Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili

IOSIF BRODSKIJ

Fondamenta degli incurabili

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 04/04/2019
Parlare di Venezia significa parlare di tutto – e in particolare della letteratura, del tempo, della forma, dell’occhio che la guarda. Così è per Brodskij in senso pienamente letterale. Questa divagazione su una città si spinge nelle profondità della memoria del pianeta, sino alla nascita della vita dalle acque, da una parte, e, dall’altra, nei meandri della memoria dello scrittore, intrecciando alla riflessione le apparizioni nel ricordo di certi momenti, di certi fatti che per lui avvennero a Venezia. C’è qui, come sempre in Brodskij, l’immediatezza della percezione e il gioco fulmineo che la traspone su un piano metafisico. E, per il lettore, quella percezione, quel contrappunto di immagini e pensieri intriderà d’ora in poi il nome stesso di Venezia.

Giudizio

Voto:
Brodskij dopo essere scappato dall'Unione Sovietica si rifugiò, come fanno tutti quelli che scappano da qualcosa, negli Stati Uniti. Ma per il resto della vita le sue ferie da professore andò a trascorrerle sempre a Venezia, tant'è che vi è una targa a lui dedicata in questa città. Questo libercolo mischia autobiografia ad aforistica a poetica a saggistica a psicologia in maniera dotta. Potrebbe sembrare un'accozzaglia di stili, ma alla fine, mi pare al paragrafo 46, dice chiaro e tondo il succo di tutto: Venezia è bella come un sogno, e la caratteristica dei sogni è di essere incoerenti ed ecco perché è così fatto questo libro. In effetti ci si muove come in un sogno, e questo rende il libro difficile ma non a chi ha vissuto almeno qualche anno a Venezia. Non chi l'ha visitata di giorno, né che vi ha pernottato per qualche giorno, ma chi vi ha vissuto. Ecco, solo loro comprenderanno il libro perché avranno compreso una parte di Venezia. Non tutta, questo è impossibile: Venezia è talmente bella che trascende la capacità umana di comprensione. E' un canto d'amore a Venezia e ammetto che per tre notti mi ha risvegliato infiniti ricordi ed emozioni. Se ci hai vissuto, Venezia te la porti nel cuore per sempre, perché viverla da venezia è il modo corretto per viverla, l'unico. I miei ricordi non sono di monumenti o chiese o musei, ma sono di camminate di notte per le calli, sono le uscite per andare al supermercato o a fare il Bancomat, sono i ritorni a casa a notte fonde, o l'arrivo in treno la domenica sera coi bagagli, o le giornate di pioggia, o la colazione al bar, o l'uscita per andare a fare aperitivo con l'acqua alta, o la sigaretta fumata seduto sulle panche del campanile, tutti ricordi che questo libro ha smosso come un'ondata.
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