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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)

Summer Enduro Fest 2008


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Bellissima festa del gruppo 7 Guadi, la prima di due giorni, la mia preferita!
Summer Enduro Fest 2008

1° Summer Enduro Fest by BancaGigi

Prologo
Sabato 30 agosto 2008, ore 6.00: suona la sveglia in casa Bostro, e questo losco individuo grugnisce e si alza. "Ma chi me lo fa fare?". Un ruttino, ultimo sfogo delle birre della sera prima, e mi avvio in cucina. Un caffé e quattro biscotti, lavori indicibili in ufficio (leggi: il bagno), e comincia il duro processo della vestizione. Il giudizio del Bostro è perentorio: "L'enduro sarà anche fico, ma i vestiti da enduro sono un pacco assoluto".
La moto è già carica, le moto sono sempre più belle quando sono cariche di bagagli! Casco ben allacciato, luci accese anche di giorno, ed il Bostro - ma senza impennare - è di nuovo per strada, attraverso ancora una volta la piazza di Codroipo vestito da pagliaccio, con altrettanti pagliacci attorno che mi guardano perplessi, e l'avventura ha inizio.
A San Vito, andando verso il casello, una deficiente tenta di ammazzarmi, ma concludendo solo col toccarmi le valige laterali col paraurti mente sono in corsa. Al semaforo successivo il Bostro tenta la replica ma viene sommerso da degli aggressivi "Scusa, eh?!? Ti ho detto scusa, sai?!?", insomma, oltre ad essere stato quasi ucciso mi sono beccato anche un chilo di merda in faccia, ed io al mattino non sono di buon umore. Quando il Bostro scende dalla moto e si avvia a passi celeri verso l'auto la tipa pensa bene di ingranare la marcia e passa col rosso, dileguandosi all'orizzonte.
Imbocco l'autostrada sbadigliando e mi ritrovo per l'ennesima volta in ritardo con alcune centinaia di km d'asfalto da fare: la meta è Borgo San Giovanni, in provincia di Lodi, dove il mitico BancaGigi ha organizzato uno dei suoi eventi. Non sono ancora riuscito a partecipare a nessuno di questi, ma siccome la mole di stronzate che scrivo nel gruppo è ormai troppo grossa, è giunto il momento di associare a questa il mio faccione da ciccione...
Il fiume Zero ancora una volta riceve dal Bostro, mentre lo attraversa, la solita domanda: "Ma chi cazzo ti ha chiamato così?". La strada continua rognosa con la solita ordinaria amministrazione: una fottuta coda di alcuni km in prossimità di Quarto d'Altino ed al casello. A Padova c'è la ovvia pausa cicca, quindi si riparte. Non posso fare tardi, poiché devo incontrarmi alle 10:30 a Mantova con Mighe degli EnduroStradali. Ci arrivo con poco ritardo, una cosa rara per me, e si riparte alla volta di Borgo via statale. Spero proprio, questa volta - vedi TSP 2008 - di non continuare la raccolta punti per vincere la bicicletta!
Arriviamo a Borgo e subito sono colto da quella particolare emozione che mi prende sempre quando arrivo in uno di questi elementi: emozione, paura, orgoglio, trepidazione, un insieme di sentimenti piuttosto scombussolanti la mia fragile psiche. Troviamo subito il fettucciato ed il campo che sarà adibito a tendopoli di questa, come è stata soprannominata, Woodstock dell'Enduro. Immediatamente mi metto a petto nudo e con i calzoni mimetici ed i sandali, una gioia da guardare, insomma!
Io e Mighe diamo subito un saggio della grande astuzia Furlano-Veneta: "Piantiamo la tenda là, sotto l'ombra dell'unico albero presente!". I furbi si riconoscono subito! Infatti, non pensiamo che essendo le 13 quell'ombra forse domattina non sarà lì. Ed infatti, al mattino dopo, saremo quelli più esposti al sole, con persino il trasparente della veranda rivolto a Levante... Lasciamo perdere...
Arrivano Marzio, Remo, Hammer, Fabbri, SSilvia, Luigi, Gegè ed il Clone. A dire la verità, io non sono pienamente certo che Gegè ci sia stato, perché ogni volta che parlavo con lui in realtà scoprivo che era il Clone. Però, tenendo conto che il Clone si è dimostrato bastardissimo, poiché mi diceva di non essere Gegè solo alla fine del discorso, allora forse in realtà era veramente Gegè che tentava di evitarmi! Bo!
Si comincia ad organizzare, il fettucciato è enorme, il sole ancora più enorme, il caldo poi è mastodontico. Cazzo, non ho bevuto niente da stamattina, è il primo pomeriggio e sto impazzendo. Arriva BancaGigi che mi piazza un falcetto in mano e io, sull'orlo della disidratazione assoluta, mi metto a tagliare l'erba con un vigore completamente assurdo visto lo stato in cui ero; tipico di un friulano, che in testa ha solo il lavoro... Dopo quasi mezz'ora sono impresentabile. Dico a Gigi che vado in paese a prendere dell'acqua, ma mi dice che non serve perché sta arrivando il furgone con la griglia e i liquidi alcolici e non! Ok, ottimo. Il furgone arriva un po' in ritardo, però, così comincio a scroccare liquido vari a destra ed a sinistra. Scusate ragazzi!
Alla fine, stremato dalla sete, decido che è inutile stare lì in piedi contandomi le unghie dei piedi in attesa dell'agognata acqua. Così mi vesto di nuovo coi comodi vestiti dell'endurista, e parto a fare un giro di ricognizione. Il fettucciato mi ha fatto la stessa impressione fattami al 7 Guadi: "Io torno a casa"! Incredibile! Curve strette, terreno quasi sabbioso, montagne di paglia, una discesa strappamutande ed un salto in cui mi sono quasi piantato col paracoppa... Allucinante. Ancora più allucinante la sabbia sollevata dalle moto, in pratica non ci si vedeva un cazzo! Stare dietro ad uno era come stare in spiaggia dietro ad un cane che deve disotterrare un osso!
Ritorno alla tenda con 4 volte la sete iniziale e i denti intrisi di sabbia. Mi rimetto la mia divisa da militare nel deserto dei barbari, e ricomincio a fumare che almeno placa i morsi della fame. Nel frattempo si fanno le coppie, poiché la prima gara sarà a coppie: si entra da due ingressi diversi, e dopo un po' di curve ci si incontra nel percorso e lo si finisce scannandosi l'un l'altro. Io non mi ero neanche accorto che c'erano due ingressi!
Finalmente arriva l'acqua! Mi affretto verso il furgone, e riesco ad accaparrarmi una bottiglia: chiedo quanto costa, e mi dicono che è ad offerta. Cazzo! Mi ero dimenticato! Quanto mettere??? Guardo la bottiglia che vorrei bere in fretta ma non posso che devo pagarla e non so quanto. Non posso mettere troppo, perché so che continuuerò a bere acqua e birra per tutto il giorno; ma neanche poco, perché non sarebbe giusto. Il problema è che non so i costi degli elementi singoli! Alla fine chiedo anche una birra e lascio soldi in abbondanza. In totale quel giorno berrò circa 8-10 bottigliette d'acqua! tenendo conto che ho cominciato a bere verso le 16, che ho bevuto anche molte birre e un sacco di vino, non è male come media!
Gigi chiama tutti, c'è da fare il briefing. Appena vediamo che i cartelli segnaletici ci identificano come partecipanti alla "Corsa del Latte", quasi vogliamo tornare a casa! Ma ormai siamo in ballo, il briefing finisce, il silenzio pure, ed anche la magnifica pausa prima della tempesta: il 1° Summer Enduro Fest è ufficialmente cominciato!
