CATEGORIE:
Libri relativi al mondo della pesca

Libri relativi al mondo della pesca

Categoria: LIBRI

Inserito in DATA: 12/07/2017
Vai ai COMMENTI
Con l'entrata del vostro caro Bieco nel mondo della pesca è chiaro che ora sono alla ricerca di libri riguardanti questo mondo che, secondo me, a livello letterario può dare tanto.
Ecco dunque un po' di libri che ho comprato e che ora mi accingo a leggere.
Man mano che li leggerò, inserirò la mia recensione in fondo. Mi sono arrivati l'altro ieri da IBS.it e oggi comincio il primo per cui un po' mi ci vorrà...

NORMAN MCLEAN, "In mezzo scorre il fiume"
Ci sono rari libri che sembrano fatti di niente e alla fine dei quali ci si trova a navigare nel tutto e precisamente su un fiume. «Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa»: così leggiamo nelle ultime righe di questo romanzo – e in quel momento la frase ci pare perfettamente chiara. Ma come ci si arriva? Ascoltando la storia di due fratelli del Montana che hanno la passione della pesca a mosca in luoghi magnifici e deserti. Nulla di più elementare, si direbbe. Eppure, i due fratelli erano cresciuti nell’idea che niente nella vita fosse altrettanto arduo, misterioso e solenne: «Nella nostra famiglia non c’era una chiara linea di demarcazione tra religione e pesca a mosca». E a poco a poco scopriamo come la pesca a mosca abbia la peculiarità di attirare le più strane complicazioni, che coinvolgono birra, cazzotti, sfide virili, memorabili zie presbiteriane, una pellerossa dai capelli lucenti, una avventuriera dalle natiche equamente tatuate con le lettere LOVE, un vecchio predicatore (il padre) che legge il Vangelo in greco lungo il fiume e dice poche parole che vanno lontano, come queste: «Per mio padre, tutte le cose buone – dalle trote alla salute eterna – derivavano dalla grazia, e la grazia dall’arte, e l’arte non è una cosa facile». Mentre la tensione che regge il tutto è data dal rapporto fra due fratelli, i due pescatori, che si studiano in ogni dettaglio, si amano – e non si capiscono: sino a un lacerante finale, che rivela come siano «proprio le persone con cui viviamo, che amiamo e che dovremmo conoscere meglio, a eluderci». Per raccontare queste storie occorreva soprattutto un certo tono – asciutto, laconico, senza inflessioni, che ci fa pensare subito a un film di John Ford o a una lirica di Robert Frost tradotti in prosa. Così, da una materia che è insieme lieve e tragica, è nato un «fosco idillio americano, di cui la lingua può andare fiera» (Robert M. Adams). In mezzo scorre il fiume è apparso per la prima volta nel 1976.
(tratto dal risvolto di copertina, ed. Adelphi)
Libro assolutamente magnifico; subito dopo consiglio di guardare il film, fatto molto bene.

MICHELE MARZIANI, "Il pescatore di tempo. Piccole storie di pesca in acque dolci"
La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita lo scrittore Michele Marziani a raccontare come anche il più modesto dei pescatori d'acqua dolce, nella sua ossessione sentimentale che può trasformare una trota in Moby Dick, assecondi la propria passione per fuggire dall'ordinario, restare per sempre bambino e diventare nascostamente filosofo.
(dalla introduzione ed. Ediciclo)
Storielle carine di un appassionato di pesca, peccato solo due cose. La prima: il libro è eccessivamente piccolo e breve, cosa dovuto al fatto che i capitoli, che compongono storielle, sono eccessivamente brevi, sintetiche, non riescono a trasmettere nulla per via dell'assurda brevità. La seconda: lo stile della scrittura, tipico dei giornalisti italiani, che letteralmente non sanno scrivere e pensano che sacrificare la grammatica sia la mossa giusta per evocare sensazioni, mentre ciò che si ottiene è semplicemente frasi incoerenti e stupide.

