La disfatta...

Categoria: FUMATORE

Inserito in DATA: 03/08/2010
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La droga tabacco è subdola, è bastardo. Essa non provoca lo sconquasso fisico, che suscita paura e terrore. I malesseri che genera sono piccoli a volte indistinguibile dai piccoli malesseri che ci accompagnano tutti i giorni.

Il 1° aprile ho smesso di fumare. Le ultime sigarette le ho fumate la notte precedente, una notte per me simbolica. Ma forse proprio il mio eccessivo soffermarmi sul momento finale, il trasformarlo in un'epica celebrazione della mia volontà, lì forse è stato il mio errore.

Porre una fine, implica sempre il porre un nuovo inizio.

Per due mesi sono stato tranquillo. Avevo smesso, e non avevo intenzione di ricominciare. Mi ero preparato psicologicamente per molto tempo, per tre mesi circa. Smesso, cominciò la ripresa fisica. La respirazione migliorò, la pressione sanguigna anche, mi scomparve il mio tanto detestabile bolo isterico, e potei finalmente ricominciare ad indossare magliette a girocollo.

Cosa mi spinse a farlo? Lo ammetto, in primis la moto. In moto, in fuoristrada, c'è notevole dispendio energetico, e gli sforzi immediati che si compiono senza preavviso necessitano di una immissione istantanea di ossigeno nel sangue. Il mio respiro arruffato e, negli ultimi tempi, a tratti asmatico, era detestabile e mi procurava notevoli problemi. Durante il viaggio in Tunisia capii che era giunto il momento di farla finita. Cominciai per mesi a prepararmi, spinto anche dagli allenamenti fisici del Koredas.
Ci riuscii.

Il cuore pompava meglio, sudavo persino di meno, sotto sforzo, e le successive prime giornate di calura estiva mi erano molto meno difficili da sopportare.

Sentivo meglio gli odori, li percepivo, come dire, prima.

Sparì il dolore toracico che provavo sempre sotto sforzo. Dopo due mesi ero un uomo nuovo.

Sentendomi sicuro, provai a dare una boccata alla sigaretta di un amico.

E mi fece schifo. br> E probabilmente, in quel momento, mi sono fottuto.

Per un mese continuai a dare una (schifato) boccata saltuaria. In realtà, in quel periodo, il mio organismo drogato da anni ed anni, si stava riabituando alle tossine. E poco dopo lo scadere del terzo mese ci ricaddi.

Ci furono, lo ammetto, degli avvenimenti non proprio positivi per me; anzi... Ma resta tutto ingiustificato, perché la sigaretta non migliorò nulla.

Dopo qualche settimana cominciai a fumare, a volte, durante serate particolarmente alcoliche. Io che avevo passato una pasquetta senza problemi senza fumare, e che mi ero pure spaccato due dita della mano nel frattempo, ci ricaddi, in realtà molto stupidamente.

Tentai di resistere, ma ormai il danno era fatto. La droga aveva riassunto il controllo del mio organismo.

Perché è così che funziona: il tuo organismo si assufà ad una droga silenziosa e senza effetti apparenti, che diventa di colpo un bisogno psicologico primario.

Fu tutto inutile. Prima cercai di regolare il mio bisogno di sigarette. Poi ci caddi, ricomprai dopo tre mesi abbondanti delle sigarette, ripromettendomi di smettere poco dopo. Ci provai, allietato dal ricordo della facilità con cui avevo smesso tempo prima, ma fu tutto inutile.

In pratica, ho fatto peggio. Ora il "piccolo mostro" dentro di me sa come ragiono, sa dove recupero le forze mentali necessarie a smettere, e le sconfigge prima che io le trovi, o devia la mia attenzione portandomi fuori strada.

Ed ora, lo ammetto, ci sono ricaduto.

Mi pare tutto più difficile.

Quello che mi dà più fastidio è che mentre inizialmente adoravo le sigarette, e decisi di smettere per praticità, ora ho ricominciato a fumare per... non so perché. Anzi, lo so: per pura e semplice tossicodipendenza.

La mia tanto celebrata forza di volontà se ne è andata a puttane.

Non posso farci niente; così mi pare, non so se lo è, anzi, so razionalmente che in realtà NON è così. Ma questa coscienza fredda, superficiale, mi è completamente inutile.

Ho perso miseramente la sfida con me stesso. Mi sento debole, sconfitto. Sono stato battuta da un mostro fatto di carta e foglie marce.

Sono un fumatore.

Di nuovo.

E forse per sempre.


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