La gara a coppie
Il sole è violento, sento la pelle che comicnia a bruciare, ma non c'è tempo di lamentarsi, comincia la festa e la prima coppia parte, sollevando un'ondata enorme di polvere che va a coprire la vista, e si sente solo il rumore delle moto che corrono. Vado a vestirmi, sono debolissimo, la sera prima una festicciola in piazza, birre ed un toast. Poi 4 ore di sonno, e 10 ore con pochi liquidi e solo 4 biscotti. Sono le 17 e sono praticamente distrutto. Il mio primo avversario sarà Hammer. A Mighe è capitato un campione; che sfiga.
Mi appresto alla linea di partenza ed ovviamente scelgo la parte iniziale che non ho provato. Ma la novità è sempre la cosa più bella! Faccio la corsa dando il meglio di me, e ne esco vittorioso su Hammer! Ci facciamo i complimenti con grasse risate, perché siamo tutti qui a divertirci; Michele intanto sorseggia la sua birra dicendomi "Che sfiga, hai vinto così hai un'altra corsa ed io devo bere da solo!". Bastardi questi veneti, però! Sono uno straccio, la tensione e la fatica della corsa mi hanno sfasciato e continuo a bere acqua come un'idrovora. Il mio secondo avversario è il Remo K-Williams, un essere inquietante, senza fissa dimora nè fissa donna nè fissi pensieri! Senza che se ne accorga gli taglio i tubi dei freni, così alla seconda gara lui alla prima curva si schianta contro un albero rompendosi tutte le unghie dei piedi e io ne esco ancora vittorioso. Il mio terzo avversario è un tipo con una BMW 1150GS gialla con le ruote stradali che va via come un treno. Mi giro verso Mighe che continua a sorseggiare birre... "Tranquillo amico, non ti lascerò bere solo ancora a lungo!" - Ed infatti alla partenza faccio una cappella enorme ed il tipo all'incrocio mi è davanti; potrei provare a superarlo, ma non sono qui per morire schiacciato sotto i suoi cilindri, ed oltretutto va via come un treno! Incredibile, con quelle gomme! Una cosa spaventosa! Gli sto attaccato al culo fino alla fine ma non c'è nulla da fare... Il Bostro è eliminato! Non mi fermo neanche a fargli i complimenti, vado dritto alla tenda e mi strappo di dosso tutti vestiti. Sono fradicio di sudore, la gola è piena di sabbia, i calzettoni sono attaccati ai piedi e quasi li spacco tentando di toglierli. Alla fine, in tenuta soldato afgano emarginato ritorno all'ingresso e faccio i miei compliemtni al tipo. Veramente un gran pilota! Subito dopo sono da Mighe: "Birra". E comincio ad assumere liquidi: una bottiglia d'acqua ed una di birra, un panino, un'altra birra, altra acqua, birra, birra, acqua, acqua, birra, birra, acqua, panino. E intanto la gara va avanti. Cazzo, alcuni sono veramente bravi! Max boero con la sua Transalp altissima va come un treno, il suo amico/fratello "Il Dio Sumero" è parimenti impressionante, con la sua guida in piedi fatta di grandi derapate. Gegè ovviamente con la sua guida pulitissima fa scena. Edo degli Argini va invece come un treno. Le donne stupiscono per la gran tenacia e l'abilità di Giada mi fa quasi vergognare di me stesso.
E fu sera e fu mattino: primo giorno
Scende la sera, cala il sole sulla combiccola di gente; le ultime coppie improponibili si affrontano. Bicilindrici contro monocilindrici, cross contro moto da viaggio, ma ne resterà soltanto uno! E uno rimane, infatti. Mentre la nube di polvere è ormai stabile tra gli ultimi raggi del sole, le zanzare si levano a rompere i maroni, l'odore di cipolla e salsiccia si fa più forte, l'ultima coppia si sfida in una gara veramente mozzafiato, e ne uscirà vincitore un tipo veramente bravo, che non ricordo chi fosse nè che moto avesse poiché ero impegnato a mangiare e bere!
