissTA gli appassionati di fuoristrada con queste vaccone da 200 e rotti kg. La VeneTA ha un ottimo webmaster tra le sue file, il grande ASK, che oltre a gestire i siti nazionali e della VeneTA, organizza ogni anno anche un sito apposito per l'incontro 4 Passi. Tramite questo vengono comodamente gestite le iscrizioni, i pagamenti, i percorsi, ed ogni altro lato dell'organizzazione.
Io a causa del mio lavoro che mi occupa molto tempo libero non ho partecipato molto all'organizzazione pratica dei giri, occupandomi piuttosto della gestione delle iscrizioni e dei pagamenti. Alberghi, gadget in regalo, gadget a pagamento vengono meticolosamente scelti ed organizzati dopo svariati sopraluoghi, e nel nostro caso il 90% del lavoro se l'è sobbarcato il mitico FRANZ, "capo" della VeneTA nonché gran "padre" della stessa.
Insomma, quest'anno avevamo degli sterrati veramente belli che avrebbero fatto scoprire l'alta Carnia ai partecipanti, che da subito si sono dimostrati essere molti. E' stato uno tra i più numerosi incontri della LissTA: concludemmo infatti con circa 80 persone, per circa 50-60 moto.
Tuttavia, man mano che passava il tempo, eravamo tesi. Le abbondanti nevicate non si fermarono con l'inverno, e la massa di neve che fino a qualche settimana prima copriva gli sterrati (e non solo) era di qualche metro. Alcune frane che non venivano ripulite ci bloccavano persino alcuni percorsi del giro on. Che fare? Il giro on si poteva agevolmente mettere a posto con altri percorsi, ma il giro off sembrava ormai perduto. Meno di un mese prima sulla forcella Lavardet erano dichiarati ben 4-5 metri di neve!
Quasi per caso il capo di Franz gli citò la Val d'Oten, in cui apparentemente il letto di un ghiacciaio e relativo torrente creavano uno spazio in cui divertersi abbondantemente in fuoristrada. La prima ricognizione,f atta poche settimane prima dell'incontro, ci lasciò esterefatti. Tecnicamente complesso, avrebbe permesso di dedicare un'intera giornata al fuoristrada tra i ciottoli in un panorama mozzafiato. Monti a picco su cui placido si adagiava il ghiacciaio.
L'ultima ricognizione la facemmo... Il giorno stesso dell'inizio del motoincontro! E capimmo che sarebbe stato un successo. Ci muovevamo con le moto, guidato da un 4x4, in un territorio ottimo per divertirsi e fare esercizio di guida in percorsi estremi. Il bar "La Pineta" all'inizio dello sterrato fa infatti capo ad un attivo gruppo di fulminati con 4x4 elaboratissimi, coi quali abbiamo fatto immediatamente allegra amicizia e che ci hanno mostrato un percorso simpaticamente lungo a sufficienza.
Mentre la sera io e Valeria, per ultimi, tornavamo all'albergo, riconobbi ad un distributore la moto del grande Madlux! Poi arrivarono Vinux e ZioRooster, poco dopo incrociammo Bibo.
Il 4 Passi a Nord-Est edizione 2009 aveva ufficialmente aperto i battenti!
PRIMA SERATA
Arrivati all'albergo saluto gli altri amici della LissTA che da tanto (o non) non vedevo. Fantastico rivedersi nella mia terra, quando tutti li avevo conosciuti dopo non meno di 300 km di distanza! Tutti ammirano la maestosità delle Dolomiti, e tutti hanno un mesto pensiero alle previsioni meteo che per il giorno dopo promettono nulla di buono! Si mangia al self-service, una formula a mio parere molto azzeccata, e si mangia pure bene! Quindi ci si dedica al passatempo preferito dai motociclisti durante un incontro: bere e ridere e scherzare in compagnia! Vinux mi fa piasciare addosso dalle risate raccontandomi della sua partenza col fantastico giubbotto traforato, non pensando che sta dirigendosi nel Grande Nord, in alto tra i monti delle Alpi, in un periodo che ancora non riesce a capire che è piena primavera!
Rincuoro lui e qualcun altro dicendo "Tranquilli, farà freschetto ma non da battere i denti". Il giorno dopo la situazione sarà tuttavia ben diversa.
DOMENICA
Mi sveglio all'alba disturbato dal frastuono di un diluvio biblico! Io e vale ci alziamo e guardiamo mesti dalla finestra la pioggia che cade continua e fitta.... Sono ovviamente mogio, non solo perché non mi piace (ma a chi piace?) girare in moto sotto la pioggia, ma anche perché mi dispiace per gli altri. Mi sento in parte responsabile di questo incontro, e di riflesso quasi responsabile anche delle condizioni meteo.
Faccio colazione mentre tutti si preparano, sono un po' in ritardo come sempre, del resto.
Al momento di partire uscire dalla tettoia e cominciare a sentire la pioggia sulla tuta e sul volto, indifeso a causa del casco da enduro, è un dramma! Sono incazzato come una biscia! E non è finita! Infatti, mentre saliamo verso Sella Razzo, da cui faremo la prima parte del giro lungo la Val Pesarina, la temperatura continua a scendere, e compare a bordo strada la neve. "Guarda te - penso - non si è ancora sciolta". Ma guardando bene quella neve sembra effettivamente strana, come fosse... fresca! E non passano molti minuti che la temperatura scende ancora e la pioggia si solidifica in fitti e grossi fiocchi di neve che dal cielo grigio cadono a vortici imbiancando tutto il terreno attorno! A Sella Razzo il panorama è completamente invernale: il manto di neve è ingente, e dal cielo ne scende tantissima! Ma mi rincuoro quando, alla prima pausa in mezzo alla neve, tutti i partecipanti cominciano divertiti a fare foto e tirarsi palle di neve! Fantastico! Sarà uno splendido 4 Passi!
Ripartiamo, la neve a quote più basse scompare e la Val Pesarina ci riserva solo pioggia. Arriviamo alla fine della vallata e cominciamo la risalita verso il Passo di Monte Croce Carnico, da dove svalicheremo in Austria. E già perdiamo mezzo gruppo! Io rimango nel gruppo di coda. Ad un incrocio vedo tutti fermi, avanzo superando la fila per raggiungere Bepi che fa da guida e nel gruppo di moto vedo Cristina che di colpo da ferma cade e mi rotola con la testa quasi sotto la ruota! Fortunatamente l'avevo intravista ed ho leggermente deviato, ma me la sono proprio fatta addosso. Scendo per vedere se si è fatta male, ma è in preda ad una crisi, Matteo rischia seriamente di prenderle, io me la faccio addosso più di prima e scappo! Salgo in moto e comincio a fare da guida al resto del gruppo, per tentare di raggiungere i fuggitivi. E mentre parto mi accorgo che ci ha raggiunti anche il grande Enzo! Bene, ottimo!
Nei tornanti del Passo reputo che ormai nessuno può perdersi perché non ci sono incroci; qualcuno magari vorrà un po' divertirsi, perché rompere le balle facendo la guida pedante? Ed allora spalanchiamo il gas, ragazzi!!! Con alcuni altri divoriamo i tornanti grazie all'ottima presa delle T63 e in breve, grazie anche alla pioggia ormai passata, siamo in cima dove troviamo il resto della combriccola che ci attende. Il panorama è strano: il versante italiano è nuvoloso, ma il versante austriaco è soleggiato. Uno spettacolo che a me è successo spesso di vedere, ma che i più lontani ammirano con un po' di stupore.
Mangiamo i panini che dovrebbero costituire il nostro pranzo al sacco, e che invece hanno come solo esito l'acuire la fame! Ci dirigiamo in bomba verso una trattoria austriaca dove avremmo dovuto fare una breve pausa "caffè", e dove invece molti di noi si uccidono di specialità crucche! Dopo qualche ora ripartiamo, a Mauthen dobbiamo svoltare e seguire una strada tutta curve che corre poco oltre il confine. Partiamo ultimi io, Lupa, Giorgio e Silvia e Norby. Ed alla prima curva, stretta e bastarda, succede il dramma: mentre la imbocco (è a destra) in fondo all'altra corsia vedo stesa vicino al guard-rail la moto di Norby! Già avevo anch'io preso la curva un po' lungo, ma il terrore mi prende immediato ed allungo ancora di più la curva rischiando pure io di finire al suolo. Faccio inversione e vedo la moto stesa e Norby dolorante, ma intatto! Che paura! Con Lupa, Giorgio e Silvia facciamo una pausa di una mezz'ora per dare tempo a Norby di riprendersi dallo choc e dalla botta al ginocchio che comunque non è grave. Che paura che abbiamo preso! Poteva finire nel baratro, o investito da un'auto, ed invece la Provvidenza ha aiutato questo 4 Passi a non subire tragedie.
Ripartiamo, la strada è tutta una curva, ma guidiamo tranquilli, e dopo un bel po' raggiungiamo gli altri che si erano spaventati non vedendoci più in coda. Ripartiamo, facciamo il Passo di Monte Croce Comelice con ormai il sole sulle nostre teste.
Ritorniamo in albergo tutti quanti contenti, il primo giorno è andato proprio bene! Ottimo! La allegra cena è seguita da una sbronza colossale, complice la ormai conosciuta (e tuttavia ancora temuta) grappa di Fabbri, e da un concerto del cantante rivelazione della LissTA: Remo! Che scopriamo avere anche una presenza scenica di tutto rispetto! E' un vero animale da palco! Franz fa anche l'errore di mettere a disposizione di noi bestie notturne 24 bottiglie di Prosecco VeneTA! Ne rimarranno solanto 3! Il ricordo più chiaro che ho di quella notte è Bepi che continuamente ha una bottiglia in mano e riempi bicchieri!
LUNEDI'
Che bel tempo! Ottimo! Oggi ci aspetta la giornata in off-road in Val d'Oten. Sia io che Vale siamo provati dalla sera prima. Facciamo una prima tappa al Pian dei Buoi, mentre il gruppo "on" parte per un giro fra i più bei passi montani della zona e le famose 3 Cime di Lavaredo. Il Pian dei Buoi è splendido, e questa volta arriviamo anche fino ad un rifugio in cima al monte da dove la vista è mozzafiato. Scendiamo, salutando il simpatico gestore carnico e dopo aver bevuto delle grappe eccezionali - ottima preparazione per un pomeriggio di off-road estremo!
Arriviamo in Val d'Oten, una birretta, e partiamo nel nostro privato parco giochi! Sarà un disastro! I piani prevedono un giretto di ricognizione: bene, questo giretto durerà alcune ore, con innumerabili moto piantate cadute e spinte. Io mi stupisco di me stesso, mentre durante la ricognizione di due giorni prima mi muovevo allegro e sicuro tra i sassi, questa volta... cado di continuo! La sbronza della sera prima mi ha tagliato le forze! Una salitina che non mi aveva dato alcun problema vede la mia moto a terra sia durante, sia (misteriosamente) prima ancora di partire per provarla!
Gente che non riesce ad avanzare, catene che cadono, fino alle scene di isterismo totale con Enzo disperato che lancia lontano il casco ed abbandona la moto! E' il dramma! Torniamo sfiniti verso il bar, e un'abbondante mangiata di restituirà il buonumore. Mangiata che avrebbe dovuto essere uno spuntino leggero, ed invece non faremo altro che chiedere cibo!
Succede anche una cosa assurda: veniamo raggiunti da un transalpista isolato che aveva incontrato gli altri nostri compari e che ad un certo punto mi guarda e dice "Ma tu sei il Bostro?" - E' un mio fan! Sono troppo orgoglioso!!!
Il pomeriggio ci dirigiamo verso il "parco giochi", uno spiazzo in cui vogliamo fermarci a fare un po' di numeri. Io tenterò quasi del tutto inutilmente una scalata: i tasselli finiti, le forze assenti, la tecnica ridicola faranno di me un uomo sconfitto. Ma non tutti ci vengono: altri soddisfatti dei massacri del mattino opteranno per strade più semplici e birrette in mezzo al bosco. Veniamo anche raggiunti dai fulminati del locale team di 4x4 - mitico Frank de La Pineta in Val d'Oten - che ci danno una dimostrazione di cosa si può fare con dei 4x4 (e sono veramente bravi) e soprattutto di come si distrugge un paraurti! Sigh...
La giornata volge al termine, torniamo al bar dove siamo raggiunti da tutti il gruppo col quale facciamo un ottimo ed abbondante spuntino e brindisi vari, quindi torniamo in albergo.
Una bella cena, un simpatico discorso del Sindaco di Lorenzago, transalpisti ed accolto honoris causa in VeneTA, quindi ci rimettiamo a bere, mangiare, bere, parlare, ridere, urlare! Fantastiche le nottate della LissTA!
MARTEDI'
Partiamo un po' a casaccio. Siccome oggi facciamo una visita guidata alla diga del Vajont, e per raggiungerla c'è un lungo pezzo di statale, decidiamo, causa il traffico, di non fare il biscione. Ovviamente, in mancanza di un orario di ritrovo imposto, io e Vale saremo tardi! E' un nostro "vizietto"! Alla fine arriviamo che fortunatamente hanno appena cominciato la visita. Il Vajont è terribile: in Friuli fin da bambino ti parlano di due cose, il terremoto ed il Vajont. Ma ogni volta è una sensazione nuova, seppur sempre dolorosa, che ti accompagna mentre guardi la vallata di Longarone, l'imponenza della diga, e sei sconcertato vedendo di fronte a te la cima di un monte che non dovrebbe essere lì. Il nostro cicerone è un simpatico personaggio che si è salvato per miracolo, il giorno del disastro, ma che vi ha lasciato tutta la famiglia. Parla molto bene, raccontandoci tutto, i perché, i come, i prima, i dopo, lasciandoci di stucco. E' un volontario, che fa questo "lavoro" non pagato solo per raccontare a tutti la verità, l'amara verità.
Mentre questa giornata avanza comincia il momento più brutto, ossia quando cominci a "perdere pezzi". Alcuni non posso fare la visita perché devono partire... E così ad evento ancora in corso cominci già a salutare qualcuno... Poi a fine visita saluti qualcun altro, e così al pranzo finale ad Erto siamo ancora meno... L'atmosfera comincia così ad essere un po' mogia... E a fine pranzo hai salutato quasi tutti! Bruttissima sensazione. Quando, e se, li rivedrò? Meglio non farsi troppe domande.
Con gli ultimi superstiti andiamo a Casso da dove guardiamo per l'ultima volta i segni lasciati dalla frana sul Monte Toc, e ci facciamo l'ultimo brindisi assieme.
Mezz'ora dopo io e Vale saremo soli.

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  • Alcuni video dal canale Youtube di Giorgio!
    Alcuni video dal canale Youtube di Sharky!
    Il delirio del Bostro filmato dal grande ASK

    Il Bostro-X, lì 09/06/2009

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