Lago del Predil 25/04/2018


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Per sfruttare la giornata di festa straordinaria infrasettimanale ho deciso di unire, come già fatto, moto e pesca, andando sul Lago del Predil via Val Raccolana e Sella Nevea.
Lago del Predil 25/04/2018

Lago del Predil 25/04/2018

Per sfruttare la giornata di festa straordinaria infrasettimanale ho deciso di unire, come già fatto, moto e pesca, andando sul Lago del Predil via Val Raccolana e Sella Nevea.
Arriviamo troviamo il sentiero libero e percorribile, avevo un po' di timore in merito viste le forti nevicate dell'inverno ma la neve era ormai già sciolta. Dubito però che la Forestale passi da queste parti spesso, visto che a metà del sentiero troviamo, proprio sulla carreggiata, il cadavere già quasi completamente "consumato" di un capriolo, cosa che ci fa sperare che alla sua morte non abbiano contribuito né Mirtillo né Francesco, due orsi popolari nella zona.
Si gettano le esche, Betta e Pera con esche vive, io rimango invece ormai sulla strada scelta ovvero spinning con amo singolo senza ardiglione per poter effettuare un rilascio totale dell'eventuale pescato.
Rispetto alla nostra avventura dell'anno scorso Lago del Predil l'acqua è più alta e la spiaggia che avevamo a suo tempo trovato è molto più stretta: di negativo c'è però non tanto questo, tanto il bagno non si fa visto che l'acqua è gelida, ma il fatto che l'acqua fonda è molto molto lontana e bisogna dunque lanciare lontano. Io a spinning ho ovviamente vari problemi a farlo.
Dopo alcuni lanci, però, noto alcuni pesci che seguono furtivamente i miei artificiali. Non capisco cosa sono, sono lontani, ma ad occhio dei salmerini perché vedo dei riflessi rossi.
Lancio più lontano che posso e da lontano appunto li vedo comparire dall'oscurità di acqua o alghe, seguire interessati con movimenti scattanti il mio Martin n.6 e poi fuggire senza nesusn attacco. Però lo seguono anche avvicinandosi.
Qui è l'anima dello spinning: capire che cazzo vogliono, se sono interessati per mangiare, per controllo del territorio, per semplice curiosità. Seguendo i consigli letti in alcuni libri o siti internet, comincio ad animare l'esca per vedere come reagiscono, e a cambiarla. Individuo così un certo tipo di esca che desta più la loro attenzione di altre. Innanzitutto devono essere piccole, poi splendenti ma non troppo vistose: suppongo perché da un lato i pesci non sembrano grandissimi, dall'altro perché probabilmente se troppo vistosi li spaventano un po'.
Comincia la caccia. Prove di diversi artificiali, prove di diversi recuperi.
Con un pezzo ho un riscontro ottimale tant'è che ad un certo punto ne riesco a beccare uno, sento la beccata ma forse ferro un po' presto, o forse l'artificiale è grande, vedo il pesce partire e la pancia argentea risplendere ma è un secondo poi l'esca è libera e il pesce pure se ne va di corsa.
Faccio una pausa, e provo un'arma che non ho ancora mai provato in un ambiente reale: la canna da mosca.
Nonostante il vento, nel complesso riesco a lanciare bene. Peccato alcune cose: la coda di topo con gli esercizi fatti in capannone si è molto deteriorata; il finale a forza di tagliare nodi sarà diventato lungo 70cm e siccome era un pezzo unico conico, ora all'estremità è grossissimo; la mosca è uno streamer da lago cinese che sembra una foglia marcita! Però ho un riscontro anche con quello, peccato per l'attrezzatura perché forse avrei potuto avere la mia prima cattura a mosca ma avrei dovuto sistemare la attrezzatura a casa tempo prima, minchione che non sono altro: la coda di topo ormai si muoveva male, il terminale troppo corto e grosso non faceva lavorare bene lo streamer, peccato perché i salmerini lo seguivano. Perlomeno sono soddisfatto dei miei progressi.
Torno allo spinning con una lattina di birra nuova, forte dei risultati raggiunti provo un altro artificiale, un ondulante da trout area dai riflessi blu elettrici, e subito vedo una differenza. Regolo un po' il recupero e... taac! Abboccata secca a vista, ferrata, e il pesce è mio, breve combattimento e porto a riva un bellissimo piccolo salmerino. Lo slamo subito, tanto l'amo è senza ardiglione, Alessandro mi scatta una foto, chiamo la morosa che però non mi caga (in realtà stava legando un amo e non poteva mollarlo), quindi lo metto in acqua e lo ossigeno un po'.
Rilasciare un pesce è bellissimo: lo tiri su che dev'essere da un lato stanco per la lotta, dall'altro terrorizzato. Appena lo appoggi in acqua non succede nulla, bisogna muoverlo un po' avanti e indietro per ossigenarlo e calmarlo. Di colpo il pesce, rilassatosi, parte a razzo e lo si vede muoversi svelto sgusciando come un serpente, contento e sorpreso di aver recuperato la libertà e tutto succede così velocemente che tu rimani con le mani vuote quasi deluso per la mancanza chessò... di un saluto.
Sarà l'unica cattura della giornata, ma ne sono contensissimo.
Tra l'altro cattura fatta con: canna Caperlan Essential Predator 2.4mt da euro 5.99 - mulinello Shimano Catana 2500 in offerta su Amazon - filo Caperlan 4x4 verde da 0.2 - artificiale da trout area sempre Caperlan. In tutto penso di aver avuto totali 35/37 euro di attrezzatura!


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