MICHELE MARZIANI, "Un ombrello per le anguille. Racconti scritti sull'acqua"
La pesca è stata ed è ancora la mia vita interiore. Non parlo spesso nella vita con Dio né con la mia anima, né con le persone care che ho perso per strada. Lo faccio pescando. Il mistero di quanto si nasconde sott'acqua è in grado di farmi riaffiorare i dubbi su quanto si nasconde nell'eternità. L'ingiustizia di un atto barbaro, primitivo - l'uccisione delle catture libera un dibattito interiore, mai risolto, ma infinitamente vitale. La pesca per me, a volte, è quasi una religione. È quello che non sono mai riuscito a far capire a mia madre, a mio padre, agli amici, alle donne che ho amato. Spero di riuscirci con i miei figli. Perché? Beh, perché io ho avuto un ottimo padre, ma oggi so che avrei voluto un padre pescatore. Qualcuno che mi segnasse le vie da percorrere, mi dicesse come fare il nodo per legare l'amo senza farmelo studiare sui libri con i disegni sempre poco chiari, qualcuno che si alzasse con me all'alba sapendo che cosa stavo provando.
(dall'introduzione, ed. Guido Tommasi Editore-Datanova)
Rispetto al libro precedente, c'è una maggiore cura nella scrittura, quindi sia a livello contenutistico sia a livello stilistico. Tuttavia rimane un libro, nel complesso, superficiale in entrambi i lati. Carino, ma tutto qui.

ALESSANDRO MARIA MAI, "Acque dimenticate. Racconti senza tempo di pescatori e pesci"
Le acque dimenticate custodiscono storie di un passato poi non così lontano, quando agli uomini semplici era ancora consentito amare la natura ed esserne ricambiati. A loro occorreva poco per essere felici: un po' di tempo, un po' d'acqua pulita e qualche pesce decente a sguazzarci dentro. Erano tutti pescatori da quattro soldi ma, a guardar bene, erano proprio persone speciali, che sapevano fermarsi e godere appieno di una giornata di sole in riva all'acqua. Ascoltare i racconti delle Acque dimenticate fa bene e ci riporta a un mondo semplice eppur vero, dove è facile intuire il ritmo giusto della vita e il senso delle cose. Il volume è illustrato da alcune tavole, realizzate espressamente per quest'opera, che contribuiscono ad entrare nell'atmosfera del racconto e a viverne pienamente le emozioni.
(dall'introduzione ed. P. M. Fumagalli)
Un libretto corto e sintetico ma con storie carine. Tuttavia lo stile è semplice e poco curato, perché da quel che ho capito la collana si sviluppa come una specie di interviste agli autori che, sempre per quel che ho capito, non sempre sono scrittori. Per cui non aspettatevi grandi abilità letterarie, sebbene il libretto sia carino, ma solo per un pescatore, altrimenti sono soldi buttati.

THOMAS MCGUANE, "Il grande silenzio. Una vita trascorsa pescando"
La pesca è un'arte antica, fatta di rituali precisi e in cui si crea un rapporto intimo e complesso tra l'uomo e la natura. Soprattutto, è un'arte della solitudine, lo sport che più si avvicina alla meditazione. Questo libro - originale ibrido di saggio, racconto e autobiografia - è senz'altro l'opera più personale di Thomas McGuane: un viaggio ai quattro angoli del pianeta - a caccia di trote nei fiumi dell'amato Montana e del tarpone in Florida, del salmone in Islanda o della volpe biancastra nel Golfo del Messico - e un'incursione tra le abitudini e le manie dei pescatori, tra le "opinioni infondate" che circondano canne e mulinelli, alla superiorità della trota su ogni altro pesce, alla classificazione degli appassionati in base alle loro mosche preferite.
(dall'introduzione ed. F. Franconeri)
Bello bello e bello. A tratti noioso per via che ci sono molte storie intrise di nozionistica della pesca che possono risultare troppo lunghe, ma del resto questo fa parte del contenuto del libro o no? Comunque veramente bello, McGuane è un magnifico e abilissimo cantore della natura.

ALFREDO CALIGIANI, "Pesca. Apprendere e praticare l'arte della pesca nelle acque dolci e in mare: ambienti, tecniche, pesci"
Questa guida è suddivisa in due sezioni, dedicate rispettivamente alle acque dolci e alle acque di mare. Ogni sezione è suddivisa in tre parti. La prima parte analizza gli ambienti di pesca, la seconda è destinata alla trattazione delle varie tecniche di pesca. La terza parte è dedicata alle specie ittiche: le singole schede prendono in esame la morfologia, il comportamento e le preferenze alimentari dei pesci più facilmente insidiabili e suggeriscono le tecniche migliori per la pesca.  Edizione Mini Compact De Agostini. 
(dalla quarta di copertina)
Libro introduttivo alla pesca in acqua dolce e in mare delineando - superficialmente - le tecniche principali, pensato per essere portato sempre con sè, piccolo e rilegato ad anelli; a parte le schede sui pesci, comunque, non c'è altro motivo per portarselo dietro. Penso che libri così dovrebbero si essere sintetici, ma sintetici sulle cose che contano: ad esempio, mettere qualche pagina di breviario di nodi, o fermarsi un attimo sui terminali che bene o male sono comuni a ogni tecnica, o parlare dei mulinelli giusto riguardo la taglia, no? Invece in questo modo si è superficiali su argomenti che, dopo 6 mesi di pesca, una persona già conosce meglio e così il libro perde tutto il suo scopo. E' come imparare a guidare e, agli inizi, portarsi dietro un libro che spiega che una auto ha 4 ruote, che il volante serve a girare, e via dicendo...

PAOLO COGNETTI, "A pesca nelle pozze più profonde"
«A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare». Cos’hanno in comune le esche artificiali e la paura della pagina bianca, i torrenti di montagna e i fogli accartocciati il mattino dopo?
Secondo Paolo Cognetti, scrittore di racconti, traduttore e limpido talento della narrativa italiana di oggi, molto. Anzi, a dire il vero, quasi tutto. Per dimostrarlo ha deciso di aprire il suo quadernone degli appunti, ampliando e rielaborando parte dei materiali pubblicati negli ultimi anni sul suo blog personale. Il risultato è un saggio, A pesca nelle pozze più profonde che si potrebbe buttar giù tutto d’un fiato, come un bel racconto, ma che conviene gustarsi a piccoli sorsi, apprezzando la lunga e laboriosa ricerca che ci sta dietro. Cognetti, infatti, sembra vivere la scrittura come una forma di monachesimo. E seguirlo nelle sue pratiche ascetiche, anche per chi non crede nel suo dio, può essere estremamente istruttivo.
(dalla quarta di copertina)
Sappiatelo subito: quell'incipit e tre o quattro pagine oltre è tutto ciò che c'entra col mondo della pesca nel libro di Paolo Cognetti. Superate quelle prime pagine, il resto è semplicemente una discussione perlopiù sterile riguardante scrittori di racconti, con riflessioni su alcuni di questi racconti. Diventa sostanzialmente una specie di critica letteraria un po' romanticheggiante ma senza alcuna novità, senza alcuna scoperta, senza alcun profondità di analisi, solo citazioni e parafrasi senza alcuna altra qualità se non la qualità stessa dei racconti già scritti di cui lo scrittore si appropria per riempire le 100 paginette di questo libello.

MASSIMO MAGLIOCCO, "Lungo le rive del fiume. I ricordi di un pescatore a mosca"
La pesca a mosca, come era intesa fino a qualche anno fa, ha subito una grande trasformazione di carattere etico/comportamentale che le ha fatto perdere quel fascino unico che aveva e che la distingueva dalle altre tecniche di pesca. In questo libro, con le avventure vissute attraverso trent'anni di pesca a mosca, l'autore ha cercato di far rifiorire nella mente i ricordi un po' sbiaditi di chi ha "fatto" la pesca a mosca in Italia ovvero le vecchie generazioni di pam e di far capire a quelle nuove, che questa tecnica e qualcosa di diverso dal solo obbiettivo di catturare un pesce, qualcosa di straordinario e forse di irraggiungibile. Ritornare alle origini con il rispetto dovuto verso chi per tanti anni ha sviluppato la tecnica mosca, e un obbiettivo estremamente importante da raggiungere. Un libro che nutre la mente.
(tratto dal risvolto di copertina, ed. Adelphi)
Il libro è autopubblicato mediante Lulu.com. Per conoscere l'autore visitate il suo sito www.massimomagliocco.it
Sfortunatamente la bella esperienza di vita e professionale di Magliocco, qui autobiografata, è completamente rovinata e calpestata dalla prosa, infantile, piena di errori, che tenendo conto il fatto che il libro si paga non dovrebbe assolutamente esserci. Peccato.

