Cave del Predil e Bovec 12/04/2015

Per dare una smossa al forum AfricaTwinFVG.it volevo fare un giretto domenica. Avevo pensato a Cave del Predil perché c'era stata una frana e volevo vedere com'era, e avevo anche l'alternativa di Resia visto che l'ultima volta, ad aprile 2013, la neve mi aveva bloccato.
CATEGORIA GALLERIA: MOTOGIRI ON
Cave del Predil e Bovec 12/04/2015
Per dare una smossa al forum AfricaTwinFVG.it volevo fare un giretto domenica. Avevo pensato a Cave del Predil perché c'era stata una frana e volevo vedere com'era, e avevo anche l'alternativa di Resia visto che l'ultima volta, ad aprile 2013, la neve mi aveva bloccato.
Neanche a farlo apposta vedo un post del grande Michi75@ che voleva proprio fare Cave del Predil. Lo contatto, e ci mettiamo subito d'accordo.
Domenica mattina mentre in bagno seduto sul trono espletavo i miei doveri di panzone vedo un messaggio del grandissimo Franco Diws amico di vecchia data, che vorrebbe aggregarsi.
Ci ritroviamo alla buona a Gemona, e partiamo. La salita verso Cave non la facevo da tanto è mi è ancora una volta rimasta nel cuore perché la strada magnifica e perfetta è incorniciata in una natura carnica selvaggia e spietata. Una sosta nei pressi di una cascata mi fa tornare in mente un Giro per il Triglav del 2006 con amici ormai dispersi. Il sole mi spacca il cazzo e le foto non riescono a rendere onore a quell'angolo di paradiso.
Saliamo verso Cave ma prima facciamo una deviazione per visitare le Malghe Montasio, che però non raggiungiamo causa neve.
Ripartiamo superando sella Nevea dove gli ultimi sciatori vanno a godersi l'ultima neve.
A Cave però la strada è chiusa. Quando arriviamo un gruppo di tedeschi agguerriti sostano di fronte alla barriera di New Jersey. Sono tre Harley guidati da fotonici biker grassoni e con elmetti da guerra al posto del casco regolamentare, e un pazzo su una Ninja che ci guarda e urla "Ai go luuchin!" e con una sgommata degna di Despres scavalca un dosso di terra aggirando i New Jersey e parte facendo sbraitare la sua marmitta. "Col cazzo se va lui vado anche io" e parto per la stessa strada. Su alcun tornanti mi vede e cominciamo la salita assieme, c'è un po' di terra e la strada è sporca ma si va, fino ad un punto in cui c'è il nastro che blocca la strada, due ruspe di traverso, e subito oltre si vedono i guard-rail sfondati della frana. Avevo visto una foto, e non era una cazzata: una montagna di terra era crollata sulla strada ricoprendola e portandosi via nel dirupo alcuni pezzi di lamiera. Tuttavia la strada è già riaperta, è sporca e devono sistemare i guardrail ma è fattibile. Michi e Franco nel frattempo ci hanno ragigunto, parlo col crucco e si decido di proseguire: lui era proprio un eroe, non si è fermato di fronte a nulla! Urla, ride, passa sotto al nastro e riparte: noi, con le moto altissime, ci mettiamo un attimo di più, slalom tra le ruspe e lo raggiungiamo che sta smontando una catena alla fine della strada. Ma ormai il gioco è fatto, da lì a un km c'è il confine e partiamo salutandoci, perché lui torna indietro ad avvisare i suoi amici che è tutto fattibile.
Passiamo il confine superando illegalmente l'ultimo sbarramento sul lato sloveno e subito ci si apre la vista sui terribili monti del Triglav, tutti a picco, e c'è la salita del Mangart tutta innevata, altra strada che da anni vorrei fare e non ho ancora fatto.
Scendiamo passando sull'orrido fatto già nel giro del 2006 e arriviamo a Bovec dove decidiamo di fare sosta.
Troviamo un bel ristorantino, ma soprattutto veniamo accolti da un angelo sloveno: bella, bionda, simpatica e gentile, con un gran lato B e due magnifici tesori abbondanti e ballonzolanti sul lato A, e comincio ad immaginare immediatamente di farla mia, vendere tutto ed andare a vivere con lei in Slovenia tra boschi e cevapcici! Il posto è questo: http://goo.gl/maps/ZczJI
Il pranzo è ottimo: io ordino una Pleskiavica perché la adoro, più un piattino di cevapcici e patate in tecia con cipolla magnifiche; Michi uno spiedino serbo piccante che ha un aspetto (e un sapore) degni di un re; Franco una trota impanata che viene presentata in maniera degna di MasterChef e che lui dice che è pure ottima, e l'aspetto ciccioso me lo conferma. Poi dolce, io prendo dei cosi che non ricordo come si chiamano ma che sono sostanzialmente un misto fra gli strucchi e i cjarsons, mentre franco prende la Gubaniza e mi segno che la prossima volta devo prenderla anche io perché è magnifica. Caffé, grappa, più un'altra grappa offerta, e sono lì a parlare con 'sta tipa che con la grappa che sto bevendo si spaventa e dice "Attenzione, guidate piano!" e io la rassicuro che una grappa così per me è come una goccia nel mare e lei allora sorridendo e abbassando lo sguardo "Speriamo, perché mi piacerebbe rivederLa" e io sono completamente rapito e quindi baldanzoso risalgo in sella pippando come un idiota dalla mia cicca elettronica.
La pausa pranzo è stata lunga per cui il giro è finito, scendiamo fino a Kobarid per farci un aperitivo al Kamp Lazar che è sempre bello, quindi ci salutiamo e rientriamo a casa non prima di aver riempito al massimo i serbatoi con la economicissima benzina slovena.
Ti amo, Slovenia!

Il Bostro-X, lì 12/04/2015




© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS