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Emanuel Lasker

Manuale degli Scacchi

La combinazione nasce nel cervello di uno scacchista. Lì molti pensieri vedono la luce - veri e falsi, forti e deboli, confutabili ed inconfutabili. Essi nascono, urtandosi l’uno con l’altro, e uno di essi, trasformato in una mossa sulla scacchiera, porta via la vittoria ai suoi rivali.
Un maestro pensa davvero nel modo appena descritto? Presumibilmente sì, ma con deviazioni e ripetizioni. Tuttavia, non importa per mezzo di quale processo concepisce un’idea; il punto importante da capire è che un’idea si impadronisce del maestro e lo ossessiona. Il maestro, nella comprensione di un’idea, la vede espressa e quasi rappresentata sulla scacchiera. Un’idea non sorge accidentalmente nella mente di un maestro, che domina la materia, ma ha la sua ragion d’essere sulla scacchiera.

COMMENTO ALLA CITAZIONE:

Il senso è che la razionalità di una logica scacchistica, la necessità di una prosecuzione, la forzatura conseguente, sono tutte cose sicuramente logiche ma sottomesse alla natura psicologia e soggettività (ovvero - anche - emotività) umana. Un motore può fare tutte le valutazioni che vuole, ma nello scontro tra due umani non ci sono solo gli scacchi, ma anche le persone. Tal vinceva così molte sue combinazioni, e Lasker pure. Sotto questo aspetto Lasker richiama, ma in maniera diversa, ciò che difende anche Hendriks nel suo libro che ho più volte segnalato: gli scacchi non sono un sistema chiuso, finito, ma sono legati indissolubilmente al giocatore.

Citazione inserita il 19/05/2023
Categoria: SCACCHI

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