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Honda Africa Twin: un mito attualmente inarrivabile

Honda Africa Twin: un mito attualmente inarrivabile

Categoria: MOTO

Inserito in DATA: 12/10/2011
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Ho appena letto un articolo tratto da www.mondocorse.com e mi sono sentito fiero di possedere questa moto. L'articolo è la riflessione di un possessore di Africa Twin 750 datata 1998 arrivata a 156.000 km.

Io sono quasi a 100.000 km, penso attorno ai 97-98 ma non ho più il contakm originale per cui... Be forse anche 99 tenendo conto degli 800 di sabato scorso. Non male per la mia rizione, visto che a Pasqua ho trasformato la moto in Slytta, facendomi circa 400 km col cavo tirato, pensando fossero invece cotti i dischi...

Dopo aver fatto il 7 Guadi ed averla di nuovo provata in fettucciato in guadi profondi e lunghi, non posso che continuare ad essere contento di questa moto. Alla faccia di Honda, cazzo: è una iena! Va come un tuono! Rispetto alla Transalp non ha paragoni! Ed è comoda, nonostante la gamba dolorante e che in questi giorni sono piuttosto stanco, i quasi 800 km fatti in giornata sono andati in un lampo!

Ecco l'articolo integrale, tratto da:

La Africa Twin XRV 750 è uscita di produzione senza lasciare eredi. La scelta del management nipponico di abbandonare il settore delle enduro bicilindriche da tre quarti di litro ha lasciato parecchie migliaia di motociclisti attoniti e smarriti, e le aspettative legate alla possibile presentazione di una nuova desert bike Honda sono state finora disattese. "Bisogna essere realisti", "il mercato si evolve", "smettila di essere ancorato al passato", "guarda quante altre proposte interessanti ci sono". Queste le più diffuse eresie che l'estimatore di Africa Twin si sente ripetere dai soliti professoroni del settore. Peccato che tra questi luminari non ce ne sia nessuno che abbia percorso più di una manciata di chilometri in sella all'Africa, e il cui giudizio non sia viziato da luoghi comuni.
Abbiamo fino ad ora macinato un po' più di centocinquantamila chilometri su una XRV 750 del '98, e ci siamo fatti un'idea nostra. Per rendere più significativo il pluriennale test, abbiamo ritenuto utile abolire i tagliandi ufficiali di manutenzione ordinaria presso il concessionario, così da poter meglio capire gli eventuali punti deboli del mezzo, senza fastidiose interferenze da parte di meccanici rapaci.
Silenziosa. Vibra poco. Abitabile e comoda per pilota e passeggero. Protettiva. Adatta al traffico cittadino, allo sterrato, alle piste da cross, all'autostrada, alla mulattiera, ai lunghi viaggi, veloce, maneggevole e stabile nel misto. Economica nei consumi. Tetragona alle sollecitazioni del fuoristrada. Potente il giusto o quasi. Pesante ma non troppo. Alta da terra ma non troppo. Una bella strumentazione classica e un visibilissimo display con contachilometri parziali, cronometro e orologio. Un aspetto grintoso e ancora attuale.
Confrontata con alcune delle odierne best seller, l'Africa Twin mantiene invariate le sue qualità, sebbene l'eventualità che possa dimagrire di alcuni chilogrammi, e magari guadagnare qualche cavallo (senza nulla perdere in dolcezza e fruibilità) non venga ritenuta deprecabile affatto. Quali le possibili candidate alla successione al trono? La BMW F 800 GS è la moto che più si avvicina a quella che dovrebbe essere l'evoluzione dell'XRV, nonostante le manchino un serbatoio capiente, una carena protettiva e un carter paramotore avvolgente. Peccato poi che la sola presenza del simbolo dell'elica faccia lievitare il listino, non si sa quanto giustificatamente. Non volendone comunque fare una questione di prezzo, la nuova Africa Twin non dovrebbe andare a porsi come concorrente della GS1200 e della nuova Yamaha Super Ténéré. Per ricreare il settore svanito e rilanciare la categoria, non dovrebbe cercare di piacere agli amanti del "grosso è meglio", ma restare fedele alla cilindrata primitiva, sconfinando al massimo negli ottocento centimetri cubici.
Pare che Aprilia sia in procinto di presentare un'enduro da tre quarti di litro, e la aspettiamo con impazienza.
Certo è che una nuova Africa proveniente da Tokio darebbe una bella scossa al settore, e potrebbe contare su un sostanzioso zoccolo duro di aficionados che firmerebbero assegni e cambiali a scatola chiusa o quasi.
Per essere assolutamente perfetta, non dovrebbe però avere i difettucci della progenitrice, sviscerati in questi centocinquantaseimila chilometri.
Ecco quelli più tediosi.
Pompa della benzina: ogni cinquantamila chilometri circa è stato necessario revisionarla, con la sostituzione dei contatti in rame. Questa è la soluzione più economica, in alternativa è possibile montare una pompa nuova, o una pompa aftermarket (suggerita la Mikuni della vecchia Super Ténéré), o ancora realizzare un circuito elettronico che eviti lo scintillìo e la conseguente usura delle puntine stesse, rendendole eterne (ne potete trovare gli schemi in rete). L'ultima opzione è l'eliminazione completa della pompa stessa e il collegamento diretto del serbatoio al carburatore. Questa soluzione rende però necessari frequenti rifornimenti, perché al calare del livello della benzina nel serbatoio l'afflusso del carburante viene meno.
Catena, pignone e corona: se trattati correttamente possono arrivare anch'essi a circa cinquantamila chilometri, però un moderno cardano toglierebbe un sacco di stress manutentivi. Inoltre il cuscinetto del pignone mal sopporta strapazzamenti ed eccessi di tensione della catena, e sul nostro esemplare è stato necessario sostituirlo ben due volte, a cinquantamila e a novantamila chilometri. L'operazione è molto, molto laboriosa.
Pinze e pastiglie freno: nell'uso cittadino gli intervalli di manutenzione sono troppo frequenti. Modificare le pinze e aggiungere qualche millimetro di spessore alle pastiglie sarebbe una gentilezza commovente da parte di Honda nei confronti dei suoi clienti, un po' meno per i suoi ricambisti.
Impianto elettrico: attenti ai cavi, con gli anni e i maltrattamenti possono assottigliarsi. Sul nostro esemplare una importante riduzione della sezione utile ha portato a un surriscaldamento dei cavi dell'alternatore, che ha provocato un principio di incendio della fiancatina sinistra, intorno ai centoquarantamila chilometri. E' stato inoltre necessario sostituire il regolatore di tensione, probabilmente costretto a un superlavoro causato dalla batteria semi-scarica.
Manutenzione ordinaria: sull'Africa Twin il motore è twin spark, cioè ha due candele per cilindro. La sostituzione di due delle quattro candele è un'impresa pressoché impossibile, a meno di non avere attrezzature dedicate.
Cuscinetti ruota: non sono eterni (i primi sono stati cambiati intorno ai 50000 chilometri, i secondi sono ancora montati), ma la loro sostituzione non presenta difficoltà. Se dovessi progettare una moto nuova, li farei un pochino più grossi e di conseguenza longevi.
Per festeggiare i centomila chilometri, le abbiamo sostituito i dischi della frizione, che iniziavano a slittare sensibilmente.
Intorno ai centoquarantacinquemila, è comparso un fastidioso rumorino dalle cause ignote. Ipotizziamo gioco tra spinotto del pistone posteriore e biella, ma non abbiamo voglia di aprire il motore; di conseguenza riduciamo il raggio dei nostri spostamenti ed evitiamo lunghi raid, per lo meno fino al momento in cui decideremo di sventrare il propulsore seguendo le indicazioni dell'esauriente manuale d'officina.
A centocinquantamila chilometri è stato necessario sostituire la piccola catena che aziona la pompa dell'olio, posta sotto il semicarter sinistro.
La distribuzione è stata revisionata in occasione dell'apertura del motore a novantamila chilometri, per la sostituzione del già menzionato cuscinetto del pignone.
Quattro volte in dodici anni si sono bruciate le lampadine degli anabbaglianti.
Questi i difetti, i problemini e i problemoni riscontrati.
Per il resto, l'Africa Twin è una forza della natura, uno dei migliori esempi di meccanica magistralmente asservita alle multiformi gratificazioni cercate dall'endurista di lungo corso.
Sono state pubblicate in passato interviste ai responsabili della Honda Italia, che hanno dichiarato le loro perplessità di fronte al rifiuto dei vertici di Tokio di ascoltare le richieste degli appassionati.
L'Italia ripudia la guerra come (…omissis…) mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Così recita l'articolo 11 della nostra Costituzione. L'opzione belligerante non sarebbe quindi la più indicata; però, come ritorsione per la mancanza di un'erede dell'Africa Twin, il Ministero degli Esteri dovrebbe rompere le relazioni diplomatiche e chiudere le ambasciate, o in subordine bloccare l'esportazione di Fiat 500 (sia la nuova sia la vecchia), molto apprezzate nel Paese del Sol Levante.
Qualcuno, da quelle parti, si sveglierà…



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