Citazioni, aforismi, motti di John Steinbeck

Elenco citazioni e aforismi, ordine per autore/libro

John Steinbeck, "Al Dio sconosciuto"
L’orologio caricato da Elisabeth [appena morta] batteva sempre, conservando nella propria molla la pressione della mano di lei, e i calzini di lana che ella aveva appeso ad asciugare sul parafuoco erano ancora umidi. Queste erano parti vitali di Elisabeth e non erano ancora morte. […] La vita non può essere rapidamente recisa. Uno non può essere morto finché non siano morti gli oggetti da lui muta [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Furore"
La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l'operato della banca, oppure la banca fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L'hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo.
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Furore"
Incipit Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell'Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo. Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d'erbacce e d'ortiche sull [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Piano della Tortilla"
La morte è una faccenda personale che suscita dolore, disperazione o sconsolata filosofia. I funerali, d’altra parte, sono una funzione sociale. […] Per nessuna altra funzione sociale le regole dell’umana condotta son rigide come per i funerali.
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Dal principio alla fine io non trovai estranei. Se li avessi trovati, forse sarei riuscito a parlarne con maggiore obiettività. Ma questa è la mia gente, e questo è il mio paese. Se trovai cose da criticare, da deplorare, erano cose, tendenze, presenti anche in me. Se dovessi confezionare una conclusione inattaccabile e immacolata, direi così: nonostante la nostra enorme portata geografica, nonost [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Mi chiedo perché il progresso somiglia tanto alla distruzione.
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
[...] quello che fa un mucchio delle proprie frustrazioni e le fa portare in giro dal suo cane. Un simile amatore di cani parla un gergo infantile con bestie adulte e assennate, attribuisce loro le proprie balordaggini fino a che il cane diventa un alter ego. Gente simile, sembra a me, in quel che immagina essere bontà, è capace di infliggere torture lunghe e durevoli a un animale, negandogli tutt [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Un animale ammalato è veramente inerme, e lo si sente. Non riesce a spiegare quello che prova, anche se è vero che non sa mentire, inventare i propri sintomi, abbandonarsi ai piaceri dell'ipocondria.
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché come può un uomo riconoscere il colore nel verde perpetuo? Che bene è il caldo, senza un freddo che gli dia dolcezza?
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché io ho sempre vissuto in maniera violenta, bevuto moltissimo, mangiato troppo oppure nulla, dormito dodici ore filate oppure perse due notti di sonno, lavorato troppo sodo e troppo a lungo per la gloria, oppure oziato per qualche tempo in un'estrema pigrizia. Ho tirato, spaccato, alzato, salito, fatto all'amore con gioia e accettati i doposbornia come una conseguenza e non come un castigo. N [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Per molti anni ho viaggiato in molte parti del mondo. In America, io vivo a New York, capito a Chicago o a San Francisco. Ma New York non è America, allo stesso modo in cui Parigi non è Francia e Londra non è Inghilterra. Così scoprii che non conoscevo il mio paese. Io, scrittore americano, che scrive sull'America, lavoravo a memoria, e la memoria è, al meglio, una cisterna fallosa e contorta. Io [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m'assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro [continua...]
Categoria: Narrativa
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Tornai nella mia stanzetta pulita. Non bevo mai da solo. Non è molto divertente. E non credo che lo farò mai, se non quando sarò un alcolizzato. Ma quella notte tirai fuori dalla mia riserva una bottiglia di vodka e la portai nella mia cella. Nel bagno due bicchieri da acqua stavano sigillati in un sacchetto di cellofan con le parole: «Questi bicchieri sono sigillati per vostra sicurezza». Sulla c [continua...]
Categoria: Narrativa

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