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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)

Discesa del Tagliamento 29/01/2017


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Avevo provato tante volte a farla, ma senza successo per vari motivi. Questa volta ce l'ho fatto, con la mia magnifica Africa Twin!
Discesa del Tagliamento 29/01/2017

Discesa del Tagliamento 29/01/2017

Ci avevo provato tante volte, ma non ero mai riuscito a farla. O mi mancava la compagnia, o avevo problemi sul lavoro che mi obbligava ad essere reperibile, o avevo casini sulla moto.
L'ultima volta è sempre emblematica: avevo appena finito di rimontare la mia Honda XR600R dopo averla smontata per pulire il cilindro e il carburatore da uno sfortunato viaggio in Tunisia. Con l'occasione le avevo anche fatto il cambio olio forcelle, sostituzione mascherina, sostituzione fanale posteriore, cambio paramani, cambio olio e filtro olio. Era un gioiello.
Era venerdì sera: sabato avrei avuto casino sul lavoro per cui venerdì ho detto "Bene, ora faccio l'ultimo controllo al livello dell'olio". Mi reco alla moto, do le classiche due o tre spedalate per mandarla in pressione (da qualche anno avevo smesso di usare la leva del decompressore) e quando mi accingo a dare la spedalata decisa per accenderla sento la pedivella cedere di colpo, scendere, e non tornare su.
Non capisco cos'è successo, rimango un attimo senza parole: guardo la pedivella, e resta giù. La tocco, e si muove libera.
La diagnosi è rapida è indiscutibile: molla di ritorno rotta.
Rimango senza parole. Non è possibile, questa moto è sfigata, ho solo avuto rogne, come aggiusto una cosa se ne rompe un'altra a caso.
Per un attimo sto per tirarle una pedata, ma mi trattengo.
Spengo le luci, vano in ufficio, mi collego al sito dell'assicurazione e sospendo la moto, il giorno dopo ho acquistato i ricambi, mesi dopo ho fatto il lavoro quindi l'ho svenduta liberandomene per sempre.
Quest'anno non voglio saltare la cavalcata. Col fido Mighe ora giunto alla Verità del Bicilindrico la faremo tutta, tornando come ai vecchi tempi.
Il destino però sembra non voglia proprio farmela fare. Parlo col gommista perché mi ordini delle gomme da enduro assurdamente tassellate anche se illegali, perché la settimana prima vado a fare un salto in grava e la trovo piena di acqua e di fango.
Quando vado dal gommista a vedere ciò che ha trovato, mi presenta due Karoo 3: penso che avrei anche questa volta dovuto ordinarle sul webbe ma dioboia... Vabbé, sostituisco l'anteriore con un MT21 che combina subito ma per il posteriore ormai sono tardi e mi chiavo.
Mercoledì mi viene la bronchite. Venerdì mi viene il raffreddore. Sabato ritiro la moto e arrivato a casa ho anche un po' di febbre.
E' pure un periodo di gelo e la notte la temperatura va abbondantemente sotto zero, mentre durante il giorno lo supera non di molto.
Ma me ne sbatto il cazzo dio bove questa volta non mi incula.
Fatto di medicinali come un tossico appena arrivato a Kathmandu domenica alle 8:30 sono in moto per campi che vado verso Bugnins: i campi sono tutti gelati, anche la mia moto era ricoperta di uno strato di ghiaccio che mi gela il culone.
A Bugnins incontro tutti, il resto è storia.
Bugnins-Dignano tutto di letto del Tagliamento, con crampi alla mano che a un certo punto mi costringono ad accelerare solo con pollice ed indice perché le altre dita sono inservibili dure come di pietra.
Sotto al Ponte di Dignano sosta pane salame e tagli di nero grazie alla magnifica organizzazione degli amici di EnduroStradali!
Da Dignano si ridiscende, un pezzetto di camionabile giusto per accelerare un po' i tempi, quindi di nuovo letto. Perdo la compagnia attendendo un ragazzo che si era appoggiato a terra, e mi ritrovo a vagare per il fiume da solo per un bel pezzo di strada, finché al Ponte della Delizia reincontro Mighe e il Balla. Attendiamo il resto della compagnia ma non arriva nessuno, si riparte e gli altri due tirano come merde e io ormai non ce la faccio più, ho i muscoli che mi fanno male in tutto il corpo, le braccia rotte, le mani non ce la fanno più e a volte mi scappa pure dalla manopola, fa freddo e caldo contemporaneamente e dovrei soffiarmi il naso ma se mi fermo qui sono perduto perché è più incasinato ed è pieno di acqua e guadi e questi due mi abbandonerebbero al mio destino di morte certa, per cui mi ritrovo con il casco pieno di muco del naso che è ormai tappato.
Ci ritroviamo, causa acqua, sul versante sbagliato del fiume e così finiamo dentro una cava di ghiaia che è il Dio-Delle-Fangaie e dopo mezz'ora buona riusciamo ad uscire facendo i pezzi più inquietanti di tutta la cosa in una polta che sembra formata da interi camion di diarrea di vacca.
Per fortuna l'organizzazione prevede, sotto al Ponte di Morsano, un magnifico chiosco con panini con la salsiccia, salame cisato, frico, e vino nero in abbondanza!
Al ritorno a casa sono distrutto, ma contento.
Grazie di tutto ragazzi, mitico Mighe grande compagno di avventure anche se comunque ciò non toglie che TI ODIO.
Mentre dormivo sul divano la mia morosa mi ha poi confidato che ero talmente immobile e silenzioso che mi ha messo le dita sotto al naso per capire se respiravo, o se ero morto!


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