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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
Gregory Benford, Saga del Centro Galattico 1: Nell'oceano della notte

AUTORE: Gregory Benford

TITOLO: Saga del Centro Galattico 1: Nell'oceano della notte


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 13/09/2017

Recensione

Un asteroide gira attorno al sole, come tanti altri. E' un ammasso di roccia che da oltre Marte arriva fino a oltre l'orbita di Venere. Tuttavia, un bel giorno, si accende: uno sbuffo di gas lo rende molto visibile, tanto che ci si chiede cosa può essere. La risposta più quotata pare sia che dei depositi di ghiaccio interni all'asteroide, col calore del sole, sia esplosi creando una coda simile a quella di una cometa. Ormai però l'asteroide è chiuso dall'involucro di gas e invisibile e non può più essere studiato. Tuttavia il getto di gas ha modificato la sua traiettoria, e gli scienziati si accorgono che la nuova direzione lo porta inevitabilmente ad impattare con la terra. Viene dunque organizzata la classica missione umana che decolla trasportando una mega-testata atomica. Le carte in tavola cambiano, tuttavia, quando Nigel, al momento di atterrare sull'asteroide per depositarvi la bomba, si rende conto che, in realtà, l'asteroide è un'antica astronave aliena.

Giudizio

Voto:
No, no, e poi no. Non è modo di scrivere. O si fa fantascienza realistica, o non la si fa. O si fa fantasy, o no. O libri per ragazzi, o per adulti. Ma non si fa un'accozzaglia di tutto, caotica e pedante. Se questo è il primo di quattro libri del Ciclo, e da metà in poi ho fatto fatica, allora posso mettere in pensione l'idea di concluderlo. Avevo già letto altri due libri di Gregory Benford e l'impressione generale è la stessa: quella di un cialtrone. E pensare che nell'introduzione al libro lessi pure che Benford accusava gli scrittori di fantascienza non essere per nulla interessati al lato stilistico, puntando il dito persino contro Isaac Asimov. Be, lasciate che vi dica una cosa: io non l'ho letto in lingua originale per cui non saprei, ma a mio parere lo stile comprende anche l'intelaiatura della storia, e in tutti i libri di Benford quella manca. Temi trattati in maniera superficiali, personaggi non ben delineati, fatti accidentali e inutili, capitoli inconcludenti. E soprattutto, sempre, una figura quasi magica che svolge il ruolo di Deus ex Machina come a dire "Non sapevo come uscire da questa storia e non volevo perderci molto tempo". Sembra veramente che Benford nel corso della stesura dei suoi libri decida di metterci dentro argomenti a caso, che non hanno un legame col resto della storia, e non hanno neanche più tanto motivo d'essere. Peccato perché, anche in questo caso, il tema iniziale è bello e coinvolgente e, anche in questo caso, all'inizio intriga e nel complesso non è male: tuttavia poi crolla, questo Nigel diventa una specie di genio quale sul pianeta non ce ne sono mai stati di uguale neanche nella narrativa, l'altra tizia Alexandria che muore senza un motivo particolare, decine e decine di fatti non spiegati e abbandonati lì nel corso dei paragrafi, e - ciliegina sulla torta - alla fine compare pure il Bigfoot!!!
Questo è stato troppo, vaffanculo Benford, sei uno scrittore veramente del cazzo.
Se proprio non avevi vogia di lavorare potevi trovarti un altro "lavoro" che ti facesse far soldi senza sudare, ma non lo scrittore dioboe!

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