Notturna 2013 Amici del Bicilindrico

CATEGORIA ATTUALE:
Una notturna off-road. Non sono esperto di notturne: ho fatto qualche giro di notte, ma poca roba. La via delle malghe, ad esempio, o uno sterratino a piancavallo.
Notturna 2013 Amici del Bicilindrico

Notturna 2013 Amici del Bicilindrico

Una notturna off-road. Non sono esperto di notturne: ho fatto qualche giro di notte, ma poca roba. La via delle malghe, ad esempio, o uno sterratino a piancavallo.
Ma una vera e propria motocavalcata mai. E mi sento inquieto.
E' pericoloso, la moto si è già presa una mia caviglia rendendomi zoppo e quindi non ho più tanti jolly in mano, da giocare.
Ma mi asttira: circa 30 moto, traccia GPS, quasi tutti bicilindrici, strade di campo e Tagliamento.
Fatta!
31 agosto 2013, la partenza avverrà verso le 23, cena alle 20:30 per la distruzione di adesivi, magliette, ed istruzioni. Nonché, ovviamente, per conoscerci.
Il pomeriggio mi preparo con calma: penso a cosa potrebbe servirmi. Luce, luce, luce... che fare se la moto, per qualche problema, muore e rimango senza fari? Ho bisogno di una torcia, ma non ne ho. Poi magari ci sono le volte che devi leggere qualcosa su una mappa, o che hai bisogno di luce per vedere bene la strada. O che semplicemente devo rullarmi una cicca.
La torcia frontale sarebbe la scelta ideale. Però tenerla nello zaino non è pratico. Potrei fissarla col leggendario nastro americano sul casco. Ma scelgo una opzione migliore: tolgo gli elastici, e la fisso sempre col sempiterno nastro americano in una cinghia dello zaino. Perfetta! In seguirò, riscontrerò la saggezza della scelta, sarà solo leggermente troppo piegata in alto, un brevetto da sistemare ma vincente.
Nello zaino tengo qualche ricambio per la moto, un giubbetto antipioggia, cicche e accessori vari. Oltre ai mitici Rodeo, bevande energetiche a base di taurina comprate al confine Bosniaco per consumare gli ultimi marchi rimastimi in tasca, ultimo testimone di una vacanza appena finita eppure così lontana.
Al mattino lavoro, il pomeriggio provo a fare un sonnellino ma non riesco a dormire: sono sveglio dalle 6:45 e sono preoccupato perché suppongo - scoprirò erroneamente - che prima delle 3 di notte non sarò a casa.
Prima di partire mi stupisco che sono in orario, non sono abituato ad essere puntuale, tanto meno ad essere in anticipo. E il destino ci si infila: il giubbotto da fuoristrada ha la cerniera rotta, tento di sistemarlo ma non riesco, non si chiude, si incastra... così perdo venti minuti e, oltre a dover passare la notte senza giubbotto, arrivo alla cena anche tardi.
SIamo in molti, c'è un casino immane, non conosco molte persone ma la compagnia è di quelle sane: risate e vino imperano sul gruppo!
Durante la cena ho la notizia bastarda: l'anno scorso la corsa è finita alle 7 di mattina! Quando dico che pensavo di essere a casa per le 3, mi ridono tutti in faccia. Sono sveglio dalle 6:45 e quindi comincio a preoccuparmi, suppongo - e ne sono certo - che non arriverò alla fine, che verrò sconfitto dal sonno e dalle cadute! Seconda - fortunatamente - errata sensazione!
Partiamo alle 23: qualcuno ha il GPS. Io ho il cellulare con la traccia caricata, ma per ora non lo uso perché decido di seguire Miky e la compagnia di AfricaTwinFriuli.it
Ci schieriamo alla partenza, di fronte al ristorante Vecjo Traghet di Villuzza: 30 enduroni cattivi che aceclerano a limitatore e gente che urla sghignazza e suona il clacson, mentre gli avventori occasionali non capiscono cosa succede e guardano noi, moderni gladiatori sfigati vestiti come deficienti, come ritardati samurai giapponesi internati in manicomio, che non si capisce bene cosa dovrebbero fare.
Primo incrocio: sbagliamo strada e ci perdiamo, avremo fatto si e no 2 km. Poco male, la ritroviamo, ma il gruppo già si è dimezzato! C'è una discesa stronza, con terra smossa e canalette, bisogna fare molta attenzione. Siamo in un gruppo di tre moto, e quello davanti a me, del quale vedevo solo il fanale dietro, di colpo urla e ne vedo entrambi i fanali! E' finito in una canaletta, facendo un traverso, però rimane in piedi.
Secondo incrocio, sbaglio, restiamo ancora in meno. Alla fine ci ritroviamo in 4 o 5 all'inizio di una sentiero, dal quale spunta Rebecca col suo Cagiva Elefant 900 Lucky Strike che si è ritrovata da sola e non capisce se è la strada giusta. Lo è, e ripartiamo assieme.
Siamo tardi, ci fermiamo spesso a controllare la traccia ed ignoriamo altre moto che corrono in giro, e perdiamo tempo. Il primo rendez vous dovrebbe essere a Fagagna al vecchio fortino e scopriamo che già gli altri si sono là radunati, mentre noi siamo nei dintorni di Mels. E lì succede l'impensabile: la moto di Miky, il nostro meccanico ufficiale, perde il controllo della sua batteria e rimane ferma! Pare sia il regolatore, cazzo!
Poco prima ci eravamo fermati per problemi alla moto del Patata, che poi scoprimmo essere causati... dall'aria tirata! Poi ci eravamo fermati per la moto di Ori, rimasta senza batteria per via degli incredibili faretti montati sul parafango. però erano problemi che avevamo risolto, ma questo... questo è un blocco definitivo. Miky, peraltro il nostro navigatore, è costretto a ritirarsi, ed ovviamente Ori lo segue: Patata pure, per aiutarlo col carrello. Sicché perdiamo gli unici due che avevano il GPS, e l'unico che aveva già fatto il giro per ricognizione! Perdiamo pure l'altro Miky che con il suo 4x4 ci seguiva per assistenza!
Li salutiamo, perché dobbiamo muoverci ad arrivare a Fagagna per trovare un altro leader, e fortunatamente troviamo la comapgnia che stsa bevendo caffé..... addizionato! :-)
Ripartiamo da lì tutti assieme per darci man forte: la notte nel frattempo è avanzata molto, e le mie convinzioni iniziali di arrivare a casa crollano del tutto. E' tardissimo, sarà stata l'una, e siamo ancora a pochissimi km dalla aprtenza. Il prossimo stop sarà allo Spuntino di Campagna, ma siamo a Fagagna, la strada a zig zag per i campi è ancora lunga, dobbiamo poi entrare nel tagliamento, scendere nel letto fin sotto il ponte della Delizia, e risalire per la rosta fino allo spuntino.
A Flaibano perdo i miei compagni di merende di ATFVG: usciamo da uno sterrato, li vedo dietro di me. Li attendo, e quando arrivano imbocco la strada sfaltata, ma quando arrivo in piazza a Flaibano dopo 3/4 km sono da solo. Dove sono gli altri?!? Cazzo erano dietro di me.
Li attendo, ma invano. Non so cosa fare. Ho da poco montato il cellulare sul suo supporto con la traccia caricata, potrei tranquillamente continuare da solo ma non mi va, se quelli che mi precedono non si sono fermati, e gli altri non mi ragigungono, potrei ritrovarmi da solo e scendere nel letto del Grande Fiume dai Due Cuori da solo, a notte fonda, senza luna, non è il caso!
Parto e come supero al curva della piazza trovo fortunatamnete uno col GS che mi ha aspettato, lo avviso che gli altri non compaiono e mentre parliamo sento i rumori delle loro moto in lontananza, però poi li sentiamo anche allontanarsi. Cazzo, ma che fanno? E si che Rebecca ha la traccia. però poi mi viene in mente che mi aveva detto che invece della traccia aveva i Waypoints, e potrebbe essersi incasinata. Vado in piazza e infatti non li vedo, mentre dei ragazzi fermi in un bar mi dicono che sono arrivati, hanno fatto inversione e sono tornati indietro. Li aspetto, ma niente da fare.
Torno da quello del GS, che intanto è stato raggiunto da Michele Teneré, li informo della situazione, e l'unica cosa che possiamo dire è: "Sti cazzi. Missing in action" e ripartiamo a cercare di prendere il resto del gruppo. Faccio strada io, fortunatamente la traccia è buona e il mio programma pure, ha la mappa montatata per cui posso confrontare la traccia con le strade segnate dalla mappa.
Per fortuna gli altri ci hanno aspettato: annuncio a Giampi che abbiamo perso ancora altri "pezzi"... Siamo sempre meno. Li aspettiamo, ma non arriva nessuno, e decidiamo di ripartire: se hanno buonsenso, ci raggiungeranno direttamente allo spuntino di Campagna.
Ripartiamo per un altro po' di strade, quindi ad un certo punto cominciamo a costeggiare il Tagliamento nei dintorni di San Odorico.
