Condividi questa pagina su Facebook

Festa di Primavera 2010 - E GiroStriscione

Introduzione

Domenica 28 marzo è programmata, presso la pista da cross dell'agriturismo Valdimazo di Merlara, la Festa di Primavera del mitico gruppo motociclistico degli EnduroStradali. La settimana prima avrei dovuto essere stato ad una tre giorni di fuoristrada in Toscana ma le condizioni meteo ancora proibitive (neve negli sterrati) avevano fatto saltare il programma.
CATEGORIA GALLERIA: QUELLI DEL SANCHEZ
Girostriscione e festa di Primavera 2010
Domenica 28 marzo è programmata, presso la pista da cross dell'agriturismo Valdimazo di Merlara, la Festa di Primavera del mitico gruppo motociclistico degli EnduroStradali.
La settimana prima avrei dovuto essere stato ad una tre giorni di fuoristrada in Toscana ma le condizioni meteo ancora proibitive (neve negli sterrati) avevano fatto saltare il programma.
Mi libero dunque la domenica per la festa degli Endurostradali. La sera del sabato è inoltre possibile pernottare in tenda nel parco dell'agriturismo, ed è prevista anche una grigliata, nonché un concerto rock dal vivo grazie al gruppo di Mighe.
Ma sabato 26 c'è anche un altro evento: ovvero, l'arrivo in Veneto del Girostriscione della LissTA, ovvero uno striscione col logo del gruppo che sta girando tutta l'Italia (ed in parte anche l'Argentina!) in occasione dei dieci anni del gruppo.
Mi libero dunque sabato mattina, e parto con destinazione Piazzale Roma a Venezia, dove verso le 11.30 arriverà la delegazione emiliana.
Neanche ci fossimo messi d'accordo, io e Bepi ci incrociamo in autostrada: rientro da un sorpasso proprio in concomitanza all'ingresso dell'autostrada che scende da Belluno, e lo vedo sbucare di colpo al mio fianco. Lo riconosco per la solita postura tranquilla e pacifica, e il bauletto vomitevole che persiste a tenere anche nelle uscite off-road più complesse. L'unica volta che non l'ha portato, alla Transappenninica 2008, disse che la moto era inguidabile e che era l'ultima volta che l'avrebbe tolto.
Mi affianco, mi vede e rimane basito, io gli faccio il dito e questo gesto mi fa ovviamente riconoscere. Non fosse poi per il vello di capra che ricopre la mia sella....
Arriviamo in Piazzale Roma che lo striscione è da poco giunto a destinazione, Franz mi tira le orecchie per le mie assenze dal gruppo, Remo tenta di ingropparmi, e tra grandi risate ci portiamo sull'orripilante ponte di Calatrava dove facciamo un sacco di foto allo striscione ed all'allegra compagnia che dovrà ora portarlo in Trentino.
Andiamo a mangiare in un paesino lì vicino: una trattoria scovata da Franz per una cifra particolarmente irrisoria ci darà da mangiare che neppure se fossimo stati a dieta un anno sarebbe stata troppa roba! Ricordo con particolare gioia il Baccalà alla Vicentina, che non riesco a trattenermi dall'onore con la bellezza di 4 porzioni!
Viene il momento dei saluti, baci ed abbracci, Franz mi dà anche l'adesivo ufficiale del Girostriscione, che finisce immediatamente ad ornare le mie valigie laterali.
Riparto assieme alla comitiva romagnola che lascerò però a breve, uscendo dall'autostrada a Monselice. Per tutto il giorno ho trovato sole ed una temperatura mite, quasi calda, che mi fa sudare le mani dentro i guanti in kevlar appena comprati, temendo freddo. Imbocco la statale che mi porta a Montagnana, per poi da lì scendere a Merlara. Vedo lontane delle nuvole nere, dalle quali scendono minacciosi ma ancora silenziosi svariati lampi. Mi inquietano, perché quelle nuvole, ad occhio e croce, sono proprio dalle parti di Merlara. Arrivato a Montagnana le vedo infatti precisamente alla mia sinistra, a sud, dove proprio comincio a dirigermi. Le nuvole scendono, ma sono più lente di me. Rallento dunque l'andatura, ma non serve.
Ad Urbana le prime gocce mi sbattono sugli occhiali e sulle labbra, impreco agli dei del cielo che pare si decidano proprio a rompermi i coglioni gli ultimi 5 km, spero di farcela ad arrivare al Valdimazo ma faccio appena in tempo a ripararmi sotto la tettoia di un distributore che un acquazzone improvviso cade dal cielo con un fragore di tuoni tipicamente primaverile, e quasi accolto allegramente dopo il lungo e freddo inverno che pare non voglia passare a nessun costo.
Dopo una decina di minuti riparto, gocciola ancora ma poco ed arrivo a Valdimazo umido, ma non troppo. Mighe è già col bicchiere in mano, allegre combriccole sono appollaiate un po' dappertutto per ripararsi dalle ultime gocce d'acqua, in 5 minuti mi sono svestito e sono già con una birra in mano!
La nottata si prepara: montiamo le tende nel prato, ormai il cielo è perfettamente terso, anche se il terreno fangoso rompe un po' le scatole.
E il motivo è: birra. Alcol a manetta! Tracanniamo birra a fiumi! Non ci tratteniamo! Io, Fiky, Mighe, Zeus, Dez ci diamo dentro alla grande! Black se la ride alla grande e scatta foto di continuo! Una allegra combriccola di ragazze milanesi - che ancora mi chiedo cosa vengano a fare per vedere un'ammasso di alcolisti che guidano in moto! - ci tiene corda e dà un tocco femminile ad una serata che noi vogliamo onorare nel modo più maschile possibile: discorsi schifosi, sigaretta, alcolici, risate, urla, scherzi!
Quando Mighe comincia a suonare col gruppo, dopo che ci siamo per bene rifocillati a suon di carne grande alla compagnia dei grigliadori, io faccio l'errore di tirare fuori il dolce. Gubana e grappa. Grave errore. La bottiglia di grappa, che avrebbe dovuto condire qualche fetta di gubana e durare fino alla colazione del giorno dopo, in realtà non durerà fino alla fine del concerto del povero Mighe che suppongo non ci perdonerà mai tanta frenesia: mi farà veramente pena guardarlo osservare tristemente l'infame vuoto sul tavolo e chiedermi, piagnucolante, "Ma è uno scherzo? Dai, coglione, dimmi che ne hai un'altra..." - Ed invece non è così: ne avevo portata soltanto una, pensando innocentemente (anzi, stupidamente) che sarebbe durata fino al mattino, non pensavo che saremmo riusciti a seccarla tutta in un'ora circa dopo già svariati litri di birra!
Alle 4 di mattina siamo ancora svegli, gli ultimi irriducili: Laura mi sorprende per come riesce a gestirci, Ciccio mi stupisce per quanto è operativo e si mette pure a preparare il Vin Brulé! Alle 4:45 siamo dentro la tenda, con in progetto di svegliarci neanche 4 ore dopo. Non riesco a dormire, qualcuno (Sergio? No, è più vicino...) russa terribilmente, io ho un po' di nausea, la schiena mi fa un po' male, la tenda gira, gira, gira........ cado in uno stato allucinatorio che chiamare dormire è eccessivo. Penso di non aver tenuto complessivamente gli occhi chiusi per più di due ore.
Il risveglio è allucinante: le facce di noi nottambulo sono orripilanti a vedersi. Esclusa quella di Ciccio Pasticcio, che sembra uscito da una dormita di un secolo e, quando io esco dalla tenda, lui è già operativo che corre su e giù per prerare la giornata!
La dolcissima famiglia Nik64 mi salva la vita offrendomi un caffé di Moka, un panino con mezzo chilo di burra e marmellata sopra, bisogni e ripulite in bagno, e sono pronto per la giornata.
Facciamo un giro per gli argini... di che, dell'Adige? Bo! Un giro comunque bellissimo. Mighe fa lo stronzo e mi appioppa la pettorina "Servizio", mi accodo e faccio la scopa, mestiere che nei giri organizzati non mi dispiace troppo perché non ho nessuno che mi corre dietro e che mi permette di gestire tranquillamente i miei tempi. Mighe guida la suo "nuova" fiammante Africa Twin RD07 (non A, Mighe, non A!!!) verde Ramarro: la sua dabbenaggine cronica lo porta a guidare spavaldamente su argini, in discese spericolate, in salite da pazzo, senza tanti problemi! Io ad ogni buca rutto la grappa e la birra della sera prima, e ripeto ad NS - che causa gomme liscie va piano - che non c'è problema, che anch'io vado piano essendo reduce da una delle sbronze più catastrofiche del 2010 (ed è appena iniziato l'anno!).
