XIX Cavalcata della Monfa 2008

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Comincia un po' per caso. Il 5 aprile ci sarebbe un giro di M&Tour gemellato con EnduroStradali, e mi iscrivo. Partecipo anche alla ricognizione. Ma casini sul lavoro che emergono in seguito mi fanno desistere dal partecipare, che mi farebbe perdere tutto il giorno, e non posso. Trovo dunque un'alternativa, per non stare a secco di terra quel week-end: la mitica "Cavalcata della Monfa"! La cavalcata d'enduro è una corsa non in pista; della Monfa me ne ha parlato Fabiosky alla Cavalcata Transappenninica l'anno scorso. Mi iscrivo la notte prima della scadenza, mi preparo per bene; alla Cavalcata partecipano anche due amici della LissTA, ma ci vediamo là il giorno stesso, mentre io devo arrivare la notte prima, e la domanda è "Dove dormire?" - Mario Ciaccia mi propone una super-figata: l'anno scorso lui ha dormito in una palafitta sul letto del Po. Se parto per le 13, riesco ad arrivare a Casale Monferrato molto prima del buio, e quindi se la trovo dormo lì, altrimenti mi avanza ancora tempo con luce solare per raggiungere il campeggio che ho trovato a 35 km da Casale!
XIX Cavalcata della Monfa 2008XIX Cavalcata della Monfa, 06/04/2008
Comincia un po' per caso. Il 5 aprile ci sarebbe un giro di M&Tour gemellato con EnduroStradali, e mi iscrivo. Partecipo anche alla ricognizione. Ma casini sul lavoro che emergono in seguito mi fanno desistere dal partecipare, che mi farebbe perdere tutto il giorno, e non posso. Trovo dunque un'alternativa, per non stare a secco di terra quel week-end: la mitica "Cavalcata della Monfa"! La cavalcata d'enduro è una corsa non in pista; della Monfa me ne ha parlato Fabiosky alla Cavalcata Transappenninica l'anno scorso. Mi iscrivo la notte prima della scadenza, mi preparo per bene; alla Cavalcata partecipano anche due amici della LissTA, ma ci vediamo là il giorno stesso, mentre io devo arrivare la notte prima, e la domanda è "Dove dormire?" - Mario Ciaccia mi propone una super-figata: l'anno scorso lui ha dormito in una palafitta sul letto del Po. Se parto per le 13, riesco ad arrivare a Casale Monferrato molto prima del buio, e quindi se la trovo dormo lì, altrimenti mi avanza ancora tempo con luce solare per raggiungere il campeggio che ho trovato a 35 km da Casale!
Ho comunque un'alternativa: Danilo "MassaT", che abita a Casale, mi dice che se voglio mi ospitano nel campo da cross della città; sempre Mario mi dice che lì ci sono anche dei veneti che conosce di fama. Io, veneto mancato, vengo tentato da questa notizia! Inoltre un altro tizio conosciuto in un forum mi dice che anche lui è all'addiaccio, e lo invito a venire nel campo da cross anche lui, col permesso di MassaT ovviamente... QUando poi l'orario della mia partenza si sposta alle 14:30, e trovo pure in serie: la coda in tangenziale, lavori a Brescia, lavori a Piacenza, lavori ad Alessandria, capisco che sono ormai tardi per andare a cercare la palafitta; le colline stanno per nascondere il sole, mi fiondo dunque al campo da cross (il buon Google Maps anche questa volta non sbaglia), arrivo che Matteo vi si è già installato, conosco i veneti, monto in fretta e furia la tenda e riesco a fare la foto a questo nuovo Antro del Bostro che già fa buio.
Mi accendo una cicca e mi fermo ad ammirare questo nuovo posto in cui mi trovo ancora una volta da solo: la mia fida tenda, la mia fida moto; ho tutto ciò che mi serve a portata di mano.
Le voci gioviali dei veneti mi avvisano che è pronta la pappa: mi hanno infatti invitato a mangiare e bere qualcosa con loro; sono un gruppo di ragazzi simpaticoni che hanno fondato un gruppo, www.motobrucoendurista.it, una di quelle realtà motociclistiche che si trovano su internet così belle e che riesco ad offrire l'opportunità di andare in posti diversi in qualsiasi momento con la certezza di essere accolti con un sorriso e piacevole compagnia! E questi qui offrono tutto e di più: scopro che uno di loro è un beciaro e non si smentisce, luganega superba, pancetta, bistecchine, fagioli con la cipolla (dio che buoni), polenta, vino bianco, nero, ed infine grappa. Facciamo festa fino a mezzanotte con Carletto, il padrone della pista da cross. In proposito, quando Carletto dice che il giorno dopo si parte proprio con un giro di pista da cross mi viene male: è incasinatissima! Alla fine allegri d'umore e di tasso alcolico andiamo ognuno nella proprio tenda, il giorno dopo la sveglia è per le 7.
Fuori l'aria è gelida, santo dio che gelida, mi sa che avrò freddo! Non ho neppure portato via il materassino, nella frenesia di portare via meno roba possibile! Mi infilo nel sacco a pelo, lo chiudo fin che posso e poco dopo mi addormento, ma non dura molto. Il freddo mi sveglia poche ore dopo, comincio a rigirarmi nel sacco in attesa che Morfeo torni, e gira di qua gira di là, sento un "ziiiiiiip" e con orrore scopro che si è spaccata la cerniera del sacco! Non ho neppure una pila per tentare di riparare il danno, ma anche a mani nude capisco che è irrimediabile: suppongo sia il cursore, non riesce a chiudere bene la cerniera, che si riapre da sola... Dopo mezz'ora buona di inutili tentativi mi piego all'amaro destino, indosso la calzamaglia e la sottomaglia termina, la giacca della tuta, i calzettoni di lana, mi infilo alla meno peggio nel sacco bestemmiando sonoramente, dando la colpa a Louis.de dove ho fatto l'acquisto senza neppure pensare che forse sono stati i fagioli con la zivola, metto il giubbotto sopra e tento di riappisolarmi. Penso di aver dormito si e no 4 ore in tutta la notte, anche meno. Faccio sogni allucinanti, i miei criceti muoiono rosicchiando la ruota a casa della mia insegnante di pianoforte, sogni fortunatamente interrotti dalla sveglia del cellulare.
Quando al mattino esco dalla tenda trovo tutto ghiacciato: la moto, la rugiada, l'acqua della mia bottiglia, la tenda!
La temperatura è andata nettamente sotto lo zero... Mi metto addosso ogni abito, il sole è ancora dietro la collina della pista, prendo la carta igienica e le salviette e mi dirigo verso i bagni dove onorevolmente svolgo il mio dovere.
Ci svegliamo tutti, prime cicche, ci vestiamo, partiamo, arriviamo nel piazzale di Casale verso le 8:30 e vi è già un'infinità di moto. Solo la sera scoprirò che c'erano ben più di 1.400 partecipanti! Trovo subito Stiui, poi arriva anche Hammer che questa volta per stare più sicuro ha lasciato a casa la Transalp ed è venuto con una Husaberg cattivissima.
Appena espleto le formalità dell'iscrizione e mi sono metto la pettorina ufficiale mi rendo conto di essere ancora super-assonnato e rincoglionito come poche altre volte dalla combinazione di sonno-freddo-alcol-stanchezza. Saluto i super-amici veneti, qui le nostre strade si dividono, causa diversità di moto ed esperienza di guida, ma c'è la promessa di rivederci sul loro forum e fare qualche altro giro assieme!
