Transappenninica 2008

CATEGORIA ATTUALE:
Transappenninica 2008Transappenninica 2008
Circa gennaio, febbraio. Il freddo inverno che ancora a spallate rimandava l'arrivo di un sole giallo e caldo sembra quasi cedere di fronte alla nuova stagione motociclistica che mi si prepara di fronte. Il momento saliente sarà fine maggio, primi di giugno: Erzberg Rodeo, Cavalcata del Sole, Transappenninica. Tutti i 3 eventi si svolgeranno, pur mancando ancora date certe, in contemporanea, o perlomeno distanziati di una settimana, e c'è da cominciare a prendere una decisione. Come un partecipante ad un Grande Fratello Biker dovrò nominare due eventi e lasciarne uno. La Cavalcata del Sole mi attira molto, ma sono svariati giorni, come l'Erzberg del resto, e in quel periodo avrò difficoltà sul lavoro insormontabili, lo so già; per questo la scelta è quasi obbligatoria. Parteciperò anche quest'anno alla Cavalcata Transappenninica On-Off organizzata dal MC Pistoia, l'evento che l'anno scorso mi ha definitivamente introdotto nel mondo dell'enduro ufficiale!
Una sera apro dunque il foglio di Google Spreadsheets in cui c'è l'elenco degli eventi programmati per quest'anno, inserisco la data del 1° Giugno per la TSP, e cancello le date degli altri due eventi. Quest'anno dovrò però essere più serio! Mi propongo dunque la costruzione o a mali estremi, l'acquisto, di un porta roadbook. Tipico della mia natura è il fatto che a distanza di mesi riuscirò a costruirlo sono 3 giorni prima dell'inizio della Transappenninica.
Man mano che passa il tempo si comincia a parlarne nei vari gruppi dove sono iscritto: da buon randagio quale sono sempre stato, io sono un po' di tutti, ma non sono di nessuno. Per cui alla fine si decide: campeggio con una comitiva di EnduroStradali, corsa con la LissTA. Il campeggio scelto con gli ES è il Camping Foresta del Teso sopra Maresca, ad una trentina di km da Pistoia. Il campeggio si presenta come il tipico posto in cui uno va solo per piantare la tenda e dormire, non si parla nel sito di piscine, di feste, concerti, bar e simili; si parla però della sua altitudine, 1.200 mt sul livello del mare, si parla della foresta che lo circonda, del silenzio che lo sovrasta, degli animali che lo custodiscono. Insomma, una scelta azzeccatissima; quello che trova il campeggio, Agsuzu, è infatti un "esperto" in queste cose, mi piace molto il suo modo di viaggiare. Prende e parte, da solo o in compagnia non gli interessa.
Tutti i miei compari partiranno sabato al mattino per fare sterrati preparativi; io parto invece alle 14:30 di sabato stesso perché come preparazione ho avuto la solita ennesima mattinata orripilante in ufficio. La moto carica, imbocco l'autostrada con uno splendido sole che secondo il meteo non dovrebbe esserci...
Ancora una volta il Fiume Zero segna idealmente il mio distacco da cosa e l'inizio di una nuova mini-avventura in solitaria. L'autostrada fino a Bologna - Sasso Marconi è uguale al solito, trafficata, noiosa, ma che a tratti regala splendidi panorami sul nostro Bel Paese; "bel" veramente, del resto... In lontananza chiese, paesi arroccati, colli, pianure, montagne, 200 km di strada partendo da friuli ed hai una visione globale dell'Italia del nord.
A Sasso Marconi esco dall'autostrada e comincio a navigare con il roadbook: per testarlo, infatti, ho stampato le mappe con le indicazioni per raggiungere il camping e le ho unite per formarne un rotolo posizionato sul roadbook. Devo ammettere che è molto più comodo questo metodo dei vari fogli sparsi nella borsa da serbatoio, e d'ora in poi il porta-roadbook sarà un accessorio immancabile durante i viaggi. Il mio, seppure costruito da me (che ho coniato il metodo fai-da-me-rda), funziona alla perfezione. Si dimostrerà funzionante anche durante la TSP. E' bello quando una cosa fatta da te funziona, ti dà l'idea di aver imparato a fare qualcosa di nuovo; ora passerei tutti i giorni col trapano in mano a costruire nuovi oggetti...
