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IL MOTTO DEL MOMENTO: L'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà una celebrità. Ma cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. E con me faranno lo stesso. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?
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Il deserto del Sahara


DATA: 30/04/2009 - CATEGORIA: PENSIERI COMMENTA
Il fascino del deserto è psicologico, è un'estetica nevrotica. Quando qualcuno mi chiede "Com'era", in relazione al mio viaggio nel Sahara libico, rispondo "Bello" con intensità, ma null'altro aggiungo. Non so descriverlo. Il deserto è vuoto, non c'è nulla, ed è perlopiù tutto uguale. Tuttavia il deserto è un simbolo, nel senso junghiano più profondo. Il deserto del Sahara - Gli altri deserti lo sono meno. Il Sahara si trova in Africa, evoca gli albori dell'umanità, le peregrinazioni degli ebrei, gli egiziani ed i loro misteri...
Il fascino del deserto è psicologico, è un'estetica nevrotica.

Quando qualcuno mi chiede "Com'era", in relazione al mio viaggio nel Sahara libico, rispondo "Bello" con intensità, ma null'altro aggiungo. Non so descriverlo.

Il deserto è vuoto, non c'è nulla, ed è perlopiù tutto uguale. Tuttavia il deserto è un simbolo, nel senso junghiano più profondo. Il deserto del Sahara - Gli altri deserti lo sono meno. Il Sahara si trova in Africa, evoca gli albori dell'umanità, le peregrinazioni degli ebrei, gli egiziani ed i loro misteri...

Il Sahara diventa un simbolo del tempo. Non ci sono monti, nel deserto, ma c'è il loro disgregarsi, un evento che diventa percepibile, un tempo immisurabile concepito immediatamente in un battito di ciglia.

Il deserto prende la forma della mente di chi lo vive, è la sua psiche materializzata. La sua sostanza cambia, non è un problema di percezione, perché il deserto cambia realmente, mentre lo guardi. La distesa illimitata di sabbia, vista dal punto di vista umano, può sembrare o più grande o più piccola, più sconnessa, o a tratti tesa come un velo di lino, a seconda di chi lo guarda. Il deserto è relativo.

Mentre lo ammiri, vi scorgi il flusso dei tuo pensieri.

Il deserto - il Sahara - è l'oggettivazione più perfetta del concetto junghiano di "archetipo".

I Tuareg dicono che il deserto è terribile e spietato, ma chi lo conosce è costretto a ritornarvi.

E' vero, anch'io da quando sono andato via dal deserto non sono più lo stesso, perché là ho visto me stesso, là come vi fossi già da sempre.

Non aumenti la comprensione di te, non scopri cose nuove, non hai nulla di più, se non la vicinanza fisica ed emotiva con te stesso.

Gli archetipi di solito si sperimentano in forma umana; il deserto è un luogo, ma diventa a sua volta forma umana. Ma non sarà il "vecchio", o l'"eroe", sei solo tu. Nel deserto diventi un eroe, nel senso junghiano, in te stesso.


La mia pagina speciale con tutte le foto, i video, ed il racconto del viaggio: Missione Libia 2008: Iniziazione al Deserto


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