La tensione non lascia tempo di pensare a queste cagate, si parte! Arriviamo dopo pochi chilometri al campo da cross, io getto la spugna per il giro in pista, sono rincoglionito, fisicamente sono assente (la vita di ufficio non mi fa molto bene) e preferisco risparmiare le forze; ci sono molte moto racing e pochi bicilindrici, intuisco già che sarà dura! Mentre Stiui fa il giro in pista (è una iena in fuoristrada) cominciano le prime avvisaglie del dramma: la moto di Hammer si spegne, gli dà problemi al minimo e non va in moto. La batteria è scarica e con la pedivella non c'è storia; lo spingiamo e si accende, ma lui non è molto convinto delle prestazioni. La moto al minimo si rispegne: un'altra spinta e va, ma siamo tutti corrucciati.
Si parte: e subito comincia il mio dramma! E' un casino! Le strade sono molto sconnesse, salitone e discesone, ripide entrambe. La terra è secca e solleva nuvoloni di polvere, i mini-ahola mi volano a lato e sollevano l'inferno, ma come cazzo fanno a vederci qualcosa? Rischio di ammazzarmi quando entro in un canalone smosso che non vedevo per la nuvola, rallento dunque per distanziarmi e vedere finalmente che tipo di fondo sto attraversando ed è una terra secchissima e finissima, simile alla sabbia; la consistenza è uguale! Cazzo-o-o! Capisco che questa volta devo dare il massimo: il problema... è che il mio massimo è questo! Ok, allora do di più e fanculo! Ma no! Ma si! Ma no! Ma si! Nel frattempo l'adrenalina entra in circolo, io mi sono completamente svegliato, e comincio ad andare via meglio, molto meglio: faccio esperienza del terreno e comincio a sentirmi più sicuro ed a divertirmi! E che razza di divertimento: è uno spettacolo! Saliamo in cima ad enorme colline e ne ridiscendiamo per sentierini stretti quasi in linea retta, vedere in lontananza la linea di moto è affascinante. La moto di Hammer però continua a dare rogne, alla fine è costretto ad alzare il minimo ma facendo ciò di riflesso deve fare le curve con la frizione tirata e dunque piano. Si ferma qualche volte, una spinta e va subito, ma si capisce che c'è qualcosa che non va, ed è un peccato perché si vede che si sta preoccupando, ma la corsa è veramente troppo bella e non si tira indietro. E paradossalmente è proprio questo lo spirito: in queste cose devi mettere in preventivo che può succedere qualcosa, qualsiasi cosa; ma finché non accade, non c'è, ci penserei se e quando accade.
Stiui va via come un treno, è incredibile come riesce a guidare il Transalp come fosse un monocilindrico!
Passaggi di collina, passaggi di campo, stradine ai margini del Po, sentierini di bosco terrificanti, non capisco come riescano a creare un intero percorso di 120 km! Sono dei grandi! E' tutto troppo divertente, mi sto divertendo come un matto, solo ogni tanto penso che alla fine dovrò spippolarmi di nuovo i 450 km del ritorno dei quali, secondo il meteo, circa 200 sotto la pioggia!
Ma ad un certo punto si conclude il dramma, in un sentierino impervio di bosco troviamo Hammer fermo: la sua moto ha fatto kleng-kleng e si è fermata. Che fare? Dove siamo? Pensiamo al da farsi: di tornare indietro non se ne parla, in quel sentierino rischiamo di fare un frontale con gli altri partecipanti... Non possiamo fare altro che salutarlo ed andare avanti fino al prossimo posto di controllo per avvisare l'organizzazione e vedere cosa possono fare. Hammer proseguirà un po' a spinta, magari il sentiero finisce subito dopo la curva, chi lo sa. Ci salutiamo e partiamo: scopriamo che il sentiero non finisce per niente, c'è una grossa discesa da affrontare... In seguito troveremo qualcuno, ma nessuno dell'organizzazione saprà darci una mano, rimandandoci ai loro colleghi più avanti. Infine arriviamo dopo circa 6/7 km al punto di ristoro, e qui uno ci dice che non possono fare niente, è troppo pericoloso con tutte le moto che corrono. Ma in fondo a tutti ci sono le "scope", e loro lo aiuteranno. Un amico di Hammer d'accordo con lui però abbandona la corsa per andare a recuperare il furgone ed andarlo ad aspettare in una statale che dovrebbe incrociare se riuscirà a passare la discesa a moto spenta. Ora, mentre scrivo, ancora non so com'è andata in seguito, perché per me si era ormai fatto tardi, erano le 12:30 ed eravamo a metà percorso, io dovevo ancora smontare la tenda...
Sono così costretto mio malgrado a salutare tutti, rimpiangendo la seconda metà di quella splendida cavalcata, ma non devo chiedere troppo a me stesso. Mentre mesto da solo me ne torno a Casale penso che se voglio fare queste avventura con questi tempi devo cominciare a fare un po' di ginnastica: ma sarà la millesima volta che lo penso, e la panza continua a testimoniarmi che il pensiero è rimasto tale!
Arrivo al campetto da cross, disfo la tenda, Carletto mi vede e viene a salutarmi, parlottiamo un po', così nel frattempo io mi riposo un attimo. Anche Danilo, che chiamo per informarlo che con Hammer è tutto bene o male risolto, viene a salutarmi! Sono tutti gentilissimi, è incredibile, e dire che non mi hanno mai visto, ma neanche io li ho mai visti, neppure i veneti! Eppure in queste avventure ho sempre fatto amicizie, c'è un argomento comunque - quello del fuoristrada - che chi non lo fa non può capire, e questo argomento ci lega tutti prima ancora di conoscerci.
Alla fine dopo esserci salutati almeno 4 o 5 volte, arriva il saluto definitivo, e riparto: ho messo tutta la mia roba nella sacca da viaggio per proteggerla dall'eventuale pioggia. I primi km sono duri, mi secca troppo essere andato via, ma faccio un lavoro di merda che mi richiede tempo e presenza continua, e non potevo fermarmi di più. Oltre l'autostrada vedo le colline e mi immagino di passarci attraverso le sterrate che le solcano. Mi fermo a far benzina dopo 70 km e mi fumo una sigaretta, e mi rendo conto che sono proprio stanco e mi mancano ancora quasi 400 km!!! Che razza di coglioni!!! Il resto è routine: correre, fermarsi, far benzina, parlottare con qualcuno, bere un caffé, chiedersi perché gli autogrill sono sempre pieni di immigrati: dove vanno? da dove vengono? ma che cazzo ci fanno sempre in autostrada?
Arrivo alla fine della Lombardia, alcune nubi si addensano, mi fermo a fare benzina e metto l'antipioggia preparandomi al peggio; ma le nubi si diradano! Ma come, ieri il meteo metteva certissimamente nuvola+fulmine+goccia, ed invece c'è il sole?!?!? Ma porca puttana la meteorologia non si spaccia per scienza?!?!? Mentre avanzo lungo il veneto e quasi sono a Mestre penso che, contrariamente a quanto pensa la gente, la filosofia non è l'unica scienza inesatta! E così, km dopo km, autogrill dopo autogrill, arrivo finalmente a Codroipo alle 21 e vado in un bar a mangiare un panino, e qui vengo accolto in sequenza da:
  • un compagno-di-bevute esaurito;
  • un pazzo
  • due amici cacacazzi
  • un esaurito

  • In definitiva: 1.200 km circa per 50 km di sterrato tra amici e una cena con dei veneti? Io sono disposto a farlo, mi piace, lo rifarei domani se potessi. Se a qualcuno non va, non lo faccia. Punto. Non ho mai cercato l'approvazione di nessuno, né la voglio. Mi basta divertirmi, e quando faccio queste cose mi diverto ogni volta come un matto! La cosa che forse più mi piace di queste avventure è che quelli che vi partecipano (per via di un processo di selezione naturale) non hanno bisogno di competizione, sono lì a fare qualcosa che gli piace, non devono dimostrare niente a nessuno, non devono vincere o perdere nulla.
  • Foto di KorradoK
  • Parola di Carletto!


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