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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)

IMMANUEL KANT

Critica della Ragion Pura

Categoria: FILOSOFIA

Essere, manifestamente, non è un predicato reale, cioè un concetto di qualche cosa che si possa aggiungere al concetto di una cosa. Essere è semplicemente la posizione di una cosa ? di certe determinazioni in se stesse. Nell'uso logico è unicamente la copula di un giudizio. Il giudizio: Dio è onnipotente, contiene due concetti, che hanno i loro oggetti: Dio è onnipotenza: la parolina è non è ancora un predicato, bensì solo ciò che pone il predicato in relazione col soggetto. Ora, se io prendo il soggetto (Dio) con tutti insieme i suoi predicati (ai quali appartiene anche l'onnipotenza), e dico: Dio è, ? c'è un Dio, io non affermo un predicato nuovo del concetto di Dio, ma soltanto il soggetto in sé con tutti i suoi predicati, e cioè l'oggetto in relazione col mio concetto. Entrambi devono avere esattamente un contenuto identico, e però nulla si può aggiungere di più al concetto, che esprime semplicemente la possibilità, per il fatto di pensare l'oggetto come assolutamente dato (con l'espressione: egli è). E così il reale non viene a contenere niente più del semplice possibile. Cento talleri reali non contengono assolutamente nulla di più di cento talleri possibili. Perché, dal momento che i secondi denotano il concetto, e i primi invece l'oggetto e la sua posizione in sé, nel caso che questo contenesse più di quello, il mio concetto non esprimerebbe tutto l'oggetto, e però anch'esso non ne sarebbe il concetto adeguato. Ma rispetto allo stato delle mie finanze nei cento talleri reali c'è più che nel semplice concetto di essi (cioè nella loro possibilità). Infatti l'oggetto, per la realtà, non è contenuto senz'altro, analiticamente nel mio concetto, ma s'aggiunge sinteticamente al mio concetto (che è una determinazione del mio stato), senza che per questo essere fuori del mio concetto questi cento talleri stessi del pensiero vengano ad essere menomamente accresciuti.
COMMENTO ALLA CITAZIONE:
Questa è la famosa critica di Kant alla cosiddetta prova ontologica dell'esistenza di Dio. La prova classica è quella di Sant'Anselmo d'Aosta che nel suo Proslogion dice, in sostanza, che siccome quello di Dio è un concetto assoluto che contiene ogni cosa, deve contenere anche l'essere (ovvero l'esistenza) e quindi Dio deve esistere. Sebbene sia chiaro che è un ragionamento da demente, a livello logico formale è il tipico ragionamento che inganna e che richiede nuove chiarificazioni sul formallismo per poter essere dimostrato una puttanata.
Si può avere un'introduzione su una apposita pagina di Wikipedia riguardo la Prova Ontologica.
Si badi che, a livello logico formale, i famosi teoremi di Goedel non differiscono più di tanto nella struttura di base e nei ragionamenti dell'uomo comune è facile imbattersi in coglionati razionaleggianti di questo tipo.
A mio parere è il classico esempio di come la filosofia sia una vera e proprio scienza però troppo staccata e indipendente dalla vita dell'uomo comune.

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