Sfortunatamente, seppure il porta-roadbook funzioni, non si può dire lo stesso delle mappe e di chi le ha stampate; innanzitutto avrei potuto stare più attento a qualche incrocio, fare un ingrandimento di più, visto che le strade che ho scelto sono un po' incasinate; poi magari qualche indicazione chilometrica, qualche alternativa in caso di problemi... Invece niente; così quando, dopo Porretta Terme, perdo uno svincolo che nel livello di ingrandimento a mia disposizione non era visibile, in pratica mi perdo! Non è una novità per me, che passo più tempo sulle strade sbagliate che in quelle giuste, nella vita in generale; ma questa volta sono un po' nella cacca perché la mappa è in fondo alla sacca! Comincio dunque a vagare a caso, ma sono in montagna e non trovo indicazioni per ricongiungermi con l'altra strada. E' inutile, dopo svariati km ho due alternative, o torno indietro o mi affido al Tom Tom del cellulare; che detta sinceramente non mi piace proprio. ALla fine però opto per la seconda alternativa, sono partito troppo tardi da casa, voglio arrivare il prima possibile al campeggio per poi andarmene a Pistoia. Sono sempre di fretta - cazzo! - per potermi godere la strada.
Comunque, maledetto il momento che ho attacco quell'arnese infernale: a parte il fatto che mi ha fatto andare avanti di due km semplicemente per trovare un posto dove farmi fare inversione; poi mi ha fatto prendere una stradina bellissima ma stretta e tortuosa, con asfalto rovinato, che sicuramente non si adeguava al concetto di "percorso più rapido".
Alla fine arriverò al campeggio verso le 19:30. Parlo col tipo, entro, e mente monto la mia tenda arrivano i ragazzi degli ES. Non ne conosco uno, ma sono tutti dei simpaticoni, pure stile Veneto! Finalmente conosco anche TeoNuvola, che mi ha venduto le pedaline Touratech e che l'anno scorso mi aveva convinto ad iscrivermi alla TSP, che però poi lui non riuscì a fare.
Insomma, ridi, scherza, parla, fuma, alla fine scopro in Michele un ottimo compagni di bevuta, e ce ne andiamo al bar del Campeggio dove ci godiamo due ottime Beck's. Tento di sentire il Bepi, loro dovrebbero essere a Pistoia, ma qui al campeggio in cima al monte non c'è campo. Fatta la tenda, mi fermo un attimo ad ammirare la nuova locazione del celebre Antro del Bostro; mi dò una sciacquata in bagno, con gli altri si decide di andare a mangiare; scendiamo a Maresca che sono le nove, tento di chiamare da lì Bepi ma neppure in paese c'è campo. Ma dove siamo capitati? Be, non c'è niente di meglio che sapere che nessuno da casa ti romperà le balle al telefono! Cerchiamo un posto per mangiare e troviamo una simpatica osteria imbucata in un vicoletto medievale che ci rifocillerà abbondantemente con: focaccia, crostini ai funghi, pomodori e cacciagione, pizza. O talmente fame che quando comincio ad azzannare la pizza non mi accorgo che la mia cipolla+tonno+salsiccia è in realtà qualle ai funghi ndi Agsuzu, che per inciso neppure mi piacciono!
La notte entro nella mia tenda, accendo la luce, mi infilo a metà nel sacco a pelo e mi fumo una sigaretta circondato da quella calma dell'anima tipica dei campeggi, che non potrei più sostituire con nessun altro tipo di pernotto.
La Transappenninica
Sveglia al mattino presto. Prestissimo. Alla fine, pure troppo presto! Tutti attorno dormono, portiamo fuori le moto a spinta, alcuni partono e ci dimo appuntamento "giù". Io pensavo che "giù" fosse Maresca, ma quando vi arrivo non c'è nessuno; proseguo fino alla statale e non c'è ancora nessuno; "giù" è probabilmente Pistoia, quindi faccio il pieno di benzina e riparto. Arrivo in piazza Oplà con alcune indicazioni, visto che è nuova e in nessuna mappa reale o virtuale è segnata. Faccio la pre-iscrizione da solo, compilo il modulo di scarico responsabilità, ritiro la documentazione e mi rullo una sigaretta a fianco della mia moto mentre dò un'occhiata fugace al percorso.
Che bella sensazione! Attorno a me solo moto, il sole è ancora basso, un bel clima si respira nell'aria. Arriva prima Nesta, poi pian piano arrivano gli altri. E' venuto anche Raffaello da Prato a salutarci, e scopro che fa lavori in alluminio e si è fatto il carter della catena con la scritta Transalp! Incrocio i prodi ES che stanno partendo, io sto arrotolando il roadbook ed attendiamo Stiui che misteriosamente ritarda. Ad un certo punto mi passa davanti un personaggio mitico, del quale legge sempre gli splendidi report dei suoi splendidi viaggi: Smontic! Gli dico "Ma tu sei Smontic", lui fa un'espressione strana, della serie "Chi cazzo è questo? Dove l'avrò conosicuto?" - Lo rassicuro dicendogli che non mi conosce... Parlotto un po' con lui e Lucia, la sua morosa ed instancabile compagna di viaggio; sono due persone incredibili che quando possono partono per viaggi al limite dell'assurdo, senza paura di nulla, cittadini del mondo, veri ADVRider!
