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Pedavena 1.0

Pedavena 1.0
Il mitico Giuseppe mi ha concesso finalmente di poter visitare la mitica Birreria di Pedavena.
Zeus e Dez, alias i terribili Cip e Ciop, organizzano un giro nei loro territori per domenica 10 agosto, e Giuseppe estende l'invito anche a me.
Della coppia malefica so ancora poco: Dez l'ho conosciuto durante una ricognizione sul Meduna, Zeus l'ho intravisto un giorno in mezzo ad uno sterrato. Ma la potenza generata dalla loro unione non avevo ancora avuto modo di saggiarla: e posso dire che i due personaggi hanno onorato appieno le leggende che girano sul loro conto.
Coronano ovviamente le mie idee sul loro conto quando, in attesa di Gomez, mi propongono di fare colazione e si avviano verso la birreria, dove una Centeria inaugura definitivamente una stagione d'amore platonico fra me e questa azienda.
Passo del Brocon e Monte Vederna sono due sterrati maestosi: il primo piuttosto impegnativo causa il fondo smosso mi mette veramente a dura prova. L'impegno al chiosco dell'enoteca della sera prima non è ovviamente l'allenamento giusto per fare enduro il giorno dopo, soprattutto se tra l'uno e l'altro ci sono a malapena 5 ore di dormita e 150 km di distanza! Lo concludo praticamente a pezzi, ma è un ottimo riscaldamento...
Monte Vederna invece offre dei panorami maestosi, si snoda tra monti ripidi e vallate idilliache, a tratti impegnativo, a tratti pericoloso per il crinale in pratica a strapiombo che minaccia le gomme e renderebbe fatale una scivolata, a tratti invece turistico, con stradine semplici e movimentate che vorresti percorrere per una vita intera.
Rinfrescarsi il viso e la gola in una fontana di montagna, circondata da una vallata verde racchiusa tra le cime di monti senza tempo, ripaga tutte le fatiche trascorse.
Il pranzo si svolge invece in una malga in cima ad un monte: di fronte al nostro tavolo si apre la vallata bellunese: coccolato dal magnifico suono dei campanacci delle vacche scopro ciò che potrebbe essere considerato il cibo degli dei, lo Schiz. Un formaggio particolare cotto e servito coperto da un letto di salsa di panna ed altre sostanza che l'uomo non deve conoscere, ma solo assaporare attraverso questo piatto prelibato.
Da quando ho la moto ho capito perché la vacca in India è sacra: io la beatificherei anche qui nel Nord-Est! Quando dopo una lunga corsa in moto, spegni il motore, ed il silenzio è rotto dai campanacci di questi animali tozzi e pacifici, che brucano silenziosamente l'erba o sonnecchiano stesi per terra, e ti fissano immobili con questi occhioni neri, ti senti rilassato. Poi pensi che quello stesso animale è ottimo alla griglia, e decidi che è meglio non beatificarlo, altrimenti perderesti un piatto prelibato!
Nel dopo pranzo la coppia fenomale per digerire l'abbondante mangiata e la grappa all'Ortica offerta dai gestori ci porta su uno sterrato di sottobosco bello fangoso, con ripide salite e discese, dove Giorgio tenta di liberarsi di Silvia improvvisando un passo di breakdance in sella alla sua Africa. Conclusione: quasi era Silvia che si liberava di Giorgio! Tiriamo su la moto, e si riparte, per fare una tappa di fronte ad un altro mio Animale Totemico: Cip e Ciop infatti ci fanno visitare un allevamento di cinghiali. Da figlio di cacciatore non posso non restare basìto di fronte alla maestosità di questo goffo animale, così buono quando fatto a spezzatino! O su crostino caldo! Mmm......... [bava]........
Una corsa lungo dei prati, e ci ritroviamo di nuovo di fronte alla birreria di Pedavena, dove salutiamo Max37 e morosa e Giorgio e Silvia e decidiamo di rinfrescarci bevendo una birra. La birreria è strapiena, impressionante: ho visto girare più birra che lì solo alle feste austriache.
Ordiniamo delle caraffe, brindiamo tutti assieme ed il primo pensiero è: una bella foto della coppia prodigiosa munita di boccale da litro da inviare a Manuel; che non tarda a farsi sentire al telefono per manifestarci tutta la sua enorme invidia!
Tra una birra e l'altra, le liti su chi deve pagare, su chi deve bere, su cosa bisogna bere... sono molte le caraffe che passeranno attorno al nostro gruppo! Dez mi porta anche a visitare la fabbrica, dove ci sono i ... come si chiamano? Bo! I contenitori in cui il prodotto non ancora concluso viene lavorato. Mentre andiamo e torniamo mi guardo in giro, e mi innamoro di questo posto: sul retro un enorme giardino ombreggiato da alberi permette di sedersi sulla morbida erba e non sulle terribili panche in legno nemiche di, come me, ha dimensioni non "omologate". Alcune costruzioni attorno delimitano il parchetto, sono altri chioschi saltuariamente aperti. Dalle finestre si vedono le cucine all'opera, e soprattutto si sentono dolcissimi odori. Bisogna fare assolutamente il Pedavena 2.0!
Alla fine però bisogna partire, baci ed abbracci, e con Bepi e Giuseppe e Viviana io ed Enzo ci avviamo verso il ritorno. Ma non è finita! Giuseppe decide di farci fare il San Boldo sterrato! Il crepuscolo è ormai cominciato, le giornate sono già più corte, questa afosa estate si avvia alla conclusione e noi ci immergiamo nelle ombre del bosco su una strada ripidissima, un po' smossa, e con simpaticissimi dossi dove con una leggera manata di gas fai dei salti che la birra rende ovviamente alti e lunghi almeno 10 volte tanto. Ridiscesi dal passo, ci fermiamo a Cimon dove Giuseppe ci fa assaggiare un vino leggermente barrique che sancisce la conclusione di una splendida giornata.
Salutati Bepi, Giuseppe e Viviana, io ed Enzo ripartiamo per il noioso ritorno verso casa; un'ultima sosta allo spuntino di campagna, e saluto anche questo prode compagno di avventura.
Un'ora dopo sono steso sul muretto di casa col naso all'insù a fumare un'ultima sigaretta e guardare un po' di stelle cadenti, in una tra le notti più limpide degli ultimi mesi.


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ALTRE FOTO:
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  • Bepi

  • Il Bostro-X, lì 01/01/2008

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