Imre Kertész, Essere senza destino

IMRE KERTÉSZ

Essere senza destino

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 13/09/2013

Recensione

"Gyurka è un adolescente ungherese che vive a Budapest, figlio di genitori separati, alle prese con una situazione familiare non proprio serena, tra il padre e la matrigna con cui il tribunale ha deciso deve vivere, e le esortazioni della madre a venire piuttosto a stabilirsi con lei ed il suo nuovo compagno. Non è quindi sorprendente che non dia troppa importanza alla stella gialla che ha sui vestiti, visto che la devono portare tutti quelli come lui e la sua famiglia. Ed anche quando vede suo padre partire per il temuto periodo di lavoro obbligatorio, di cui nessuno sa esattamente destinazione e durata, non riesce a farsene un'idea precisa. Tanto più che non passa molto tempo che pure lui si ritrova impegnato a lavorare in una fabbrica, anche se per fortuna non troppo lontano da casa, tra persone della sua età e condizione, con cui può fare amicizia. Ma un giorno, con sua grande sorpresa, il tram che normalmente lo porta al lavoro viene fermato, e lui ed i suoi amici vengono fatti scendere, con tutti quelli che portano la stella sui vestiti. E dopo una marcia che vede confluire tanta altra gente simile a loro, vengono tutti rinchiusi e spogliati dei beni più preziosi, con la prospettiva di essere trasferiti a lavorare in Germania. Tutto sommato meglio partire di propria volontà, forse per quelli che vogliono darsi da fare ci sono prospettive migliori, ed ecco che Gyurka ed i suoi amici si ritrovano chiusi in un vagone piombato in viaggio verso ovest, senza acqua per giorni. La destinazione si rivela un luogo mai sentito, Auschwitz [...]" http://it.wikipedia.org/wiki/Essere_senza_destino

Giudizio

Voto:
Un libro bello, ma difficile da leggere per via dello stile adottato dallo scrittore, tutto in prima persona e al presente. Ovvero, è come se Gyurka scrivesse in tempo reale tutto ciò che gli succede, che attraversa. I dialoghi non sono riportati interi, ma vengono riportati parafrasati da Gyurka, con solo alcuni passi riportati tra virgolette. Ciò rende la lettura difficoltosa, perché tutti gli altri protagonisti si perdono, ma la storia rimane così concentrata sulle esperienze dirette di Gyurka. E la storia è, ovviamente, tutt'altro che facile. Il viaggio in treno mi ha ricordato il libro Il Vagone di Rykner seppur meno crudo, e tuttavia la descrzione dell'arrivo ad Auschwitz-Birkenau è, nella sua genuina e ingenua franschezza, assolutamente agghiacciante.
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