Ci siamo quasi tutti, Antonio, Mattia, Gegé, Volvolo, Bepi, Lupa, Stiui ritarda, siamo preoccupati ché non è da lui: alla fine arriva col furgone di Hammer, ha avuto un problema alla centralina. Sarà l'inizio di un dramma che gli rovinerà un po' l'umore nel corso della giornata.
Decidiamo la disposizione, Stiui che ha il roadbook più fico farà da guida, io e il Lupa in fondo controlleremo le sue scelte e staremo attenti a non perdere qualcuno.
SI comincia su asfalto, dobbiamo seguire le frecce fino al punto di azzeramento del contakm, dal quale momento solo il roadbook ci darà la strada da percorrere! Quando lo raggiungiamo azzeriamo e cominciamo lo sterrato, che si presenta subito fangoso! In alcuni tratti di sottobosco il fondo è veramente scivoloso, la cosa peggiore per il fatto che è mattino e sono appena partito... Sono ancora intontito dalle poche ore di sonno. Mi concentro più che posso, dopo un po' il fango finisce e si comincia il languido balletto lungo le pietraie toscane che tanto ho imparato ad amare.
Al termine di una salita Stiui accusa nuovi problemi, questa volta è saltato un fusibile. Ne prende uno che pensa sia di riserva e lo sostituisce - Io lo guardo, cicca in bocca (scoprirò poi che il fotografo immortalerà me e il Lupa in questo momento estremamente sportivo), e penso che fosse successo a me non saprei neanche dove cercare la scatola fusibili! Sfortunatamente quel fusibili non era per niente di riserva, ma era quello della ventola; ci dobbiamo dunque rifermare, Stiui fa un magheggio che non ho ben capito come, ma in pratica si autocostruice un fusibile, e si riparte. Facciamo ogni tipo di terreno: strada bianca, salite, discese, polvere, fango... Non c'era mai una difficoltà estrema, ma bisognava fare attenzione perché alcuni tratti erano insidiosi ed ogni leggerezza poteva diventare fatale: ne fa la prova empirica Mattia, che finisce fuori strada in una discesa fangosa... Ne esce, promette di pagare le birre dovute, e si riparte.
Che dire, non c'è molto da dire sui 150 km di strada fatti; sono senzazioni, emozioni, che non possono essere descritte. A volte incrocio i ragazzi degli ES e gli urlo "Endurostradaliiiii!" - Mi prenderanno tutti per un pazzo! Ed in effetti... Un problema di benzina ci farà perdere una quarantina di minuti, un KTM 990 obbligherà il nostro maestro a fermarsi per aggiustarlo e farci perdere altri minuti preziosi. Arriviamo al ristoro dove in fretta e furia mangiamo e sostituiamo il roadbook.
Mentre la prima tappa era di 100km, questa sarà di neanche 60km. Siccome c'è un punto che se non viene oltrepassato prima delle 15, e sono le 14, partiamo in fretta, convinti che ce la faremo. Già, peccato che da dove siamo al punto di azzeramento del contakm ci saranno (lo scopriamo alla fine, ovviamente) una quindicina di km di off-road duro, mulattiere rocciose lunghissime con tornanti, non estremamente difficili ma spossanti per il fisico, poichè non avevano mai un minuto di pausa.
Giuro, è stata devastante. Per me, che passo la settimana seduto in ufficio davanti al computer, e le serata seduto o al bar o sul divano, quella salita è stata fisicamente massacrante. Arrivati in cima facciamo un tratto in piano ed arriviamo all'azzeramento del contakm; il tipo ci fa segno di azzerare ma non lo cago per niente! Lo supero, parcheggio, mi tolgo il casco e comincio a respirare a pieni polmoni, quindi mi bevo mezzo litro di Gatorade. Sono sfinito, ed è appena iniziata! Siamo al chilometro zero e dobbiamo farne quasi 60, di off-road più duro della prima parte, con la fine che pare sia un vero casino per le bicilindriche. Ma non c'è tempo di pensare, mi giro e gli altri stanno ripartendo, abbiamo fretta, infatti dobbiamo muoverci perché non vogliamo che ci interrompano il giro.
