Transappenninica 2007

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Transappenninica 20074^ Transappenninica 27 maggio 2007
Sabato 26 maggio, ore 6 del mattino: la moto è pronta, i due bauli laterali fissati, la tenda ed il materassino stesi sopra di traverso. Sto per partire per Pisa.
Già 3 settimane fa ero stato in Toscana per due giorni, un giretto veloce per conoscere, al RinasciTA, qualche lisstaiolo e per fare una motocavalcata lunga e snervante, ossia di quelle che ti rilassano come nient'altro al mondo. Era inoltre la prima volta che venivo a contatto con la Lissta.
Questa volta vedrò qualcuno già intravisto l'altra volta, ma perlopiù gente nuova. Perché? Perché domenica parteciperò alla mitica 4^ Transappenninica 2007, una corsa non competitiva di enduro nei dintorni di Pistoia. Mi ero iscritto inizialmente assieme ad un ragazzo di EnduroStradali, che poi però non poteva più venire; mi sono dunque associato a chi della Lissta ci andava e perché il sabato si sarebbe fatta la PreTSP2k7, ovvero un giro off di preparazione! Ovviamente è tutta una scusa, si voleva solo stare assieme a divertirsi...
L'autostrada è ovviamente noiosa, ma veloce: mi piazzo a 130 km/h - il tassello è meglio non esasperarlo troppo - e non mollo mai. Trovo tutti gli autogrill pieni di gente, non riesco neanche a bere un caffé, mi rullo qualche sigaretta e continuo diritto fino a Sasso Marconi, oltre Bologna, dove avevo già pensato di uscire.
Le strade appenniniche sono molto meglio della sardostrada, ma c'è traffico. Vorrei arrivare a Pisa per le 12:00 poiché alle 14:00 circa o prima dovremmo uscire e io non ho il numero telefonico di nessuno e magari loro pensano che non arrivo e se ne vanno. Vorrei montare la tenda subito, il tempo promette male e non vorrei trovarmi a montarla con la pioggia. Indeciso fino al giorno prima, nel campeggio non ho infatti prenotato il bungalow come gli naltri.
Insomma, il traffico lento mi spinge a rientrare in autostrada a Pistoia. Alle 12:20 arrivo al campeggio, che si trova a 800 mt da Piazza dei Miracoli, da lontano ho anche visto la splendida Torre, ma la visiterò meglio un'altra volta. Sono alla reception che prenoto la zolla di terra che diverrà l'Antro del Bostro-X quando alle mie spalle sento un rumore inconfondibile di Transalp e una voce: "Ammico di Ammoreee". Mi giro e c'è il mitico Stiui che compie inquietanti passi morbosi verso di me!!! Lo avevo conosciuto all'ultimo momento al RinasciTA e in 2 minuti mi aveva già fatto sbaccanare, effettivamente è una sagoma!
Facciamo le carte, lui raggiunge il suo bungalow, io vado a cercare un posto per la tenda, lo trovo, comincio a montarla e sopraggiunge il buon Stiui che mi da una mano. Ad un certo punto, nel silenzio pacifico del campeggio, un lieve borbottio inconfondibile ci fa capire che gli altri sono arrivati. Stiui va a accoglierli, io intanto finisco di montare la tenda e scarico la moto preparandomi al giro pomeridiano. Guardare il mio angolo di prato, coperto dalle fronde degli alberi, la tenda montata e la moto a fianco mi fa sentire un po' come il Nick di Hemingway in "Grande fiume dai due cuori", quando montata la tenda si sente soddisfatto: "Quella cosa era da fare. Ed ora era fatta". Ritorna Stiui con i due nuovi arrivati, non li conosco se non per averli letti nella Lissta, sono il Lupa e Beepi, due della VeneTA. Convenevoli, saluti, battutine, ci stiamo già gasando (o perlomeno, io!). Una volta pronto arrivo al punto di ritrovo, il bungalow di Lupa e Beepi, lì conosco anche Fabiosky e Dijetto, rivedo anche Luciano Madlux che avevo conosciuto al RinasciTA e che mi dici "Ti piace allora la Toscana eh?" - Ok, ragazzi, capisco la situazione: sono tutti simpaticissmi e piacevolissimi!!! Nel frattempo Stiui arriva Stiui, che si era assentato per vestirsi da fuoristrada: sembra un marziano! E' vestito tutto in azzurro, come la sua moto, e ha un incredibile casco da enduro cromato con visiera azzurrata. Insomma: Dijetto è un portento di battute, Lupa ne ha sempre una pronta, Fabiosky e Beepi sono due persone calme e pacate con cui non so perché ma ti senti subito a tuo agio, MadLux è uno spettacolo di giovialità e Stiui una sagoma! Che gruppo! ANdiamo all'ingresso dove ci raggiunge Volvolo, che non conoscevo ma che si dimostra essere un simpaticone nonché mago dell'off nonostante le gomme stradali.
