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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
Jonathan Lethem, La Fortezza della Solitudine

AUTORE: Jonathan Lethem

TITOLO: La Fortezza della Solitudine


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 25/01/2010

Recensione

Il romanzo parte con la difficile infanzia di Dylan Ebdus (alter ego dell'autore) nel quartiere di Gowanus, che negli anni settanta era un'area prevalentemente afroamericana nel multietnico borough di Brooklyn. I genitori di Dylan, Abrahm e Rachel Ebdus, sono due hippie "radical" che si sono insediati a Gowanus per dimostrare (soprattutto a se stessi) che la razza non esiste, che bianchi e neri possono convivere, e l'unico modo per riuscirci è ignorare le barriere che nell'America dei primi anni settanta dividono il bianco e il nero.
Dylan si trova ad affrontare subito il problema razziale, essendo parte di un'esigua minoranza in un quartiere popolato da neri, ispanici e italo-americani, ma l'amicizia che stringe con Mingus Rude, figlio di un cantante nero del quartiere, lo aiuta a sopravvivere. Crescendo, Dylan impara a gestire le situazioni difficili in cui si trova, come i faccia a faccia con i bulli di quartiere come Robert Woolfolk, conosce un altro ragazzino bianco, Arthur Lomb, e soprattutto lega sempre più con Mingus. La loro amicizia viene poi rinsaldata quando Dylan giunge in possesso di un anello che conferisce a chi lo indossa la capacità di volare. I due amici danno vita ad un supereroe di nome Aeroman con l'intenzione di combattere il crimine, ma finiscono col creare goffe scaramucce e soprattutto col creare piccoli rancori fra loro.
L'adolescenza rivoluziona gli equilibri dei rapporti di Dylan, che diventa smanioso di fuggire da Brooklyn e, affacciandosi sul movimento punk, inizia a frequentare gli ambienti di Manhattan, iniziando così un processo di distacco che lo porterà lontano da Mingus e Arthur, che restano invischiati in storie di droga: Mingus in particolare entrerà in una spirale di crimini, cocaina e crack che lo condurranno in prigione.
Nella seconda parte del romanzo Dylan abbandona definitivamente Gowanus e si trasferisce al college, dove cresce ulteriormente e inizia ad appassionarsi alla musica da un punto di vista più serio, e questa passione lo porterà ad intraprendere la carriera di giornalista musicale.
Nel finale del libro Dylan torna nel suo quartiere originale e scopre che Mingus è ancora in prigione, accusato ingiustamente per via dei suoi precedenti, e decide di aiutarlo ad evadere con il potere dell'anello di Aeroman. Una volta in prigione, però, scopre che Mingus non vuole essere aiutato, e su sua richiesta consegna invece l'anello a Robert Woolfolk, che era incarcerato nello stesso istituto. Woolfolk, però, non è a conoscenza del fatto che intanto l'anello ha cambiato la natura dei suoi poteri (non consente più di volare ma rende invisibile chi lo porta), e muore schiantandosi da una torretta di guardia credendo di poter volare.

Giudizio

Voto:
Gran bel romanzo. Bella la vicenda di Dylan, nella ricerca disperata della sua identità bianca in un quartiere di negri; alla ricerca della spensieratezza di bambino mentre la madre lo abbandona; alla ricerca del conforto del padre, sempre rintanato in soffitta attendendo la conclusione della sua opera d'arte eternamente inconclusa. E Mingus, alias Dose, alla ricerca della propria identità di persona, alla fine schiacciato dal suo destino di essere un negro; di contro a Robert, che la propria identità di negro la accetta già da bambino, senza porsi troppe domande. Un romanzo che lascia alla fine tanto amaro in bocca, poiché nessuno, in fondo, troverà niente.
A mio parere fuori luogo è la reale potenza magica dell'anello. Siccome la storia è altamente realistica nella sua rappresentazione della vita dei bassifondi americani, non vedo proprio perché l'anello debba essere veramente magico, poteva rimanere un simbolo, semplicemente, che assumeva poteri magici nell'immaginazione dei ragazzi...

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