Condividi su Facebook | Commenta

Sfortunata Solitaria 17/04/2011

Introduzione

Dovevo partire al mattino presto per un giro bello lungo. Invece non riuscivo a capire bene come elaborarlo in considerazione del fine ultimo del giro stesso, che tra poco svelerò. Decido di fare soltanto il mio amato sterrato del Piancavallo che, tuttavia, circa 6-7 km dopo la partenza trovo bloccato da della neve che le mie Anakee non riescono a superare. Gomme di merda! Fossi stato almeno nel senso opposto, mi sarei trovato in discesa, ma così in salita era impossibile riuscirci.
CATEGORIA GALLERIA: PIANCAVALLO-CANSIGLIO
Che giornata del cazzo (17/04/2011)
Dovevo partire al mattino presto per un giro bello lungo. Invece non riuscivo a capire bene come elaborarlo in considerazione del fine ultimo del giro stesso, che tra poco svelerò.
Decido di fare soltanto il mio amato sterrato del Piancavallo che, tuttavia, circa 6-7 km dopo la partenza trovo bloccato da della neve che le mie Anakee non riescono a superare. Gomme di merda! Fossi stato almeno nel senso opposto, mi sarei trovato in discesa, ma così in salita era impossibile riuscirci.
Mi fermo e scambio quattro chiacchere con un ciclista - il quale paradossalmente mi dice che continua a chiedersi perché non mettono a posto quella strada!!! Ma a che cazzo gli serve la mountain bike a queste fichette? - e torno un po' indietro fino ad un cocuzzolo di roccia che conosco molto bene, in cima al quale ci si può sedere trovandosi in pratica sospesi sul vuoto di 2.000 metri, di fronte alla piana pordenonese.
Su questo sterrato sempre nel 2007 (subito dopo la prima volta che lo feci, vd. oltre) mi scattai un autoscatto e decisi così di scattarne un altro nella stessa posizione. Potete controllare in questa pagina l'originale del 2007 e qui sotto quello attuale.
Su quel cocuzzolo di roccia, dove cinque anni fa celebravo la prima sterrata e come visto sopra anche la mia prima solitaria... su quel cocuzzolo di roccia, con due aquile che volano a grandi cerchi a un km circa da me con un'apertura alare immensa, obiettivo troppo pretenzioso per la mia schifosa macchina fotografica Nikon Coolpix S220... su quel cocuzzolo di roccia, col vento gelido che mi sferza il volto, e l'Africa che con le Anakee e la mia caviglia rotta è praticamente impossibile da guidare sul terreno roccioso devastato dalle nevicate invernali... Bene: su quel cocuzzolo di roccia mi sono fumato la mia ultima sigaretta. Me la sono goduta per bene, anche se forse la consapevolezza me ne ha fatto sentire un po' di più il sapore di erba secca bruciata lasciandomi una gran delusione
E' stato tutto pensato, era tutto programmato. Non volevo fumarla lì, in realtà, ma solo perché non ci avevo pensato: in realtà è stata una grande idea ed era il posto migliore per farlo.
Quindi ho nascosto sotto una roccia tabacco, cartine e filtrini. L'accendino l'ho tenuto per regalarlo a mio fratello che è sempre senza.
Lo so, non è stata un'idea ecologicamente corretta; si, lo so, "Se tutti quelli che fumano bla bla bla" ma vacagare... Non si può pensare sempre a tutti, cazzo. Almeno io spero, differentemente da quel ciclista, che quel pezzo di monte rimanga così com'è...
Quindi sono risalito in moto, sono tornato indietro e a Pordenone sono andato a bere birra all'inaugurazione di un locale di moto.

Il Bostro-X, lì 17/04/2011


Commenta con Disqus!



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima