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Un altro anniversario, altre migliaia di sigarette, un'altra apologia

Un altro anniversario, altre migliaia di sigarette, un'altra apologia

Categoria: FUMATORE

Inserito in DATA: 31/03/2015
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Passo velocemente di qua per rendervi partecipi del fatto che è il 31 marzo, ovvero l'anniversario di quando io ho iniziato a fumare molti, molti, molti anni fa.

Vi amo, sigarette, e non vi lascerò mai!

Ok, ora sono convertito alla sigaretta elettrica (si si Luciano 'Lupa' Lupattelli? non spaccarmi la minchia :-) però il mio amore per le cicche non è cambiato! E' solo che... avevo dei problemi a continuare a fumare come un turco come facevo, e fumare poco non ci riesco. Mi facevano male i polmoni, tossivo di continuo, avevo problemi di pressione e di frequenza cardiaca, nonché problemi respiratori che a volte diventavano piccoli attacchi asmatici e mi sentivo privo di ossigeno e di forza di assimilarne, che si tramutavano in piccolissimi e isterici respiri continui e frenetici. 

Fumare poco non lo reputo neanche sensato. E' un po' come far l'amore fino a metà.

Come ha detto Bettinelli in Brum Brum, o si fuma come si deve, o si smette. Nella mia vita di fumatore sono ben poche le sigarette che mi sono pentito di aver fumato, sono invece migliaia e migliaia quelle che mi hanno dato soddisfazione. Ne ho fumate sicuramente più di centomila, e ne ricordo tantissime come se le avessi fumate ieri, anche se le ho fumate 25 anni fa.

Ricordo quando, arrivato al Liceo a Udine, andavo a fumare di nascosto in bagno perché i miei sconosciuti compagni di classe non lo sapessero, visto che additavano come un tossico un tizio dell'altra sezione che fumava come un turco; e che fu il primo, ovviamente, che mi beccò, perché gli bastò notarmi aspirare con gola il fumo passivo mentre parlavamo assieme.

Ricordo con nostalgia la prima sigaretta, ogni minuto, ogni boccata.

Ricordo quei momenti che mi hanno segnato, e che non condividerò mai con nessuno, in cui mi sono ritrovato da solo, a volte in lacrime, ad accenderne una dietro l'altra senza sapere bene neanche perché, e lo ammetto senza capirne il motivo, senza sentirne il sapore, ma conscio che in loro trovavo un po' di conforto, come quando devi parlare con qualcuno senza un motivo, senza ascoltarne le risposte o i commenti, e non ti frega un cazzo neanche di chi è ma devi semplicemente parlare con qualcuno.

Un tempo, per onorare questa giornata passavo alcuni giorni senza fumare per arrivare al 31 marzo con la nevrosi e godermi il pacchetto nuovo, rigorosamente gi John Player Special che sono state le prime cicche che ho fumato. Questa abitudine sparì pian piano gli ultimi anni del liceo, da un lato perché facevo sempre più fatica a stare senza fumare (no, non è schiavitù: siete schiavi del vostro respiro? o del bisogno frequente di bere acqua?), dall'altro perché le JPS facevano proprio cagare e nel corso del tempo peggiorarono sempre più. In realtà, sono peggiorate tutte le sigarette: quando un tempo erano pesantissime, erano più buone. Ora sanno di plastica e basta. Da anni fumo sigarette fatte a mano, e spesso senza filtro. 

Ho conosciuto migliaia di persone fumando, e molte volte chiedendo o offrendo una sigaretta mi sono fatto molti amici. Non c'è cosa che il fumare non possa fare, per ampliare i rapporti umani. "Hai da accendere" è una chiave universale, basta non abusarne.

Chiavatevi, salutisti dei miei coglioni: non volete fumare? Pazienza. Ma non spaccate il cazzo a chi fuma, finitela.

Spaccate il cazzo a chi impone il fumo, questo mi va bene: ma non a chi fuma "per principio", perché "per principio" molte persone andrebbero buttate giù da una rupe. Come ha detto McGrath in Spider: "non esiste una pazzia talmente grave da escludere dalla comunità del tabacco". 

Auguri, Bostro, e cicche del Bostro! Buon anniversario!

Cito un passo di un mio pensiero del 29/10/2008:
Dico solo questo: mi piace fumare. Mi piace il sapore di alcuni tabacchi, che cerco e seleziono in tabacchino. Mi piace il fatto che quando non so cosa fare, al posto di rincoglionirmi di fronte alla TV, mi siedo in terrazza a fumare una sigaretta guardando il cielo, o la città. Mi piace il fatto che a volte piuttosto di dannarmi a parcheggiare più vicino che posso alla piazza, parcheggio un po' più lontano, pensando che così mi faccio "quattro passi" fumando una sigaretta, con calma. Mi piace leggere un bel libro con le mani scaldate dal fornelletto della pipa. 


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