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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
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Nuovo servizio antibufala, e pensieri in merito


DATA: 23/11/2012 - CATEGORIA: PENSIERI COMMENTA
Ho aperto una sezione del mio sito dedicata alle bufale che scopro su internet. Perlopiù le bufale, ormai, girano su Facebook. Perché? E' facile rispondere: tramite gruppi, pagine, l'informazione è ormai veicolata su Facebook, mentre una volta si andavano a cercare siti tramite i motori di ricerca. Un esempio è Bastardidentro, che oggi è più seguito su Facebook, o a partire da Facebook. Ma su Facebook le informazioni veicolate sono strette, corte, si legge il titolo e l'introduzione, e tramite il pulsante "Condividi" senza aver approfondito il contenuto, lo si è già divulgato in rete.
Nuovo servizio antibufala, e pensieri in merito Ho aperto una sezione del mio sito dedicata alle bufale che scopro su internet. Perlopiù le bufale, ormai, girano su Facebook. Perché? E' facile rispondere: tramite gruppi, pagine, l'informazione è ormai veicolata su Facebook, mentre una volta si andavano a cercare siti tramite i motori di ricerca. Un esempio è Bastardidentro, che oggi è più seguito su Facebook, o a partire da Facebook. Ma su Facebook le informazioni veicolate sono strette, corte, si legge il titolo e l'introduzione, e tramite il pulsante "Condividi" senza aver approfondito il contenuto, lo si è già divulgato in rete.

Non c'è spazio per la critica, sui Social Network.

Per raggiungere la nuova sezione del mio servizio Antibufala, andate su http://www.bostro.net/bufale - Non posso, con questa occasione, non ricordare il grande servizio antibufala di Paolo Attivissimo.
Ora vorrei però fare una digressione sulle bufale, la loro diffusione, e soprattutto il metodo della critica, sperando che qualcuno legga questa pagina e che la prossima volta, di fronte ad una notizia sensazionale, abbia il coraggio di perdere 5 minuti utilizzando il proprio cervello e un motore di ricerca qualsiasi, per valutarne la veridicità.

Ovviamente, l'identificare una notizia come bufala di primo acchito è qualcosa che può essere fatto solo istintivamente. Una bufala è di solito una notizia sensazionale che va contro la scienza; o che pretende di dimostrare complotti; o che li sottintende; o che nega qualcosa di largamente riconosciuto. Di solito, comunque, la bufala ha come messaggio implicito il concetto base "Io so, tu non sai".

Posto che vi sia nato il sospetto che una certa notizia è una bufala, ora bisogna dimostrarla tale. Bene, molte volte per farlo le persone scompongono i dati verificabili empiricamente, ed effettuano questa verifica.

A mio parere invece, la maggior parte delle bufale sono criticabili semplicemente a partire dal loro ragionamento base. Posto infatti che sicuramente afferiscono a dati manipolati, e traggono conclusioni spesso contraddittorie alla fisica, è comunque palese che spesso anche solo un'indagine concettuale, teorica, può smontarle.

Di conseguenza, quindi, di fronte ad una bufala operate in questo modo: analizzatela bene, non dando per scontato gli assunti che invece essa, per funzionare, vi spaccia per noti e provati; esaminate il flusso del ragionamento senza concentrarvi sui contenuti e vagliate se è valido, o se è assurdo o tendenzioso; toglietegli il "fine", lo scopo del ragionamento infatti è spesso nascosto già nelle sue premesse, è un tipico trucco per creare sillogismi apparentemente ineccepibili.

Vedrete che, come per magia, vi renderete di colpo conto di trovarvi di fronte ad una frode dell'intelligenza. Ad una cagata immane, insomma.

Dopo di ciò, potete tranquillamente spostare la vostra attenzione ai dati reali e alla verifica. Tra i dati reali, il primo è sicuramente la bufala stessa. Per cui se il ragionamento della bufala dice che X è sicuramente Y, X e Y saranno i dati reali da verificare, ma anche sarà da verificare "X è sicuramente Y". Ovvero inserite su Google sia X, sia Y, sia l'asserto "X è sicuramente Y". 

In questo modo, smaschererete qualsiasi bufala.

Facciamo un esempio con la bufala della Profezia Maya del 2012: in sostanza dice che il mondo finirà nel 2012 perché i Maya l'hanno predetto. Ora: che il mondo da un momento all'altro possa finire, è una cagata. A livello scientifico, è una probabilità talmente remota che non può entrare di diritto in una statistica. Se vagliate il dato reale "profezia Maya", scoprirete che i Maya in realtà non hanno fatto nessuna profezia. Semplicemente, il loro sistema di calcolo del calendario finisce (come ogni calendario del resto), e va riadattato e fatto ricominciare. Una specie di Millennium Bug; e se abbiamo avuto problemi noi, nel 2000, figuratevi loro!

Il punto, tuttavia, è principalmente il seguente. Tralasciando la realtà o meno della profezia dei Maya, e prendendo il ragionamento così com'è, la domanda che bisognerebbe farsi immediatamente è: PERCHE' CREDERE AI MAYA?

Cioè, potrà anche essere che loro abbiano detto che il mondo finirà il 21/12/2012. Ma perché dovremmo credergli? Chi sono i Maya, per avere questa autorità?
Viviamo in un mondo in cui la scienza ci sta regalando una nuova dimensione della conoscenza, in cui i nostri occhi si puntano su galassie lontane migliardi di anni luce, in cui riusciamo persino a calcolare la temperature su mondi alieni e farvi previsioni meteo, in cui concepiano ormai alla perfezione la curvature del tempo e dello spazio, e ne siamo così famigliari che - se non lo sapete - ormai la implementiamo persino sui dati rilevati dai satelliti GPS per correggerne la distorsione dovuta alla loro velocità. Viviamo in un'epoca in cui le risposte alla nostra vita ed alla nostra storia evolutiva ben pochi ormai le cercano nei testi religiosi, un'epoca in cui nostri robot stanno camminando su marte, in cui le malattie sono sempre più ridotte e la nostra vita aumenta sia temporalmente sia qualitativamente. Viviamo in un'epoca in cui pilotiamo il movimento di particelle atomiche e le dividiamo artificialmente per ottenerne le subatomiche, parliamo di antimateria, di indeterminazione, di essere e non essere allo stesso tempo nello stesso luogo... viviamo insomma in un'epoca di iper-razionalità, e dovremmo dato tutto questo credere ad una profezia dei Maya? Senza valutare o meno se sia stata fatta o no, per me può anche essere stata fatto. Ma ho troppo rispetto del cammino della razza umana, della scienza, della conoscenza e dell'intelligenza, per poter anche solo lontanamente dar credito ad una diceria simile.


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