Facebook | Commenta | È giovedì 07/07/2022

AUTORE: Wilfred Thesiger

TRATTO DA: Sabbie Arabe

Sapevo di aver fatto il mio ultimo viaggio nell’Empty Quarter e che una fase della mia vita si era conclusa. Nel deserto avevo trovato tutto ciò che chiedevo; sapevo che non lo avrei mai trovato di nuovo. Ma non era soltanto questa pena personale che mi affliggeva. Sapevo che i bedu coi quali avevo vissuto e viaggiato, e in compagnia dei quali avevo trovato la serenità, erano condannati. Qualcuno sostiene che si troveranno meglio quando avranno scambiato le avversità e la povertà del deserto con la sicurezza di un mondo materialista. Ma io non ci credo. Sempre serberò la memoria di tutte le volte in cui mi sono sentito umiliato da quei mandriani illetterati che possedevano, in una misura tanto più grande della mia, generosità e coraggio, resistenza, pazienza e spensierata cavalleria. In mezzo a nessun altro popolo ho mai avvertito lo stesso senso di inferiorità personale. Una delle mie ultime sere, mentre bin Kabina e bin Ghabaisha stavano legando assieme le poche cose che avevano comprato, Codrai disse, guardando i due piccoli fagotti: "E’ alquanto patetico che questo sia tutto quello che hanno". Compresi ciò che intendeva dire; spesso avevo pensato la stessa cosa. Eppure sapevo che per loro il pericolo si trovava non nelle avversità della loro esistenza, ma nella noia e nella frustrazione che avrebbero provato se ci avessero rinunciato. La tragedia era che la scelta non sarebbe stata loro; forze economiche al di là del loro controllo li avrebbero alla fine spinti nelle città ad aggirarsi agli angoli delle strade come “manodopera non qualificata”.
Il camion arrivò dopo colazione. Ci abbracciammo per l’ultima volta. Io dissi "Andate in pace", ed essi risposero assieme: "Rimani sotto la sicura protezione di Dio, Umbarak". Poi si arrampicarono su una pila di fusti di benzina accanto a un rifugiato palestinese con una tuta macchiata di petrolio. Pochi minuti dopo sparivano dietro l’angolo. Fui contento quando Codrai mi portò all’aeroporto di Sharja. Mentre l’aereo si alzava sul paese e si allontanava sopra il mare seppi come ci si sente ad andare in esilio.

Citazione inserita il
Categoria: NARRATIVA

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