Ricognizione Slovenia Adventour maggio 2009

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Per il week-end durante il ponte del 1° Maggio gli ES organizzano una ricognizione per un loro giro in slovenia che verrà fatto a settembre. Quel week-end è per me segnato dalla delusione: volevo fare un giro in solitaria in Slovacchia (avevo già comprato la mappa), altrimenti c'era il giro LissTA in Toscana, poi il giro degli ES, c'erano anche altri avvenimenti durante quello splendido ponte d'inizio primavera...
Ricognizione Slovenia Adventour maggio 2009

Slovenia con gli ES, 1-3 maggio 2009

Per il week-end durante il ponte del 1° Maggio gli ES organizzano una ricognizione per un loro giro in slovenia che verrà fatto a settembre.
Quel week-end è per me segnato dalla delusione: volevo fare un giro in solitaria in Slovacchia (avevo già comprato la mappa), altrimenti c'era il giro LissTA in Toscana, poi il giro degli ES, c'erano anche altri avvenimenti durante quello splendido ponte d'inizio primavera... Ponte che iniziava venerdì 1 maggio con la festa del lavoro, e finiva domenica 3 maggio... Per me, che lavoro dal lunedì al sabato, era in pratica un'evento irripetibile che andava sfruttato appieno.
Il 2 maggio il mio vecchio amico Silvio decide di sposarsi: in mezzo ad un ponte! Tipica cazzata degna del buon Silvio!!! Anche nel momento di massima serietà e maturità resta lo stesso! Grande Silvio!
Per sfruttare appieno i giorni di festa io, Eroe Inutile, questa volta supererò me stesso in inutilità!
Ma veniamo ai fatti.
venerdì mattina ci troviamo: il primo arrivato è Mighe sul quale il richiamo degli sterrati e della grigliata mista slovena ha avuto un esito devastante. Manuel mi presenta subito il suo nuovo DOminator. Giuseppe e Viviana sfoggiano un tassello nuovo di zecca. Dez ed Erica, Zeus e Katia sono al solito tranquillissimi e spensierati: vederli poi andare in fuoristrada in coppia a ritmi impressionanti è... impressionante! Fiky dopo innumerevoli ricerche online della gomma perfetta si presenta con una MT21 talmente mangiata che pare la gomma di prova di Valentino Rossi! Magobix è pronto ed attivo a sfoggiare gli innumerevoli cavalli della sua Caponord.
Subito Manuel mi ricorda la bellezza del fuoristrada in compagnia, sfoggiando una bottiglia di vino bianco e un set di bicchieri di plastica!
Rinvigoriti dal vinello, partiamo seguendo Giuseppe. I primi km sono tragici, la manifestazione delle frecce tricolori ha provocato una coda di auto immensa, in mezzo alla quale ci destreggiamo. Poco dopo finalmente imbocchiamo una strada di campi, e comincia la corsa di Giuseppe lungo il suo tipico percorso: un reticolato labirintico di strade bianche che ci porterà da Codroipo al confine sloveno, e poi su fino a Caporetto. Nonostante le pioggie insistenti dei giorni scorsi il fondo è spettacolare, le pozze fangose non sono molte e sono sicure, cosa che ci permette di affontarle con allegria e spavalderia.
Magobix ci dimostra subito la sua allegria per i percorsi, facendo scodare l'enorme mole della Caponord scaraventando in una frazione di secondo tutti i suoi cavalli al suolo. Nuvole di sassi e polvere si alzano dietro di lui... verso il sottoscritto!
Ma finché erano polvere e sassolini non era male. Ad un certo punto invece tutto cambia. In una strada con una profonda pozza io arrivo un po' veloce, lui è rallentato da chi lo precede, ed in pratica gli arrivo attaccato al culo nel momento preciso in cui lui spalanca il gas uscendo dalla pozza. Dai suoi tasselli vedo sollevarsi un blocco unico di fango. Per un attimo oscura il cielo, una vera e propria eclissi enduristica; poi mi rendo conto che quella massa informe mi odia, mi vuole male, vuole ferirmi, colpirmi. Tento di trarmi d'impaccio ma senza successo. Poi non ricordo nulla, solo il rumore ed la percezione che molte "cose" mi stanno toccando. Quando torno in me, sono ricoperto di fango! Casco, occhiali, pantaloni, sacca, moto, sono zozzo!!! Magobix ride! Alla fine, io pure! Come un bambino che gioca col fango!