WILLIAM HUMPHREY, "My Mody Dick"
Come avvenne al capitano Achab, anche a Bill viene concesso di incontrare un pesce da primato, una trota bruna che, con ogni probabilità, è la più grande trota bruna di questo mondo. Vive in un piccolo ruscello caro a Melville e Hawthorne, tra i monti del Berkshire, e benché cieca da un occhio, è abbastanza astuta da essere riuscita a sfuggire fino a quel momento all’amo dei pescatori. Bill prova a misurarla e, secondo le sue stime, il pesce supera i centocinque centimetri, ha la stessa circonferenza della sua coscia e pesa circa tredici chili! Come per Achab, il desiderio di catturare il Grosso Pesce diventa per Bill un’ossessione che lo spinge a osservare per giorni e giorni le sue abitudini e a studiare maniacalmente ogni tecnica di pesca alla trota per arrivare alla sfida finale… Un piccolo gioiello letterario arricchito da una postfazione di Raymond Carver. «Alla fine, quando l’autore ci dice che è un uomo diverso, gli crediamo. Abbiamo assistito dall’inizio alla fine alle sue avventure con un pesce le cui dimensioni e il cui aspetto sembrano un solenne richiamo alla presenza di Dio nel mondo… Un libro di devozione, pieno di un raro e affettuoso riguardo per i misteri di questo mondo e anche dell’altro» (Dalla prefazione di Raymond Carver). 
Una settantina di pagine per creare un piccolo capolavoro di letteratura che aimé dura troppo poco, ma allo stesso tempo non vi trova nulla di più da aggiungere tanto è scritto bene. Bellissimo.

ROBERT HUGHES, "La filosofia della sardina. Riflessioni di un pescatore mediocre"
La pesca è molto più di una passione, è una filosofia di vita, un modo speciale per entrare in contatto con se stessi e con il mondo. Il rapporto tra l'uomo e il pesce è un'attrazione fatale dietro cui si nasconde il grande legame con la natura e la fascinazione profonda del mare. Mescolando ricordi personali, riflessioni filosofiche, aneddoti coloriti e folgoranti descrizioni naturalistiche, Robert Hughes rivela i risvolti, le implicazioni e i significati di questa antichissima attività. 
Critico d'arte, in questo libro Hughes (che sinceramente non avevo mai sentito prima) decide di fare un libro che contiene una serie di riflessioni libere e non lineari che hanno come origine anche indiretta la sua passione della pesca. Una specie di stream of consciousness che ruota sempre attorno alla parola "pesca". Bella scrittura, ma contenuti deboli, manca un punto focale sul quale potersi mantenere durante la lettura che risulta caotica, talmente destrutturata che si fa a volte persino fatica a seguirne il discorso. E nonostante questa introduzione impietosa, tutto ciò è un peccato perché lo scrittore ha una buona penna.

JIM CASADA, "Pesca con la mosca"
Oggi anche in Italia la pesca con la mosca è sempre più diffusa e si è liberata dal pregiudizio che sia per pochi iniziati. È una pesca che richiede abilità fisica nel lanciare, magari a 20-30 metri, una piccola esca fatta di piume, e capacità di osservazione, per capire dove sono i pesci, quali sono le loro abitudini, di quali insetti si cibano. Tutti possono diventare abili pescatori con la mosca: sia chi si farà travolgere dalla passione e diventerà un instancabile lanciatore, sia chi si 'accontenterà' di passare una giornata di pesca lungo un cristallino torrente di montagna, un grande fiume di pianura o sulle rive di un lago. In questo libro potrete trovare: i consigli per chi vuole cominciare; una panoramica su tutta l'attrezzatura necessaria; le tecniche di lancio, i tipi di pesca, i 'trucchi' per diventare un pescatore sempre più esperto; le schede dei pesci più ricercati dai pescatori con la mosca. 
E' assolutamente introduttivo. Consigliato a chi di mosca non sa niente, e che come pescatore ha sempre fatto il pescatore "istintivo" e non tecnicista ed anche in quel campo è un pescatore novellino, o della domenica. Tutto riassuntivo, ma bene o male tutto. Alla fine se ne esce che finalmente si è capito cosa minchia è una coda di topo, perché le code di topo si chiamano WF5 ma non sempre, perché si parla di "terminali conici" ma poi c'è la coda di topo. 

MARIO ALBERTARELLI, "L'amo e la lenza"
Questo non è un manuale di pesca. Non è neppure un romanzo. È soltanto il ricordo di una vita trascorsa su fiumi, laghi e torrenti nella continua ricerca di un’intima felicità. 
Avrei potuto intitolarlo “Qualche cosa che è mio” ma, attraverso i vetri delle librerie, i pescatori non si sarebbero accorti che il volume era in primo luogo dedicato a loro. 
Comincia così “L’amo e la lenza”, sicuramente il più bello tra i libri di Mario Albertarelli. Grazie alla grande disponibilità della famiglia Albertarelli, oggi è possibile scaricare, in formato PDF, il testo integrale del volume ormai introvabile. 
Una magnifica biografia di un uomo che è riuscito, uno dei pochi, a capire se stesso, e riconoscersi come, semplicemente, un pescatore. Grazie infinitamente ai famigliari che hanno reso gratuito questo gioiello.


CARLO COTTA RAMUSINO, "Manuale della Pesca a Mosca 2 ed. "
Manuale risalente al 1981 che ho trovato usato su eBay ed ho comrpato sia per passione letteraria sia per imparare qualcosa di più sulla pesca a mosca. Sottotitolo Canne - Lenze - Mulinelli - Setali - Mosche - Lanci da pesca e da gara. 238 figure di cui 83 a colori - 10 tabelle.
Sicuramente un libro vecchio, ma proprio per questo bello. Tutto - la grafica, la scrittura, l'impaginazione - ricorda un'epoca dei libri e degli scrittori che oggi non c'è più, e che era un'epoca migliore non ci può essere alcun dubbio. Per quanto riguarda la tecnica a mosca, si badi che - per fare un esempio - delle canne sono trattate solo quelle di bambù perchè il carbonio ancora non c'era. Per le code di topo non esistevano ancora le comode sigle WF o DT, c'erano invece sigle tipo GAF o HDBG che ne indicavano i vari diametri e pesi. Era un altro mondo. Si parla anche di fumare sigarette e pipa durante la sessione di pesca, non si citano i guadini a racchetta, si parla di ammazzare il pesce e sfilettarlo, tutte cose ora o perdute o altamente vietate per facilona ed improvvisata etica. E' dunque sicuramente passato ma non per questo inutile, anzi: parla di una tecnica a mosca che se oggi è superata, lo è per "moda", non certo per inefficienza perchè sicuramente allora i pescatori non erano degli inetti. Parla di un'altra era che risali a soli 40 anni fa. Alla fine di questo libro vi resteranno ben poche nozioni tecniche di pesca a mosca, ma ve ne entrerà nell'animo lo spirito. 

AUTORI VARI, "Pescare a spinning nelle acque interne italiane"
A chi già conosce lo spinning, a chi si sta avvicinando o a chi ne ha sentito parlare, ma ancora non lo ha praticato. Disegni, spunti, informazioni, fotografie, racconti, osservazioni, studio dei paesaggi e delle prede da insidiare, tutto questo, e ancora di più, si trova pagina dopo pagina nel libro curato e ideato da Spinning Club Italia. Pescare a spinning nelle acque interne italiane è il risultato del lavoro di tanti autori appassionati che hanno riversato in questo elaborato tutte le loro conoscenze e l'esperienza maturata praticando questa disciplina "giovane" che, dalla metà dello scorso secolo, ha cominciato a mietere sempre più "vittime", attratte da un tipo di pesca dinamica e attenta, adatta a chi ama emozioni forti.
Un libro bello completo e professionale. Mancano solo le foto, a spiegazione dei concetti esposti. Foto ci sono in realtà, a sfogliarlo: ma sono spesso messe a caso, senza didascalie, spesso non inquadrabili tra le righe del discorso. Un disegno, uno schema, un modello, un grafico servirebbero in molti punti: è inutile elencare i nomi dei vari tipi di palette dei cucchiaini se poi non c'è la loro rappresentazione; e a critirare che sono discorsi troppo banali e dati per scontati visto che non si può spiegare tutto quanto, non si capisce perché perdere paragrafi interi a spiegare la differenza fra un cucchiaino e un ondulante. Tolto ciò, un bel libro per chi nulla sa di spinning, o per chi l'ha praticato senza approfondire, usando saltuariamente un Martin perché aveva finito le camole. Indubbiamente i concetti ci sono e sono molti, e comunque ben espressi.

MATERIALE A CORREDO



Inserisci un commento

Il Bostro-X
© Federico "Bostro" Bortolotti 2011

Questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.

» www.bostro.net » contatti
» Privacy Policy

Licenza Creative Commons
www.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Web Bostro.Net