Marcello ci fa percorrere strade bellissime, mai complesse ma con un po' di brio dovuto al fango che dà quel qualcosa in più ad ogni giro in moto in fuoristrada.
Gli ultimi chilometri li percorro in una specie di stato di Trance: 100 km di mattina dopo una nottata come quella trascorsa sono duri... Arriviamo all'agriturismo allegri per il bel giro, ed affamati. Ingurgitiamo un po' di cibo, quindi io e Mighe decidiamo di portare i nostri due Buei a provare i salti della bella pista di Marcello!
E' uno spettacolo! L'Africa (e, sinceramente, non pensavo, avendo già provato la pista con la Transalp) si muove benissimo, il suo motore va dosato bene e permette manovre anche strette e repentine. Il peso va controllato per bene, e difatti nei salti mi capita di andare spesso a pacco con la forcella, cosa che non mi succedeva con la Transalp. Però provando poi a tenere il motore un po' più allegro allo stacco di ogni salto, riesco a dosarlo ed a riatterrare più squilibrato al posteriore, salvando la forcella.
Io e Mighe al primo giro prendiamo la deviazione da "Enduro". In men che non si dica ci troviamo a percorrere fangaia allucinante, e saliscendi per dossi al limite del fattibile con i nostri bisonti. Di fronte ad una fangaia in salita desistiamo, ma non sappiamo come tornare indietro. Prendiamo una stradina di campo e ci troviamo persi tra i prati, ad attraversare fangaie terribili e pozze di marciume molle che è più consono chiamare guadi. Riusciamo a trovare l'uscita, ancora qualche giro in pista, qualche salto, e poi ce ne torniamo al campo base, stanchi e con le braccia distrutte, e una notevole sete.
Arriva il pomeriggio tardo, ed con esso arriva il momento di disfare la tenda e salutare tutti. E' come sempre il moento peggiore, perché ti rendi conto salutandoli di quanti non hai fatto in tempo a salutare in una giornata che, come sempre quando è bella, è troppo corta; e di quanti, dopo essere partito, ti accorgi di non avere salutato. NS, il tipo col Kappone e il compelto della Revit che ancora non ricordo come si chiama (come metà della gente che conosco, del resto, a causa della mia memoria di merda), e molti altri. Max37, ad esempio, al quale dovevo chiedere un porta-roadbook, non lo incrocio proprio, cosa assurda visto che eravamo tutti assieme. Ma la baldoria della sera prima è stata veramente tanta, e mi rende rincoglionito a tal punto che per preparare i bagagli ci sto un'ora circa, e dimentico pure la torcia frontale dentro la tenda, dopo averla già piegata!
Rincoglionito che non sono altro!
Saluto tutti e raggiungo Zeus, Fiky, Mighe e la compagnia Milanese in un bar a Montagnana dove "beviamo l'ultima" (per inciso, una Coca Cola). Qui ci raggiunge anche il Presidente MV, che tra l'altro mi ha fatto dono di uno splendido adesivo, che ora adorna le mie valigie laterali, e che rappresenta un maiale che beve birra sottolineato dalla scritta "Ai Buei", logo di una osteria a Bassano.
Saluto tutti, Zeus, Fiky, Mighe, MV, Laura, Luisa la fan del pelo della mia sella, e le altre pazze della capitale del Nord-Italia che per due giorni - ancora non si sa perché - hanno sopportato la compagnia di una banda di bambinetti troppo cresciuti!
Io e Mighe ripartiamo in direzione Monselice, ma dopo pochi chilometri lo saluto e continuo per la mia strada, nel solito viaggio solitario e triste che conclude come sempre una delle mie splendide giornate passate all'insegna di una cosa sola: la moto.
Tanti amici vecchi e nuovi che rivedrò chissà tra quanto, ma che difficilmente si dimenticano!

Il Bostro-X, lì 31/03/2010

VIDEO DISPONIBILI:

I FILE CON L'ICONA SONO VISUALIZZABILI DIRETTAMENTE ONLINE.
Quechua49Seconds.wmv




© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS