ELIAS CANETTI

Auto da fé

Stato lettura: LIBRO ABBANDONATO
Da una parte un grande studioso, Kien, che disprezza i professori, ritiene superflui i contatti con il mondo e ama in fondo una cosa sola: i libri. Dall'altra la sua governante, Therese, che raccoglie in sé le più raffinate essenze della meschinità umana. Il romanzo racconta l'incrociarsi di queste due remote traiettorie e ciò che ne consegue: la minuziosa, feroce vendetta della vita su Kien, che aveva voluto eluderla con la stessa accuratezza con cui analizzava un testo antico.

Giudizio

Voto:
Un libro terribile. Attualmente ho appena iniziato la seconda parte, ma non ce la faccio più. E' di una pesantezza inumana, il tutto condito da una prosa magnifica che rende il tutto, però, ancora più pesante. Non mi stupisce che il libro, inizialmente, non ebbe molto successo, nè che tuttora, da quel che ho capito, non ha molto seguito se non in ambienti letterari. Ho letto molti libro pesanti, Dostoevskij, Thomas Mann, Celine, ma questo è veramente duro da leggere perché, in sostanza, non vi succede nulla se non incredibili monologhi di pensiero e incomprensioni, soprusi ingiustificati e stupidità continua e veramente snervante, gesta eroiche di un personaggio inetto e inutile. Un continuo teatro dell'assurdo totale, assurdo ciò che accade nella realtà che sfugge continuamente all'orizzonte, assurdi monologhi di assurde persone. Già due volte ho pensato di mollarlo, cosa che è per me quasi inconcepibile e i libri che ho cominciato e non finito si contano veramente nelle dita di una mano. Ciò che lo salva sono due cose che infatti mi stanno spingendo a rimandare, se non cancellare, pagina dopo pagina, il proposito di abbandonarlo. La prima perla di questo libro è la prosa, ha uno stile magnifico e mentre odii gli accadimenti strani e quasi simbolici che ti fanno dire "Che libro stupido", allo stesso tempo non puoi fare a meno di continuare a leggere. Dall'altro ho una curiosità insaziabile di sapere cosa ne sarà di quella magnifica quanto inutile libreria. Dà veramente i nervi questo inutile luminare di sinologia che pensa che lo studio in proprio, senza divulgazione, di culture orientali sia un trionfo per il sapere umano. Penso, comunque, che cambiare il titolo da L'Accecamento a Auto da Fé sia fuorviante, nonostante fosse stato approvato da Canetti Stesso. Resta comunque uno dei libri, se non il libro, più indigeribile che abbia mai letto e ammetto che alcune pagine le ho lette a salti, fino alla seconda sezione quando poi ho abbandonato. Terribile. Troppo assurdo, noioso, pedante, stupido.
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