La jeep di Giampi ci lascia liberi: da lì in poi c'è camionabile, quindi il letto del fiume, che deve essere aTTRAversato due volte. La camionabile di notte è allucinante, ti vien voglia di tirare ma ogni momento rallenti perché non capisci dove stai andando. Attraversiamo il fiume fino dalla parte opposta, è un massacro, già i ritmi rallentano e cominciano a sentirsi alcune sfrizionate. Passiamo sotto il ponte dal lato pordenonese, riprendiamo la camionabile e ricominciamo a tirare ma subito questa si butta nella ghiaia e nella sabbia e comincia il dramma. Il ragazzo col GS e la morosa, bravissimo, qui cede, Qualche caduta e qualche piantamento. Non si capisce dove dobbiamo andare. La traccia del GSP è chiara, ma i fanali illuminano si e no a 3/4 metri di distanza, non c'è più la pista e siamo nel greto, tutto buche ed avvallamenti. Il gruppo si allarga, e cominciano le comiche.
Mi fermo, dopo aver aiutato quello col GS, e mi guardo intorno rimanendo da solo: ci sono come lumini votivi tutt'attorno a distanze incalcolabili, potrebbero essere due metri come duecento.
Non c'è una direzione precisa: alcune luci si allontanano, altre si avvicinano. Non c'è luna, oltre quei lumini celestiali, quasi fuochi di sant'antonio, tutto è nero.
A tratti senti una sfrizionata, un urlo, e delle risate: qualcuno è caduto.
CI riaggruppiamo: non troviamo l'uscita dal fiume, abbiamo perso la traccia e non capiamo dove l'argine si abbassa.
Ad un certo punto troviamo una salita: sembra quasi impraticabile, tanto è ripida! Lontani compaono alcuni lumini, ma sono dall'altra parte del fiume: devono essere i dispersi di Flaibano! Probabilmente il Gaimpi li ha ripresi.
Quando viene il mio turno di fare la salita sono impacciato: ed invece, senza problemi, mi ritrovo in cima con un flash che neanche faccio in tempo a fermarsi e mi acceca! La notte cambia le proporzioni, sembrava un macello, ed era una cagata!
In due passi siamo allo Spuntino, dove finalmente ci mettiamo comodi ad aspettare gli altri, e nel mentre ci beviamo delle meritate e fresche birrette! Sono le ore 2:30, secondo i miei calcoli a quell'ora avrei già dovuto essere a Villuzza! Ah, ingenuo fanciullo!
Si ride, si urla, si scherza, si beve, e nel frattempo arrivano anche gli altri, Gaimpi, Rebecca, Speros, si erano persi ma ora siamo di nuovo tutti assieme. Però qualcuno reputa l'ora molto tarda e decide di andare a dormire. Siamo sempre meno, forse una decina...
Ripartiamo da lì verso le 4!!!
Ma la strada non è lunga, e la facciamo con comodo. Giampi ci ha riservato un finale degno di nota: una salita smossa piena di pietre tonde che, appena presa, sconfigge Rebecca, e mette a dura prova anche le mie forze ormai diventate pietose, quando nella migliore delle ipotesi già son ridicole. Ma è l'ultimo passo!
Di colpo riconosco la strada: una curva, una discesa, e l'avventura è finita! Sono le ore 5:30 circa e siamo di nuovo a Villuzza, al chiuso e silenzioso Vecjo Traghet, col Tagliamento che ancora buio fieramente approva i nostri sforzi.
Partimmo in trenta, arrivammo in sette!
Che fare, andare a casa? Nooooooo! Il thermos è ancora pieno di caffé corretto, e ci diamo dnetro. Si parla delle solite cose: viaggi, moto, enduro... E il tempo passa. Il Vecjo Traghet riapre e così facciamo pure colazione. L'alba sorge timida, il fiume è ora illuminato, e ci scattiamo l'ultima foto di gruppo! Ma il tempo dei saluti è giunto, sono sveglio da 26 ore e il sonno, ora che l'adrenalina se ne sta andando dal mio corpo, si fa sentire.
Saluto tutto, e mi incammino verso casa: ultimo caffé e ciambella dalla Pia, e alle 8:07 sono a casa, e faccio una foto alla mia moto, lercia e che si gode il suo meritato riposo.
GHrazie, amici del bicilindrico! Bellissima avventura!!!
N.B.: ci sono poche foto. Ovviamente, comunque. Il cellulare è stato quasi sempre in modalità GPS, e le foto di notte non è che vengano così bene. Però trovate due video fatti da due amici partecipanti alla splendida serata!


VIDEO DISPONIBILI:

I FILE CON L'ICONA SONO VISUALIZZABILI DIRETTAMENTE ONLINE.
1 settembre 2013 12.47 (1).mp4
1 settembre 2013 13.33.mp4

Il Bostro-X
© Federico "Bostro" Bortolotti 2011

Questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.

» www.bostro.net » contatti
» Privacy Policy

Licenza Creative Commons
www.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Web Bostro.Net