Io sono completamente perso: non capisco Giuseppe come fa ad orientarsi in mezzo a questo dedalo di stradine che non appartengono neppure alla sua regione, bensì alla mia. Ad un certo punto imbocchiamo un sentiero di ciottoli, che riconosco come rifiuti del torrente Torre. Il cartello di "Guado" ci emoziona tutti! Ma quando ci arriviamo l'acqua è altina, forse un po' troppo. Alcuni si fermano all'inizio, io con altri mi tuffo tra i ciottoli.
Arriviamo io e Mighe per prima sul bordo dell'acqua. Mentre ci chiediamo quanto sia fonda, Mighe (è un buon discepolo che diventerà un ottimo Eroe Inutile) dice "C'è un modo solo per scoprirlo" e si butta dentro. Un po' a stento, ma arriva dall'altra parte.
E chi è lui? E chi sono io? Devo farlo! Ma devo prendere un po' di rincorsa... In pratica parto da 50 metri di distanza, ed arrivo al fiume a velocità supersonica! Entro nell'acqua sollevando un'ondata che neppure il Monte Toc riuscì a creare! A metà le pedaline Touratech dio le stramaledica, consumate, mi tradiscono, ed il piede sinistro mi sfugge. La moto si imbarca immediatamente. C'è poco da pensare, un'accelerata poderosa, e la Transalp esce dal fiume vincente. Sono bagnato da capo a piedi. Almeno un po' di fango se n'è andato. Manuel guada uscendo impennato, dimostrandoci che gradisce particolarmente il Dominator! Fiky passa il fiume con elegante titubanza. Magobix ovviamente prende il punto peggiore e, non contento, lo prende pure di traverso! Penso che in quel punto ora ci sia una fossa profonda migliaia di metri!
A questo punto il gruppo si divide, le coppie ovviamente non se la sentono di affrontare il guado: in coppia sarebbe veramente impossibile, e come fare? Passarlo da soli, e le donne a mollo a piedi? Oppure rischiare in coppia, magari col risultato di finire sprofondati, bagnare e ricambi, ingolfare le moto? Non avrebbe senso. Ripartiamo, e ci rincontriamo poco dopo, gasati e bagnati, pronti ora per un lauto pranzo.
Il ristorantino scelto da Giuseppe è un agriturismo in cima ad un colle, con una vista panoramica mozzafiato sulla terra manzanese.
Tolti i vestiti, ci accomodiamo a tavola come gentiluomini ma lerci come barboni, sotto lo sguardo attonito degli altri commensali. Io mi accorgo che da una stivale, forato, esce acqua, ed ho formato una pozza sotto al tavolo. Arriva il momento di ordinare, ed ovviamente da sportivi attenti al fisico siamo accorti: antipasto di affettati e formaggi, bis di primi con crespelle e pasticcio "cul sclopìt", frico, polenta, patate fritte... Il tutto innaffiato da un vino che Giuseppe sceglie accuratamente nel rispetto della normativa vigente: Refosco dal Peduncolo Rosso, 14° di vino, dopo due bicchieri siamo ovviamente macellati!
A conclusione, gubana affogata nello Slivovitz, grappa, caffé e grappa, e dopo aver pagato ci vengono anche offerte due brocche di grappa, che ovviamente non faremo fatica ad onorare. Ripartiamo... ubriachi!
Svalichiamo quasi subito in Slovenia, ed imbocchiamo uno sterrato che già Giuseppe mi aveva segnalato in passato: corre lungo il confine, sulle creste dei monti, oltre i quali si vedono i monti italiani. Il bosco unisce le due nazioni. Bello, divertente, selvaggio, veloce, insidioso: ci sono scene da panico. Magobix continua a derapare come un matto, Manuel va lungo in un tornante, io lo derido come un matto e vado dritto al tornante dopo, Mighe violenta la sua Domi tentando di infiltrarsi in un bosco e rischiando restare perennemente avvolto dalle liane. L'unico rumore nella natura slovena, oltre ai nostri motori, sono le nostre risate.
Arriviamo infine a Caporetto stremati, con la gola arsa, ma contenti come bambinetti un po' idioti, e subito all'albergo ci diamo alle pazze gioie: Union Pivo a manetta!
A cena infine non abbiamo più remore, tra birre e pelinkovack e slivivotz andiamo a letto tardi e ben macinati.
Il mattino dopo la mia sveglia suona ad un orario improponibile, parto mega rincoglionito mentre la luce pian piano si distende sorniona sulla vallata. Dopo un'ora sono a casa, una doccia, tappa in bagno, caffé, altro caffé, vestito e pronto, lenti a contatto, occhiali da sole, tabacchiera professionale, sono pronto e splendido per andare al matrimonio!
Fede arriva a prendermi, mi guarda in faccia e ride! Claudia ovviamente ha la stessa reazione di fronte al mio volto tumefatto dalla baldoria notturna!
In sincerità, all'inizio questo matrimonio mi stava sul cazzo. Si intrometteva in un week-end pieno di voglia di fare km in moto, di viaggiare! Inoltre, i matrimoni non mi piacciono, sono feste eccessivamente formali e lunghi, incentrate su una liturgia che non capisco, basate sull' amore che temo e rifuggo. Il peggio del peggio. Avevo anche pensato di declinare l'invito. Ma è il matrimonio di Silvio, uno tra i miei amici più vecchi, fidato, allegro, che molte volte si è spippolato le mie paranoie personali. Quando poi arrivati a Sacile l'ho visto, stesso identico sorriso sul volto, uguale a quando facevamo serate al bar solo con un vestito migliore, mi sono convinto che avevo fatto la scelta giusta. Silvio, sei un mito!
Però, a tutto c'è un però. Ascolto 1 minuti di messa e mi rompo i coglioni; Fede uguale. Usciamo immediatamente da quel luogo appestato d'ipocrisia e ci rifuggiamo nel luogo della sincerità, della socialità, della sincerità: il bar!
Con un signore amico di Fede in pratica ci beviamo una quantità immane di Prosecco (ottimo). Quando ci avvisano che il prete sta celebrando un rito lungo, siamo ancora più contenti!
Finisce il matrimonio, la gente esce dalla chiesa, la porta è vuota, il contrasto col sole la fa sembrare un varco nella più nera delle notti, un bel contrasto perché quando gli sposi escono dalla chiesa sembrano rinati alla luce! Silvio ha lo stesso sorriso, solo molto più grande; Silvia è felicissima ed un po' intontita, si guarda attorno incredula, ma entrambi si devono poi svegliare per bene quando vengono sommersi da un'intera piantagione di riso che gli cade addosso.
Finiti i saluti, i baci, gli abbracci, ci si deve dirigere verso la villa Luppis dove si farà il pranzo, mentre i novelli sposi vanno a farsi fare le foto. Noi, con Ivo e Claudio andiamo ovviamente al bar. E mentre sul bordo di un canale di Sacile sorseggiamo il nostro ennesimo prosecco dall'altra parte dell'acqua da un davanzale vediamo sbucare l'allegra coppia, verso la quale ovviamente lanciamo urla e grida, brindando a distanza. Sono splendidi!
A villa Luppis arriviamo un po' tardi, ma sempre in tempo per l'aperitivo a base di ... Prosecco! Ovviamente...
Ci sediamo a tavola, ed il resto è storia. Cibo, vino, vino, cibo, vino... a non finire... Io scopro che alcune amiche di Silvio, quando mi presento, con un sorriso sornione mi dicono "Ah, il famoso Federico".... "Ah, il celebre Bostro"... intendendo non so cosa, ma di certo nulla di buono... Silvio, ma che cavolo hai raccontato di me in giro???
La giornata si avvia alla fine, io tra il poco sonno, la stanchezza, e la sbornia, sono distrutto, e mentre ci dirigiamo verso casa di Silvio mi addormento in macchina. Fede e Claudio ne approfittano per imboscarsi in camporella! No, scherzavo... ne approfittano per andare a bere un caffé in centro, dando a me l'opportunità di farmi una mezz'ora di pisolo. Pisolo che mi servirà veramente, perché mi sveglierò un po' riportato nel mondo dei vivi.
A casa dei neo-Sig.ri Cescutti beviamo qualcosa ridendo con gli sposi, che sono fantastici. Ma viene presto il momento degli addii. Saluto Silvio con un abbraccio, a Silvia di nuovo dico "Non sai ancora cosa hai fatto!" e lei ride splendidamente. Sono fantastici. Silvio è un grande! Chissà se e quando lo rivedrò, visto che negli ultimi anni ci eravamo ormai persi di vista. Be, anche se è stata l'ultima volta, è stata una bella giornata!
Fede e Claudia mi riportano a casa, nel frattempo mi sono ripreso e durante la strada finisco di riprendermi. A casa faccio una doccia, bevo un caffé, chiamo i miei compari (che intuisco con facilità essere pieni come navi) e dopo un'oretta sono pronto. Mi rivesto da pirla dell'enduro, e parto: destinazione Kobarid!
Vado piano, è circa l'una di notte e c'è sempre un idiota in auto da tenere d'occhio. Inoltre voglio avere campo libero per la fuga in caso veda una pattuglia. Osservo tutte le strade bianche, utile diversivo per darmi alla macchia. Ma va tutto bene, arrivo al confine senza problemi, e la strada dopo è piuttosto solitaria e comunque corta. Ma abbastanza lunga per farmi rischiare la vita! Infatti, poco prima di Kobarid un capriolo decide di sbucare sull'asfalto mentre io arrivo, fortunatamente piano. Il bello è che era l'unico capriolo idiota al mondo: entra nella mia carreggiata, e guarda dalla parte opposta rispetto a me. Alla fine, vedendo che non si scansa, suono il clacson all'impazzata e quello si spaventa, salta, e scappa...
Passo la piazza sotto gli occhi attoniti di qualche nottambulo.
Arrivo all'albergo: la strada è buia, non ci sono lampioni, anche l'albergo è buio, entro e salgo sulla rampa e... rischio di investire Zeus, Manuel e Mighe che mi hanno aspettato! QUando mi hanno visto, sono sbucati dal buio nel cono di luce del mio fanale! Zeus per la felicità distrugge il bicchiere di grappa, Mighe per la felicità lo ingurgita, Manuel per la felicità l'ha già finito prima. Conclusione: da bere per me non c'è un cazzo! Vabbé, ho già dato abbastanza. I ragazzi mi parcheggiano la moto nel garage e ce ne andiamo a dormire.
Il giorno dopo il risveglio è catastrofico: io sono devastato. Tutti scendono, Erika mi guarda e si mette a ridere!!! Ma nel complesso è contenta perché ha di nuovo che le rulla saltuariamente una sigaretta!
Salutiamo il gestore dell'albergo, che ci fa un sacco di foto, e ci regala delle magliette. Il conto è onestissimo, in puro stile sloveno, e per l'ennesima volta mi chiedo perché la gente va a Lignano, quando la Croazia o la Slovenia sono così vicine e così simpatiche e soprattutto economiche...
Partiamo. Appena passato il confine Giuseppe devia in zona Montefosca e dopo un po' entriamo in uno sterratone pietrato, ex strada militare, fantastico, tecnicamente abbastanza complesso, quanto basta per divertirsi insomma. Noi "singles" passiamo le coppie e partiamo in bomba. Io tiro, sgommo, derapo, mi pare di andare via come un dio, quando poi mi giro per un rumore alle mie spalle e vedo Zeus che col Dominator, i bagagli, e Katia, mi sta dietro alla grande! Un manico immenso!
Ci fermiamo ad un incrocio ad attendere Giuseppe per sapere la strada giusta, e dal monte scendono due enduroni cattivissimi che quando vedono noi - con dei buei al posto di moto serie, vecchie e rotte, bagagli, vestiti non proprio professionali - rimangono di stucco. Si fermano, e ci fanno "Da dove arrivate?" e noi "Da là", indicando l'inferno di pietre e massi... Ridono, ci guardano basiti, mormorano "Ah bè! Complimenti!", qualche saluto, e poi appena vedono arrivare persino delle coppie ed un Aprilia Pegaso Cube rimangono offesi nel loro machismo e ripartono. Noi ripartiamo dietro a loro, e penso abbiamo provato reale fastidio sentendo per molti km il rumore dei nostri motori alle loro spalle!
Usciamo dallo sterrato contenti come fanciulli perversi, citando Freud come "piccoli perversi e polimorfi". Ripartiamo per il solito reticolo di strade di Giuseppe, facciamo qualche tappa di riposo, ed alla fine il giro si conclude a Codroipo, dove io da super-fico porto tutti a mangiare in un posto "Fantastico, si mangia bene e si spende poco". Peccato che invece mangeremo quasi nulla, verremo trattati un po' alla cazzo, e pagheremo anche salato.
Rullo un'ultima cicca ad Elena, ed arriva il momento dei saluti, come al solito triste e lungo. Ci salutiamo per vari minuti, con promesse di futuri giri assieme, avventure, divertimenti, feste, che speriamo ci saranno davvero. Restiamo soli io e Manuel, sono contento di vederlo soddisfatto della sua nuova moto, avevo sempre saputo che era un viaggiatore, e il Domi sicuramente gli verrà incontro sotto questo aspetto.
Arrivo a casa, stanco come una cacca, mi tolgo tutti i vestiti e resto in mutande in giardino a fumare qualche cicca, a riguardare le foto, ed a pensare a questi splendidi 3 giorni veramente intensi.


ALTRE FOTO:
Domi
Zeus


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