Si parte per il soft-off del pomeriggio che in realtà di soft non ha niente! Lo scopro subito: questi ragazzi hanno una scala di giudizio sull'off che non coincide con la mia! E' come se loro, partisserò dal livello 2 non considerando il mio livello 1, non so se mi spiego. La strada è una pietraia con massi a punta che emergono di colpo, salite e tornanti. Alla prima pausa sono distrutto, guardo la gomma davanti e vi trovo un sasso incastrato tra i tasselli: ti piace la roccia eh, motoretta? Arrivati in cima cosa c'è? Un incredibile zona ristoro con parco giochi per bambini e persino le giostre!!! In un posto raggiungibile solo con fuoristrada!!! Come Obelix intono il ritornello: "Sono Pazzi Questi Toscani"! Ci raggiunge lì intanto anche Nesta, mago dell'off conosciuto anche lui al RinasciTA con Antonio. Mangiamo, beviamo, ridiamo, tentiamo di tirare qualche sarda alla tipa dietro il banco che però è piuttosto fuggevole, infine torniamo al campeggio stanchi morti. Io chiamo un mio amico cui dico che le nostre imprese sul Tagliamento, che sembravano eroiche, sono in realtà una cacata pazzesca: gli altri mi sentono e ridono e qui ha genesi il motto di queste giornate: Magico Tagliamento!. Molti di noi hanno fatto molta strada, è meglio chiuderla qui e prepararsi per la cena. Torniamo in campeggio, doccia, e già la pancia brontola. Al ritrovo per la cena arriva il mitico Antonio Ant#1 che era il mio unico punto di contatto durante la comparsa al RinasciTA ed è proprio come lo ricordavo: altissimo, piacevolissimo, simpaticissimo! A cena facciamo una bella compagnia. Ma come è possibile che da una semplice passione per una moto si riunisca negli anni un gruppetto così affiatato e splendido, in cui appena entri ti senti a tuo agio??? Non capisco, e si che io sono sempre stato un po' un orso in queste cose, sto molto a socializzare e fraternizzare, invece con loro ti senti subito parte di qualcosa che non sai immediatamente cos'è ma è reale. Salutiamo Ant#1 che la domenica non ci sarà, Dijetto che dorme da un'altra parte, Madlux che dorme a casa sua e torniamo al campeggio. Io e Stiui ci fermiamo al bar e in quel momento arriva Mattia a bordo del suo KTM Lc4 Adventure, partito verso le 20 da Padova!!! Un pazzo!!! Incredibile: questo gruppo mi piace sempre più e so che domani sarà una giornata campale.
La notte nella mia tenda sono un po' nervoso: penso che domani sarà dura, oltretutto comincia a diluviare, fa freschetto, mi fumo l'ennesima cicca con la testa che sbuca nella veranda della tenda di Lidl che va proprio bene... Il mattino alle 6:15 mi vede sveglio, fresco sicuramente no ma in pace col mondo. Smonto la tenda, mi lavo, preparo la moto e raggiungo gli altri all'ingresso. Partiamo per Serravalle Pistoiese, partenza della TSP. Il paesino è arroccato su un monte, molto bello, ha una rocca in cima e dappertutto ci sono moto da enduro. Noto con piacere che ci sono molti bicilindrici grossi, le Transalp sicuramente dominano, ce ne sono dappertutto... CI consegnano il numero e il roadbook, attacco al numero al cupolino, tento di capire cosa dovrò fare col roadbook, carico i bagagli nel furgono dell'organizzaizone e comincia il briefing:
- leggete il roadbook;
- non ci sono segnali;
- se ci sono segnali non dategli retta;
- buon divertimento e grazie di aver partecipato.
Ti senti di colpo parte di qualcosa che fino a qualche tempo fa leggevi nelle riviste. Si fanno alcune regolazioni alla moto, io vedo tutti che toccano qualcosa e allora, nel dubbio, giro la vite del minimo con aria impegnata! Ad un certo punto... Si parte!!!!
Incredibile: all'inizio c'è il posto in cui azzerare il contakm per sintonizzarlo col roadbook che è iperprofessionale! Infatti io non ci capisco una sega: eleggiamo un navigatore che è MadLux, in seguito saremo soddisfatti della scelta perché non avrà mai un tentennamento. Alla prima curva con salita di polvere un contadino comincia a lamentarsi; con la mente vado al povero Marco Badiali e mi chiedo se anche qui potrà esserci qualcosa di simile. E' assurdo, penso, ma c'è tanta, troppa gente assurda in giro. In un rettilineo vedo una Transalp semidistrutta sul bordo della streada che sgarfa, ma noto che non ha tanti problemi; è solo che ha delle gomme Anakee da strada, scopro in seguito che è un personaggio fuggevole della Lissta, è KK che per principio monta solo gomme stradali! Poco oltre mi affianco a lui perché la sua moto fa un rumore strano, lo sente anche lui e in seguito capiremo essere la catena. Comuqnue, si comincia subito con sentieri, strettoie, tornanti terrosi, pietraie, ghiaino bastardo. "Sarà un bel casino" penso, ma il bello deve ancora venire. La pioggia della notte, quella che sta arrivando e la nebbia che imperversa più in alto hanno tramutato dei tranquilli sentieri terrosi, che dovevano essere i tratti rilassanti, in lingue melmose, fangaie lunghissime in cui la moto scoda terribilmente. Rivado con la memoria alle mie due cadute nel fango, e spero che non mi succeda niente. Ad un certo punto c'è una strada con due canaloni, mentre penso che se finisco in quello di sinistra sono fottuto di fronte a me il Lupa si rotola!!! PANICO!!! Tento di mettere la moto sul cavalletto ma la melma in terra non me lo consente! Da dietro fortunatamente arriva Gatto, compare di Dijetto, che era ancora sul solido e riesce ad aiutare il Lupa. Si prosegue, ogni tanto di si ferma perché qualche BMW decide di occuparsi ed ovviamente quei bisonti occupano tutta la lingua di terra che attraversiamo. Le fangaie lunghissime sembrano non finire mai, quando poi trovo anche le curve fangose, le salite o le discese capisco che non devo più solo stsare in piedi, ma per sopravvivere dovrò mettere in pratica tuttti i consigli datimi la sera prima dagli altri ragazzi. Dopo una curva, in un punto, c'è persino un'auto rovesciata, ed il pensiero immediato è stato: "Ma se lei è finita così, io cosa ci sto facendo qui?!?". Non c'è risposta, per cui spalanco il gas sul fango della curva e procedo.
Ogni tanto succede qualcosa di strano: il gruppo si ricompatta, davanti si vede uno che parte e sparisce, gli altri guardano qualcosa, noi in fila inidetro attendiamo il nostro turno. Capisco che quelli sono i momenti critici! Noi viaggiamo in un gruppo di otto, ma ogni tanto ci accorpiamo ad altri che ci raggiungono o rimangono indietro e questi momenti sono tipici: quando ci sono salite critiche sdrucciolevoli o fangose ci si ferma e uno solo va avanti, in modo che non viene investito da altri che cadono e così gli altri possono aiutarlo se cade. La prima legge dell'enduro è infatti la solidarietà. Accertati che chi è dietro di te ci sia ancora, non ostacolare gli altri, aiuta sempre e tieniti in posizine di aiuto nei passi duri, informati quando vedi uno fermo. Altro che religioni! Non mi sono mai sentito così assistito! Alcune altre cadute si susseguono, guardo i minuti per capire quando avverrà la mia anche perché stiamo ovviamente andando molto piano: dopo mezz'ora avevamo fatto si e no 6-7 km! E ad un certo punto, durante una discesa piuttosto ripida, con fondo non proprio solido e buia nel sottobosco, succede: pinzo troppo sul posteriore, la moto scoda, perde aderenza e mi cade a destra. Punto un piede sul bordo della strada e riesco ad appoggiarla sul fondo lievemente. Fabiosky, che ha visto la scena, decide di darmi una mano ma è difficile perché c'è molta pendenza. Provo da solo, ma come la sollevo comincia a scendere. Fabiosky mette la sua moto sul cavalletto, ma si sbilancia e cade anche la sua; comincio a correre verso la sua moto e ovviamente, coi comodi stivali da Enduro, arrivo da lui praticamnete col culo! Un tipo con un'Africa Twin ci vede, si informa se è tutto a posto e, rassicurato, prosegue. Solidarietà endurista! Tiriamo su la sua, poi la mia, e ripartiamo. All'urlo di Magico Tagliamento vengo accolto dagli altri cui racconto l'avventura! Si riparte.
Ad un certo punto c'è un altro assembramento: mi chiedo, in coda, quale sarà la difficoltà questa volta. Vedo tutti che guardano in avanti e ogni tanto uno sparisce di colpo. Quello che più mi lascia perplesso sono le urla: della gente urla??? Ma che cazzarola succede?!? Arriva il mio turno, arrivo sul bordo della discesa e con orrore guardo la piccola cunetta con rocce che emergono e il torrente che vi scorre subito sotto! Cristo!!! Un guado!!! Il torrente è anche piuttosto lunghetto, ma è la discesa iniziale che mi impensierisce. Accelero subito? O aspetta di essere sceso? E se poi però affondo? Sul fondo ci sono infatti solo sassi e cocci. Prima di me c'è uno con una Caponord e morosa/zavvora, quindi non posso neanche più di tanto prendere esempio da lui! Fabiosky, angelo custode che mi è stato sempre alle spalle per darmi man forte, interviene: "Bostro! Ce la puoi fare! Devi fare così: scendi e in prima tirati in piedi, culo indietro e spalanca il gas! Non mollarlo mai!" - Mi ha già gasato. Intanto scopro anche che le urla che sentivo sono gli altri, dall'altra parte del guado: "Bostrooooo!!! Magico Tagliamentooooo!!!" - Fabiosky mi ripete: "Puoi farcela" - La tensione diventa adrenalina, mi punto, lascio che la moto faccia la discesa, metto i piedi sulle pedaline, tocco l'acqua e spalanco il gas, forse anche un po' troppo perché non riesco neanche ad alzarmi che vengo sbalzato indietro dall'accelerazione! Le acque si aprono, sono il Mosè degli enduristi! Sento la moto che scalpita, la gomma che gratta sui sassi, spalanco ancora, arrivo alla fine del guado, giro perché l'uscita è in curva e... sono fuori!!! Ho fatto il mio primo guado impegnativo! Gli stivali si sono lavati dal fango, era effettivamente fondo, gli altri mi danno pacche sulle spalle e ridono, "Magico Tagliamento!" e vado a parcheggiare, mentre dal motore si alza il vapore dell'acqua del torrente. Che emozione indimenticabile! Scendo dalla moto e vado anch'io ad incitare Gatto a Fabiosky, che comunque non ne ha bisogno perché ha una guida molto sicura di sè. Dietro i caschi si vedono solo occhi che ridono, chi non ha il casco sta palesemente ridendo come un bambino. Dio che divertimento!
Il mio fisico, ottimizzato per la vita da ufficio al PC, comincia però a cedere e quando mi trovo a fare una lingua di terra che pare un canion e scende ripida e fangosa sono veramente in crisi. Per qualche minuto continuo a scendere in prima col cambio che mi chiede pietà.... Alla fine superiamo le ultime fangaie, un piccolo lembo d'acqua corrente e ci troviamo in un paesino che, come altri già incrociati, vede alcuni degli indigeni sulla porta di casa a guardarci sorridendo, e i bambini ci fanno "l'Ok" con le dita! Questo è un altro momento bello della corsa: i cittadini l'apprezzano, ho visto vecchietti guardarmi soddisfatto quando emergevo dalla boscaglia sporco di fango, bambini incoraggiarmi quando c'era la nebbia, famiglie intere a guardarci dalle porte o dalle finestre. Era bello.
Insomma, attraversato il paese scopriamo che siamo arrivati alla zona di ristoro a metà percorso. Mangio due panini, una specia di omelette fatta con farina di castagne e imbottita di ricotta e Nutella (una prelibatezza squisita), bevo un thé freddo ed un caffé e comincia la conta dei danni. Dijetto ha la catena stirata, io ho stirato il fisico, KK ha a sua volta problemi alla catena, Fabiosky come me accusa il colpo, il problema è poi l'orario: in 5 ore abbiamo fatto i prima 62 km, ne mancano altri 60 circa!. A che ora torneremo a casa? Ovvio, il percorso non era pensato per la pioggia, col secco l'avremmo già finito, però è andata così. Io, Gatto, Dijetto, Fabiosky e KK decidiamo di ritirarci. Torneremo a Pontenuovo, l'arrivo, per mangiare, io penso che partirò subito. Gli altri continuano, ma scopriamo dopo che faranno una 15ina di km e poi dovranno mollare perché, come partiamo dall'area di ristoro, comincia a diluviare. Il viaggio fino a Pontenuovo lo facciamo sotto il diluvio. Arrivati là completamente fradici ci attende una mini-sagra organizzata per noi, ci regalano la maglietta ufficiale, ci danno da mangiare (pasta pomodoro+olive+capperi, fagioli, salsicciotto e arrosto di maiale, condito tutto con vino buono e acqua) e ci asciughiamo. Con solo 30 € di iscrizione abbiamo mangiato come ludri, abbiamo avuto una maglietta e ci hanno organizzato un giro incredibile. Il lucro in questa corsa proprio non trova dimora... Una corsa organizzata da amici e cui partecipano gruppi di amici, che diventano a loro volta amici.
La festa volge al termine, ci raggiungono gli altri, mangiamo, beviamo qualche grappa, prendiamo i bagagli, prepariamo le moto, i primi a partire sono l'insuperabile Dijetto con la catena in dubbio e il placido Gatto, saluti e baci, anzi baci no, lascio KK con un cenno del capo ad oliare la catena della sua incredibile Transalp 600 gommata stradale per scelta, a risentirci, grazie di cuore, speriamo di rivederci presto. Per me i saluti sono sempre tristi, soprattutto in questo caso in cui ho appena conosciuto gente splendida che rivedrò chissà quando, perché col lavoro di cacca che faccio il tempo libero è veramente poco. Forse a settembre ci sarà un raduno, chissà se riuscirò ad andarvi. Lo spero, perché merita fare un giornata in compagnia di queste persone e a fare enduro non competitivo. Chissà, forse il bello è proprio poter giocare col fango come i bambini; però al posto dei Lego noi abbiamo bisonti da 200 kg sotto il culo che stanno su solo se scarichi al suolo al momento giusto tutti i 50 cv. Alla fine ripartiamo, un ultimo saluto a tutto col casco in testa, un sacco do caschi i cui occhi ridono e che si salutano. Partiti. Siamo io, Lupa, Beepi, Mattia e super-Fabiosky. Quest'ultimo è il primo a lasciarci; poi è la volta di Lupa a Rovigo; a Padova vanno via anche Mattia e Beepi. Rimango solo. Mi fermo in un autogrill prima della tangenziale di Mestre, indosserò il sottocasco perché le nuvole sopra il friuli sono proprio brutte. Fumo una sigaretta, e già c'è malinconia per la gita appena conclusa. Arrivo a Codroipo un po' zuppo, sono le 21:30 circa, non ho voglia di andare a casa, vado al bar in stazione a mangiare un panino e bere qualche birra, raccontando a Thomas che mi ha raggiunto tutta l'avventura così la racconto anche a me stesso per l'ennesima volta.
Che dire: un'emozione unica, irripetibile, anche perché era la mia prima volta a fare enduro di gruppo e impegnativo... Ho in seguito spedito un'email di ringraziamento al MotoClub Pistoia per l'organizzazione ineccepibile, se la meritavano, e mi hanno risposto quasi subito ringraziandomi. Insomma, ora sono tornato in ufficio, sono passati solo due giorni ma lunghi quanto un anno, fuori la mia moto è sotto la pioggia e con le gocce d'acqua scende anche un sacco di fango. Stasera la laverò. Ed a quel punto anche questa cosa sarà fatta. Era da fare, ed era dura. Ma dopo sarà fatta. E avrò chiuso i conti con la mitica 4^ Transappenninica 2007.
Oltre alle mie foto ci sono anche quelle fatte da Beepi e da Dijetto, due scattate dal fotografo ufficiale dell'organizzazione, infine una rintracciata dal Lupa quasi per caso nel forum di Lc8.org.


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