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AUTORE: Richard Preston

TRATTO DA: Area di contagio


Il virus dell’AIDS muta rapidamente e costantemente. È un ipermutante, un mutatore di forma che altera spontaneamente le sue caratteristiche a mano a mano che si diffonde tra le popolazioni e gli individui. Muta perfino nel corso di una singola infezione, e una persona che muore di AIDS, usualmente viene uccisa da innumerevoli sue varietà, tutte comparse spontaneamente nell'organismo. Il fatto che il virus muti con tanta rapidità significa che non sarà facile mettere a punto dei vaccini efficaci. In senso più ampio, significa che il virus dell'AIDS è destinato a sopravvivere ai mutamenti negli ecosistemi. Questo e altri virus emergenti sono i superstiti della devastazione della biosfera tropicale, perché in grado di stare al passo con i mutamenti dell'ecosistema, se non addirittura di prevenirli. Pare che abbiano una naturale capacità di sfuggire ai guai, e certo devono essere davvero abili, se alcuni di essi sono in circolazione da circa quattro miliardi di anni. A me fanno pensare ai topi che abbandonano la nave.
[...]
La comparsa dell'AIDS, di Ebola e di chissà quanti altri agenti scaturiti dalla foresta pluviale sembra essere una naturale conseguenza della distruzione della biosfera tropicale. Sono virus, questi, che emergono da zone ecologicamente disastrate del pianeta. Molti di loro provengono dai margini erosi della foresta pluviale tropicale, oppure dalla savana dove gli insediamenti umani stanno rapidamente aumentando. Le foreste tropicali sono i più ricchi serbatoi di vita del nostro pianeta, perché contengono la maggior parte delle specie animali e vegetali del mondo. Al tempo stesso, costituiscono i maggiori serbatoi di virus, dato che tutte le cose viventi ospitano virus. Quando questi escono da un ecosistema, tendono a diffondersi a ondate successive nella popolazione umana.
Categoria: SCIENZE

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