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AUTORE: David Quammen

TRATTO DA: Spillover. L'evoluzione delle pandemie


L'Ospedale del Colera fu fondato nel 1962. Fornisce cure gratuite a più di centomila persone l'anno, non solo affette da colera ma anche da dissenteria emorragica e altre forme gravi di diarrea. La maggioranza dei pazienti è costituita da bambini sotto i sei anni, l'80 per cento dei quali arriva all'ospedale in stato di denutrizione. Non so dirvi quanti di loro ce la fanno. Non so nemmeno dirvi quanti sono i casi di colera nella stagione delle piogge, quando le inondazioni portano acqua infetta nei villaggi e nelle baraccopoli del Bangladesh: in gran parte non sono registrati e non esistono statistiche nazionali. Secondo alcuni esperti si possono stimare in un milione all'anno. Una cosa è sicura: il Bangladesh, luogo per certi versi straordinario, che al ricco turista occidentale suscita un misto di attrazione e repulsione, è un posto dove è molto difficile essere poveri, nelle metropoli come nelle campagne, perché in questo paese se si è poveri non è facile rimanere sani. A migliaia, giovani e vecchi, gli abitanti del Bangladesh muoiono ogni giorno di colera, dissenteria, polmonite, tubercolosi e morbillo. Nessuna di queste malattie è emergente, misteriosa o zoonotica. Ma nell'insieme fanno impallidire, almeno per ora, gli effetti del Nipah-virus.
Perché dunque le zoonosi sono così importanti? Ha senso questa ossessione per le zoonosi? Nel bilancio complessivo delle tragedie umane, perché mai dovremmo prenderle così sul serio?
Domanda legittima. La risposta è che ci sono ottime ragioni. Alcune sono complesse e speculative. Altre soggettive. Altre brutalmente oggettive, come per esempio l' AIDS.
Categoria: SCIENZE

COMMENTO ALLA CITAZIONE:

Dopo questo paragrafo, che chiude il capitolo dedicato ai pipistrelli e alla particolarità della zoonosi in genere, comincia quello qui introdotto dedicato all'AIDS e devo dire che comincia l'angoscia vera perché il tema AIDS viene citato sottobanco per tutto il libro e per tutto il libro l'angoscia pian piano cresce intorno a questo tema. Chi non si ricorda l'emergere di questa malattia, il modo in cui si diffuse nel complesso in poco tempo per tutto il pianeta, minacciando inizialmente solo i gay, poi i drogati, poi tutti quanti con incontri sessuali di passaggio, trasfusioni e incidenti vari? Le pubblicità con le persone con la sagoma blu, o i ragazzini a scuola che fieramente dicevano E' mio di fronte al goldone trovato per terra, fanno parte della mia memoria. La paura dell'AIDS è stata nel complesso minore di quella nei confronti di Covid-19 ma non di SARS o Ebola, e l'AIDS è tuttavia ancora lì, ancora qui in giro, ancora si nasconde nel nostro vicino di casa o nella porta accanto a ricordarci che in qualsiasi momento una zoonosi che entra titubante nel nostro mondo da quello di qualche animale selvatico può restare isolata in focolai per un po' (come accadde con HIV e come sta accadendo con Ebola) ma poi può diffondersi in tutto il pianeta in men che non si dica (come accadde con HIV, e come abbiamo visto con Sars/Sars-Cov-2) e nei confronti di questo fatto è meglio stare allerta perché queste zoonosi in qualsiasi momento possono diventare ben peggiori di qualsiasi altra tragedia umana (come accadde con la Spagnola).
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