AUTORE: Jared Diamond

LIBRO: Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali?

Categoria: SCIENZE
Verrebbe spontaneo immaginare che gli stili di vita tradizionali siano generalmente più pericolosi del nostro, il che spiegherebbe la differenza in termini di aspettativa di vita. In realtà questo divario ha cominciato a profilarsi soltanto in tempi recenti, a partire da circa 400 anni or sono, quando cioé i governi statali iniziarono a prendere provvedimenti per ridurre l'impatto delle carestie, e ha acquistato dimensioni rilevanti meno di due secoli fa, quando i sistemi di sanità pubblica e gli antibiotici cominciarono ad arginare sensibilmente la pericolosità delle malattie infettive: prima di allora, la speranza di vita nelle società statali americane ed europee era pressoché pari a quella delle società tradizionali.
COMMENTO ALLA CITAZIONE:
La durata media della vita oggi è molto più lunga rispetto a quella nelle società tradizionali (che ricordo sono gruppi sociali mediopiccoli e senza una centralizzazione dell'apparato gestionale e decisionale, quindi bande tribù e chefferies, di contro alla struttura grossa ed articolata degli stati, dove la gestione è demandata in toto ad apposite elite non-produttive). In realtà ciò è così non a partire dal passaggio dalle società tradizionali agli stati, ma dalla rivoluzione scientifica intesa in senso lato. Si pensi solo al fatto che se oggi siamo 7 miliardi, all'inizio del 900 eravamo solo 1 miliardo. La nascita degli stati è stata dunque non causata dall'aumento della durata della vita, ma semplicemente dall'ampiarsi e riorganizzarsi del gruppo sociale.
Sotto questo punto di vista l'allungarsi della vita media è stata una conclusione peraltro secondario dell'organizzazione statale; la nascita degli stati non va confusa con nascita per garantire una vita più lunga, né nascita perché vi era una vita più lunga. Neppure la nascita è dovuta a un generale miglioramento della qualità della vita. E' solo una questione di organizzazione e produzione.
Si pensi a ciò che sottolinea Yuval Noah Harari in vari punti del suo libro Da Animali a Dei: ad esempio: L'agricoltore medio lavorava più duramente del cacciatore-raccoglitore medio, e inoltre aveva una dieta peggiore. Furono queste piante a domesticare Homo Sapiens, non viceversa. Ed ancora: la rivoluzione agricola non offrì nulla ai singoli individui, ma assegnò qualcosa a Homo Sapiens in quanto specie. [Permise] di mantenere in vita più gente in condizioni peggiori (citazione).
La creazione di stati permise strati sociali non produttivi che si poterono dedicare alla trasmissione della cultura, poi alla trasmissione scritta, poi alla tecnologia e alla scienza, e solo alla fine del processo vennerò le tecnologie che permisero e permettono ancora l'allungarsi continuo (e pieno di interrogativi) dell'aspettativa di vita globalmente.
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  • Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali? (stato: Libro finito)
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