E mentre il rumore dei motori si attenua e la polvere comincia a cadere lenta sulla pista, attorno alla griglia si crea un nuovo mondo. Un po' di caos si forma alla "cassa": infatti, è tutto ad offerta libera, ed ovviamente questa decisione getta nel caos molti, tra i quali il sottoscritto. "Quanto metto?" - "Che sia troppo poco?" - "Che sia... troppo?" - "Avranno il resto?" - "Mi avranno visto mettere i soldi?" - Ed intanto i soldi nella cassa aumentano. E finalmente il crepuscolo avanza più veloce, e se ne va, ed è notte. Attorno ad un tavolo io e Michele gustiamo il suo vino ungherese assieme ad altri personaggi... Si parla ovviamente di moto, motori, viaggi, regolarità, enduro, cross, gare del passato, abitudini di una volta, gare di oggi.
In questo momento emerge lo spirito più genuino di questo sport emerge: uno sport in cui chi è in vantaggio si ferma ad aiutare quello dietro che cade, in cui tutti prima di gareggiare vogliono conoscersi l'un l'altro, in cui ai nickname letti su internet si associano facce. In cui le esperienze si condividono, ed in cui io mi pento di aver comprato la mia prima moto a 31 anni e non molti anni prima. Nel fettucciato al buio ricompaiono alcune moto, i Fratelli Sumeri corrono cronometrandosi a vicenda, pazzesco. E parla parla e riparla, mangia una bistecca, un panino, bevi un taglio, andremo a dormire verso l'una di notte, stanchi e soddisfatti come non mai!
Domenica: guerra al cronometro ed alla guida perfetta!
E' domenica, ci svegliamo in mezzo al campo un po' rintontiti. Michele mi fa subito i complimenti per non aver russato! Andiamo in un bar del paese a fare colazione, e quando torniamo le iscrizioni per la prova cronometrata sono già cominciate.
In pratica funziona così: hai un numero attaccato sulla moto, numero che non toglierai per molti mesi perché in piazza farà veramente molto fico! Parti quando ti dicono loro, ed il cronometro comincia a correre. Non sei più contro qualcuno di visibile, ma sei contro un nemico invisibile, che non riesci a renderti conto di quanto corra, e quindi tu corri semplicemente di più. Ma è un "di più" astratto, perchè non sai se stai correndo abbastanza, quindi il "di più" diventa un circolo vizioso poiché ad ogni "di più" c'è sempre un "di più" maggiore. Arrivi a fine gara coi crampi e la tremarella alle dita, e non è finita, perché ti aspetta il percorso di trasferimento, ovvero un giro ad anello per campi e cascine fatto per riportarti all'inizio e non farti annoiare.
Veniamo alla prova del Bostro: parte come un treno, e pochi secondo dopo fa una curva e nota alle proprie spalle una nuvola di polvere. Una enorme Africa Queen elaborata lo segue a velocità mostruosa. Il Bostro tira, e tira ancora, e si sente soddisfatto: infatti il curvone al termine del rettilineo questa volta non lo fotte. Anche la lunga curva larga non lo coglie impreparato, dopo il gomito ingrana subito la seconda e comincia a farla pulitissima, gamba stesa, moto inclinata, la moto va che è un piacere, il motore risponde preciso. Arriva la discesa, il Bostro la fa tranquilla, la curvone, arriva il salto: e arriva anche il disastro! Il Bostro prende ovviamente il alto sinistro, dove non c'è la canaletta bastarda, ma lo prende un po' troppo "allegro". E' la sicurezza della prossima fine gara che lo fotte! La moto salta un po', non molto, ma quanto basta per farlo arrivare troppo veloce e lungo alla prima curva, a destra per la precisione. La curva il Bostro è costretto a farla larga, è troppo veloce, solo che subito dopo c'è anche una curva a sinistra, ed il Bostro non riesce in tempo a spostarsi sul lato sinistro: conclusione, seconda curva fatta di merda, con la moto che arranca a troppo bassi giri... E non è finita, perché c'è un'altra curva a destra, ma la moto ha rallentato parecchio, e il Bostro quest'ultima curva si ritrova a farla a una velocità quasi imbarazzante, come stesse andando a funghi! Esce dal fettucciato con l'Africa che ormai ha guadagnato terreno, ed il Bostro subito si rende conto di aver perso tanto, tanto, tanto tempo. A fine giornata il verdetto è pietoso: 69°! Che sfiga! Vabbè...
Ma non c'è tempo per pensare, si parte per il trasferimento. Davanti al cimitero ci fermiamo a spingere le moto, come dettoci dal mitico Sindaco del paese, per rispetto a dei decessi appena accaduti. Il passaggio dentro la fabbrica abbandonata è emozionante, adoro questi ruderi di archeologia industriale, non so perché. Subito dopo un ponticello, una curva a sinistra, e si corre su una lingua di terra tra un campo di pannocchie e... dell'erba alta a sinistra! Le pannocchie a destra mi toccano il manubrio, provo a spostarmi un po' a sinistra, e la ruota dietro che scarta mi fa scoprire che quella a sinistra non è erba alta, è un fosso! Provo a tornare su, ma la gomma non sale e continua a scendere. Penso: "Se mi fermo rischio di volare nel fosso con la moto sopra!" - Provo a salvarmi ma niente da fare, la moto scivola nel fosso e non posso fare altro, in definitiva, che seguirla ed accompagnarla io stesso. Alla fine mi troverò dentro il fosso sommerso da quella fottuta erba, veramente alta!
Quattro angeli mi aiuteranno, con non poca fatica, a tirare fuori il bisonte dal fosso, e con loro ho ancora aperto un debito di birre, che onorerò, spero, al 7 Guadi!
Grande figura di cacca del Bostro, comunque, che dopo pochi metri già crepa! Si riparte, il percorso è veramente un casino, questa volta non serve solo il motore, ci vuole anche tecnica per portarlo a termine; salite e discese ripidissime, che si concludono spesso con curve, mettono a dura prova la nostra esperienza. La cava di sabbia ci dà l'impressione di correre sopra ad uno spesso strato di borotalco, ma lì non soffro particolarmente, abituato alla sabbia ed alla ghiaia del Tagliamento. Soffro invece sulla salita, che non riesco a fare per la poca luce a terra della mia moto. Ma gli altri come hanno fatto? Chiaro, c'era un'altra salita più fattibile un po' a sinistra, ma io sono pirla e le cose facili proprio non le vedo mai in tempo!
Ed ora viene il numero del Bostro: una discesona di circa 5 mt., che termina con curvetta a destra. Il Bostro ovviamente non fa la curva perché perché aderenza con la moto, e finisce in una buchetta a gran velocità. Conclusione: esco dalla buchetto con la moto in volo, sulla sinistra l'espressione del mio "pubblico" è tra l'atterrito e il divertito. La moto ricade al suolo, faccio una fatica immane per tenerla in piedi, ma alla fine ce la farò! Un salto impressionante.
Riparto, ma poco dopo noto qualcosa che non va: c'è un fosso profondo alla mia sinistra, e poco più avanti vi noto dentro dei caschi che si muovono. Guardo in basso e capisco subito che se uno è caduto lì dentro sono cazzi acidi: sarà profondo 3 metri almeno! Ed infatti, Baldi ci è finito dentro. Moto veramente mal messa, la issiamo sulla stradina a fatica, in 6. Baldi è intontito, non ricorda cosa è successo, ma non è per niente lucido, ce ne accorgiamo da come ci guarda e ci parla. Ma il dramma non si è ancora concluso: guardo Baldi, lui mi dice "Mi fa male la spalla", la guardo, e dalla maglietta si vede che spunta qualcosa, e mi immagino ovviamente un osso. Mi gira la testa, per queste cose sono veramente impressionabile. Anche gli altri se ne sono accorti, ma nessuno gli dice niente. Alcuni lo riportano su asfalto, e mandano a chiamare l'Ambulanza. Dopo un po' ripartiamo, ma tra la stanchezza di portare la mia moto, di toglierla dal fosso, di togliere quella di Baldi, sono veramente massacrato, e mollo un po' l'acceleratore, finendo il giro praticamente quasi disidratato e comunque con calma. La conclusione del dramma accade quando devo ripassare davanti al cimitero: mi fermo allo stop, raccolgo le forze, accelero e spengo il motore e, messomi in piedi, prego perché l'inerzia lo porti più avanti possibile. Devo ringraziare il fatto di aver appena ingrassato i cuscinetti, forse, comunque spingo la moto in definitiva giusto per una decina di metri. Ma sono troppi lo stesso. Arrivo al campetto ormai senza forze, e quando mi dicono che le altre manches sono state annullate lo ammetto, si, lo ammetto, sono stato felice!
Sentivo le tempie pulsare e schiacciarsi dentro al casco, la pettorina/sadomaso era ormai troppo stretta per l'ampliarsi del mio costato che le premeva contro, le gambe tremavano. Ho portato immediatamente la moto a fianco della tenda e mi sono tolto tutti i vestiti. Quindi, a notizia dell'annullamento pervenuta, mi sono tolto anche il resto ed ho ripreso i sandali, mi sono rullato una cicca e con calma e pacatezza mi sono diretti verso il chiosco, da dove ho ammirato la corsa degli Ape Cross bevendo birra e mangiando panini con salsiccia e cipolla rossa.
The End!
Il pomeriggio ha cominciato a trascorrere sornione, ormai io e Michele sapevamo che la festa era finita. Mentre smontavamo le tende vediamo il Ciaccia che faceva dei giri di prova del fettucciato e abbiamo iniziato a prenderlo in giro, alché lui è venuto nel nostro angolino e sul momento pensavo mi volesse spaccare la faccia; è pure grosso, cazzo! Invece non aveva sentito quello che gli urlavamo, ed ovviamente noi gli abbiamo detto che gli facevamo i complimenti. Mentre parlavamo col bravuomo è arrivato anche il miti Gigi organizzatore dell'evento, ed abbiamo cominciato a parlare delle due giornate trascorse, delle fatiche per ottenere i permessi, la storia delle "mountain bike" e della "corsa del latte" ci fanno sbellicare dal ridere. Poi lo salutiamo, deve tornare a casa dalla famiglia, noi pieghiamo la tenda, rimontiamo i bagagli sulle moto, salutiamo un po' di amici, e con Ciaccia e i fratelli pazzi Max e "Dio Sumero" andiamo a berci una birretta in un centro commerciale di Lodi.
Foto di rito del gruppetto degli alcolisti (escluso Mario che è un analcolico! Pfui!) e io e Michele ripartiamo per casa. Ed ovviamente di ciò non c'è bisogno di raccontare nulla, visto che è stata una lunga e noiosa tirata d'autostrada.
Così finì il mio 1° Summer Enduro Fest!
Epilogo
Due giorni senza lavarmi, sotto al sole continuamente, con sempre gli stessi vestiti, e con uno spesso strato di polvere che continuamente mi ricadeva addosso. Quando sono arrivato a casa alle 22:30 ero impresentabile. Mi sono fiondato in cesso, innanzitutto. Quindi, dopo una riposante cicca in mutande seduto in giardino, mi sono avviato verso la doccia.
Be, posso dire una cosa: trovare l'acqua calda assente, e anche lo stesso flusso d'acqua alquanto povero, è stato quasi tragico... Il momento più terribile dei due giorni...


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