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Pesca a mosca, il lancio PARTE 1: si comincia a fare sul serio

Pesca a mosca, il lancio PARTE 1: si comincia a fare sul serio

Categoria: PESCA

Inserito in DATA: 29/12/2017
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La cosa che più differenzia la pesca a mosca rispetto alle altre tecniche di pesca non è tanto il fatto di usare una "mosca" in senso concettuale ovviamente, quanto piuttosto il fatto che la tecnica si fonda sul fatto che la mosca non ha peso. Chiunque abbia pescato anche solo una votla saprà che per lanciare serve un peso: se devo lanciare in mezzo a un gran lago un galleggiante, questo dovrà "avere" un certo peso, che invece potrà essere inferiore se devo lanciare a poca distanza da riva. A spinning sostanzialmente è uguale, anche se il peso dell'artificiale c'entra anche con la preda insidiata. A mosca invece ogni esca non pesa sostanzialmente un cazzo. Come fare?
E qui vengono fuori le rogne. Infatti nella pesca a mosca bisogna sempre lanciare lontano, perché bisogna insidiare il pesce già visto con un inganno, ma se oltre a un finto insetto gli mostro anche il mio faccione è dura che il pesce ci caschi.
Questo è il motivo per cui la pesca a mosca utilizza quel filo grossissimo e coloratissimo che si chiama "Coda di Topo" proprio perché è più grosso, molto più grosso, che in una tecnica alternativa.
In realtà non si pesca con questo filo, ma con un terminale in nylon standard, banalissimo, o meglio non proprio banale perché anche quello è "conico", però è comunque un nylon come quello della vostra canna da laghetto.
La coda di topo in realtà serve semplicemente come zavorra di lancio.
Al mullinello è solitamente attaccato un nylon chiamato backing che serve a dare un po' più di lunghezza alla lenza totale, visto che la coda di topo ne occupa molto spazio; al backing è attaccata la coda di topo, disponibile in varie forme, spessori, e tipologie; infine alla coda di topo è connesso il terminale che può essere molto lungo - anche 5 mt - e che o è composto da un unico filo appositamente realizzato conico, ovvero che dalla coda di topo alla mosca diminuisce gradualmente di spessore, oppure può essere costruito da voi stesso prendendo fili di dimensioni differenti e legandoli assieme (la cosa però segue regole precise, non va fatta a caso).
La particolarità della pesca a mosca è che la tecnica di lancio è piuttosto complessa e va studiata bene e a fondo perché serve proprio a riuscire a caricare di inerzia la coda affinché possia srotolarsi senza arruffarsi e stendendosi scagliare il terminale in maniera uniforme verso la nostra preda, terminale che srotolandosi a suo volta in maniera uniforme riuscirà a far poggiare la mosca sull'acqua con grazia e delicatezza, sicché tutto il resto del movimento avverrà lontano dal pesce che dovrà vedere solo questo insetto finto volargli dritto sul muso tanto che dovrà semplicemente pensare ad una gran botta di culo.
Questa questione del lancio implica che in realtà di lanci ce ne sono tantissimi: il lancio base con la lenza che vola sulla testa si potrà fare solo in mezzo al Tagliamento tra i sassi senza nessun ostacolo in un raggio di almeno 30 mt.
Ma ogni tanto avrete alberi dietro, o a destra, o a sinistra, o rami sopra, o cespugli davanti, o rovi poco oltre, o la trota sarà oltre un ramo o una pietra, o la corrente andrà sfruttata per non far "dragare" la mosca (la corrente trascina la coda di topo prima della mosca, facendole fare una discesa innaturale e il pesce, che è muto ma non idiota, non ci cascherà mai). Oppure questo cazzo di cavedano, ultimo rimasto nei fiuimi dopo il disastro di gestione friulana dei pesci, si sarà nascosto sotto un cespuglio e voi dovrete riuscire a stendere la lenza dritta e bassa sull'acqua per infilarvici in mezzo. 
Come fare?
Ecco, per tutte queste situazioni esistono dei lanci specifici.
Su Youtube c'è una bella playlist How to Fly Cast Lessons

LANCI INIZIALI

Per cominciare, comunque, esistono dei lanci standard che si basano sempre sul distendere bene la coda di topo:
1) lancio base: la coda viene distesa dietro, poi lanciata in avanti. Si sfrutta solo la mano che impugna la canna.
2) lancio trazione base: si effettua una sola trazione con la mano che regge la coda. In realtà la trazione è doppia, però effettuata con un movimento continuo verso il basso il tutte due le fasi.
3) lancio doppia trazione (Double Haul): la trazione della mano "sinistra" è doppia perché viene effettuata con due fasi distinte a seconda delle fasi di movimento della canna, quindi la mano prima effettua una trazione, poi risale, quindi effettua una seconda trazione.
Sono questi i primi tre lanci da imparare, e non si pensi che il primo sia facile, anzi! Col fatto che bisogna caricare bene la canna, a me risulta quasi più difficile.
Giancarlo Donninelli li spiega molto bene: http://www.pescaconlamosca.it/tecnica/tecniche-di-lancio

In questo video molti vengono mostrati e spiegati, vi consiglio di guardarlo perché è fatto molto bene.


Massimo Magliocco (del quale ho letto il suo Lungo le Rive del Fiume che però non vi consiglio) ha la convinzione che nella pesca a mosca i lanci siano tutto. E la sua convinzione lo ha portato a diventarne una specie di mostro sacro, capace di lanciare la sua mosca dove vuole in ogni situazione.
Vederlo all'opera è un vero piacere perché ha una naturalezza incredibile.


E' sui lanci che io ora devo cominciare ad esercitarmi, e non è per nulla cosa facile.
Convinto che sia una cosa fattibile da autodidatta, ed anzi convinto che da autodidatta sia persino più semplice - anche se in realtà un aiuto me lo farò dare perché in italiano non c'è molto materiale - farò qualche pagina in merito.

Nel frattempo... guardate che spettacolo la foto allegata.
La trovate al sito www.boonespoone.com/fly-fishing

MATERIALE A CORREDO



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