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Solitaria 07/09/2014

Introduzione

Solitaria con nebbia e vestiti inadeguati!
CATEGORIA GALLERIA: PIANCAVALLO-CANSIGLIO
Sterrato del Piancavallo-Cansiglio 07/09/2014
Fine dell'estate anticipata, poiché d'estate quest'anno se n'è vista veramente poca roba!
Mentre a casa cazzeggiavo con la spugnetta e lo sgrassante in cucina e guardavo il cielo azzurro leggermente velato, e lontani i monti scuri, mi è girato il cazzo e sono partito.
Per dove? Volevo andare a fare lo Sterrato che da Piancavallo porta al Cansiglio. Si, ho messo la "S" maiuscola e non a caso: quello è il mio sterrato. Come vedete dalla apposito galleria vado a farlo spesso. Mi piace. Ci sto bene. E mi piace ancora di più farlo da solo: lo faccio con calma, a volte apro un po' ma solo per stare in piedi o uscire dallo smosso, altrimenti lo faccio guidando in piedi col motore che brontola sommessamente al minimo. Spesso lo spengo, mi fermo, mi siedo su una roccia e fumo una cicca. O faccio una camminata.
Come al solito, parto organizzatissimo: jeans con protezioni alle ginocchia, stivali da turismo, paraschiena e giubbotto almeno quelli seri, zaino con ricambi per la moto. Non ho antipioggia, e sotto il giubbotto - privo di imbottitura o membrana antiacqua - ho una t-shirt leggerissima. Direi che è l'abbigliamento giusto per andare in montagna, in una giornata dal meteo molto dubbioso, alla fine di un'estate che non c'è mai stata e che si chiude già col freddo e in alcuni monti la neve.
Sto andando a fare uno sterrato montano da solo, con condizioni atmosferiche dubbie che quasi sicuramente tenderanno al brutto, fuoristagione quindi perlopiù sarò da solo e in altitudine, con protezioni al limite, fuori copertura telefonica per la maggior parte del percorso, con vestiti inadeguati nell'eventualità di pioggia o freddo, ma tanta è la frenesia di partire che non ci faccio caso.
Solo per strada mi rendo conto che in 9 anni di motocicletta non ho imparato proprio un cazzo di niente!
Appena partito mi sento subito bene, è da tanto che non faccio un bel giro in moto da solo, ah che bene, sto benissimo, che figata.
Comincio la salita al Piancavallo già meno contento perché il monte, dalla valle, è incapucciato da minacciose nubi.
Mentre continuo la salita comincio a sentire un po' di freddo, perché da metà in poi il sole sparisce.
C'è puzzo di umido nell'aria e la strada testimonia leggere precipitazioni.
Sono proprio un povero coglione!
Faccio la rotonda con le mani ghiacciate, e imbocco lo sterrato che quasi stavo per girare la moto e ridiscendere a valle.
Sembra un viaggio nella memoria, sembra una discesa nell'abisso della mia psiche: è tutto come la mia prima volta!
Anche allora l'abbigliamento lasciava a desiderare: anfibi dell'aeronautica, protezioni ginocchiere sotto a normali jeans, giubbino turistico. Quella volta però non avevo neppure il paraschiena!
Ma la cosa più inquietante è il meteo, che è identico! Nebbia che vola veloce attraverso la lingua di terra a tratti impedendomene la visuale! Già a quei tempi mi chiesi se non stavo esagerando, e me lo sono chiesto anche ieri quando la nebbia sporcandomi tutti gli occhiali mi ha di colpo celato il dirupo a circa un metro dalla mia ruota anteriore.
Nel complesso, però, non c'è alcun dubbio che sterrato in situazioni simili da soli è magnifico, perché la moto è tutto, fuorché razionalità, e se non si esagera con la moto tanto vale venderla e comprarsi un'auto.
Si può sicuramente criticare questa mia frase, o magari si può dire che andrebbe riformulata, ma tutti coloro che hanno una moto almeno una volta hanno esagerato: chi con la stradale in una curva, chi con l'harley in un drittone, chi con un'enduro in una pietraia.

Il Bostro-X, lì 07/09/2014


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