Un po' di sterrate, un po' di asfalto, ad un certo punto il roadbook segna il passaggio attraverso ad un paese; ad un incrocio il roadbook segna di svoltare a destra, arriviamo ed un tipo ci fa cenno di andare a sinistra. Guardo l'ora: le 15:16! No! Gli chiediamo spiegazioni, ci dice che siamo troppo tardi! Ci restiamo molto male, restiamo un quarto d'ora buona a discutere sul da farsi, infatti il tipo ci dice che se vogliamo possiamo continuare il giro, ma non ci sarà assistenza! Cazzo, siamo indecisi - Tuttavia è effettivamente tardi, e se il giro è incasinato si va a rischio di finire a sera, e se succede un casino poi... è meglio non rischiare. Messa alle votazioni, decidiamo di concludere così la nostra Transappenninica. Ripartiamo ed arriviamo in Località Le Piastre dove ci attende il pranzo finale. Restituisco il roadbook e prendo la maglietta ufficiale, che indosso subito: sono fiero di questa maglietta, ma soprattutto la mia è zuppa di sudore. Parlando con qualcun altro scopriamo che l'ultimo tratto aveva anche un guado e ci insultiamo a vicenda per averlo perso! Mi siedo a mangiare e subito comincia a piovere; io non ho la tuta da pioggia, è in campeggio! Ma non è un problema, tanto devo mangiare prima. Ed ho molta molta fame!
Ecco il pasto del Bostro: 3 piatti di pasta al ragù, 2 di arrosto con fagioli all'uccelletto, 4 omelette di farina di noci imbottite con ricotta e nutella. Il tutto innaffiato da molti bicchieri di vino nero, che tracanno avidamente seduto al tavolo col Lupa.
E ad un certo punto arriva perà il peggiore momento di questi eventi: i saluti! I LissTAioli se ne vanno via tutti... Alcuni in Toscana, alcuni in Lombardia, alcuni in Veneto; resto solo io, che senza nessuno che mi attenda a casa mi concederò un altro giorno di riposo, il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana! Il progetto iniziale era concludere la TSP, mangiare, riposarmi, quindi fare una trentina di km ed andare in un campeggio sul Lago di Suviana; ma il meteo non sembra promettere nulla di buono per il giorno dopo, è tardi, saranno le 17, devo andare in campeggio e smontare tutto e rifare i bagagli, inoltre sta piovendo... Saluti tutti quanti e mi fermo al tavolo sorseggiando il buon vino... Ma non resto solo a lungo: il mitico Enrico "Presidente Endurista" mi passa davanti, mi vede solo, mi dice "Anche tu senza tuta da pioggia eh?" - Quindi prende una bottiglia di vino nuova, 2 bicchieri, e passeremo l'ora seguente bevendo vino e raccontandoci storie! Una persona fantastica, simpaticissima, di compagnia. Quando viene il momento di salutarci mi dispiace, sarei rimasto tutta la vita a correre per i monti e a parlare davanti a del vino la sera. Certo, mi manca sicuramente una cosa: una donna la donna, che faccia da riposo del guerriero. Ma arriverà... un giorno... Per ora sto bene da solo.
Me ne torno dunque in campeggio, pochi minuti dopo arrivano gli ES, alcuni partono per tornare a casa, altri si fermano fino al domani. Vado in tenda poiché sta cominciando a gocciolare, mi fumo una cicca, ripenso alla cavalcata ed agli amici, e... mi risveglio 2 ore dopo! Ero veramente spossato.
E' notte, stanno facendo una lotteria nel circolo del campeggio; vado al bar e ordino una focaccia con prosciutto e formaggio e una ottima Moretti da 66, e mentre divoro tutto all'aperto, guardando il buio, mi accorgo che i tipi a fianco non sono degli indigeni, ma sono i restanti ES. Michele mi fa cenno di raggiungerli, io ancora rintronato mi alzo e vado da loro; hanno aperto la cantina e parlano della giornata e, come si fa sempre quando si è contenti, "del più e del meno". Solo se non sei contento parli di cose serie, impegnate, perlopiù tue, ed agli altri non gliene frega in realtà un beato cazzo. Quando invece sei contento quasi ogni discorso ti interessa, ed quasi ogni discorso che fai interessa agli altri; importante è che siano discorsi leggeri.
Comincio anch'io dunque a parlare "del più e del meno" e mi sento del gruppo: questa è una delle cose che più mi piace di partecipare a questi eventi, ovvero conoscere nuove persone e far gruppo con loro.
Alla fine aprono una bottiglia di prosecco, e passeremo il resto della serata a bere e a parlare, finché la stanchezza non si impossesserà di tutti ed andremo a dormire placidamente.
Il Ritorno
Gli altri partono sul presto, Agsuzu va a Lucca da amici, ed io resto solo al campeggio. Gran campeggio, tra l'altro: il padrone ci fa pagare una cifra irrisoria, simbolica, e ci regala pure una mappa escursionistica della zona! Verso le 11:30 parto, non ho intenzione di fare autostrada. Parto con la pioggia, una cosa che odio; preferisco trovarla una volta che sono già partito, ma non alla partenza. Fortunatamente smetterà dopo una trentina di km. Da Campo Tizzolo salgo verso Porretta Terme, l'Appennino tutto attorno crea un bel panorama e strade sinuose che anche a moto carica riesco a percorrere allegramente. Un po' oltre Porretta decide di buttarmi un po' nell'interno, voglio passare tra Bologna e Modena per evitare così i grossi centri: comincerò un inisieme di strade montane bellissime, attraversando paesini minuscoli e sperduti dai nomi strani, quali Valfiorita, Fogna, Monteombraro... Da Bazzano il paesaggio comincia ad appiattirsi, proseguo verso San Giovanni in Persiceto quindi verso Cento, dove la bella rocca mi invita a fermarmi a fare una foto, quindi a mangiare un panino.
Nel bar vengo fermato da due vespisti: sono di ritorno dal Veneto, dove hanno appena fatto un VespaRaduno - in effetti per i successivi 50 km vedrò tantissime Vespa - e quando hanno visto la mia targa TV hanno pensato bene di rivolgermi la parola. Mi piace conoscere gente durante la strada; tempo fa tornando da Brescia, dal 7 Guadi di Trescore, ho conosciuto un ragazzo in autostrada con un gran bel Gilera, e che ogni tanto ho risentito... Parlando con loro scopro che al nord il meteo ha fatto molto le bizze, anche questa volta mi meraviglio della fortuna che ho da quando ho la moto riguardo il tempo; ho infatti trovato pochissime volte pioggia, e mai per oltre 50 km! Alla fine ci salutiamo e ciascuno riparte per la sua strada.
Sorpassata Ferrara comincio a dirigermi un po' a naso verso la costa, quando in un paesino appena oltrepassato il fiume Po vedo una stradina che si inerpica sull'argine. La tentazione è troppa, torno indietro, attraverso una strada bianca, mi infango un po', e fortunatamente riesco a trovarla; la strada asfaltata corre sopra l'argine ed oltre questo mi compare di fronte l'immensa distesa d'acqua del fiume, enorme, possente, veloce. Il Grande Fiume dai Due Cuori è in piena, molte piantagioni d'alberi sono allagate, molte strade bianche scompaiono sotto le acque correnti, rami galleggiano e corrono nel mezzo del letto. Comincio a correre e non riesco a staccare gli occhi dalla massa d'acqua imponente che placida avanza trascinando con sè detriti naturali e scarti dell'uomo, come nulla fosse, e a tratti se non sto attento rischio anche un tuffo! Ad un certo punto c'è come un isolotto e in mezzo agli alberi vedo una fabbrica diroccata risalente a chissà quanti anni prima; non capisco neanche come ci si arrivi, poi noto un ponte completamente invaso dalla vegetazione. Adoro i ruderi di archeologia industriale e mi fumo una cicca ammirandone le imponenti decadenze. Continuo lungo l'argine con senza più sapere dove sono, e ne uscirò decine di km dopo, proprio sotto Adria.
Passando per Cavarzere ripenso a poche settimane prima, quando lì mi sono incontrato con gli altri partecipanti all'incontro LissTA, e mi metto a ridere da solo dentro al casco di come passa il tempo e di quante occasioni ci sono per occuparlo, basta averne la voglia!
A questo punto si fa sera, e la mia gita volge al termine; arrivato a Mestre entro in autostrada e poco dopo sono a casa.
Non c'è nessuno, i miei sono probabilmente a Lignano; vado a salutare i miei due splendidi criceti, gli cambio l'acqua e gli do un po' di cibo, e loro sono contenti. Con così poco. Io per essere contento mi sono pippato 8 ore di moto, e ne vorrei altre 8.000!
Mi fumo una sigaretta in terrazzo.


Il Bostro-X
© Federico "Bostro" Bortolotti www.bostro.net
Questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
» contatti » privacy policy


Licenza Creative Commons
www.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Web Bostro.Net