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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Antoine de Saint-Exupery, "Il Piccolo Principe"
Ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo.
Jon Krakauer, "Nelle terre estreme"
Per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo.
Muriel Barbery, "L'eleganza del riccio"
La contemplazione dell'eternità nel movimento stesso della vita.
Yukio Mishima, "La Coppa di Apollo"
È incredibile che una città così misteriosa, così originale, esista ancora sulla terra [parla di Venezia].
Antoine de Saint-Exupery, "Il Piccolo Principe"
Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio.
Henry Miller, "Tropico del Cancro"
Il sapere, che gerla vuota! [...] C'è qualcosa di osceno in questo amore del passato che finisce con la fila del pane e del ricovero. Ogni uomo con la pancia piena di classici è un nemico della razza umana.
Henry Miller, "Tropico del Cancro"
[...] appartenevano a quella categoria di individui incolori che formano il mondo degli ingegneri, degli architetti, dei dentisti, dei farmacisti, dei maestri, ecc. Nulla li distingueva dalle zolle su cui strofinavano le scarpe. Eran degli zeri, in tutti i sensi della parole, cifre che rispettano il nocciolo di una cittadinanza rispettabile e deplorevole. Mangiavano con capo basso ed erano sempre [continua...]
Henry Miller, "Tropico del Cancro"
L'uomo può anche giungere ad amare la merda, se da questa dipende il suo vivere, ne va della sua felicità.
Henry Miller, "Tropico del Cancro"
Da ciò che egli chiama la parte migliore della natura, l'uomo è stato tradito, ecco tutto. Ai limiti estremi del suo essere spirituale l'uomo ritrova se stesso, nudo come un selvaggio. E quando trova, per modo di dire, Iddio, allora è pulito e schietto: uno scheletro. Bisogna rientrare nella tana della vita per mettere su carne: l'anima ha sete.[ossia ha un bisogno primario materiale]
Henry Miller, "Tropico del Cancro"
Per una qualche ragione l'uomo cerca il miracolo, e per ottenere questo egli è pronto a guadare un fiume di sangue. [...] Ogni cosa si sopporta: sfacelo, umiliazione, miseria, guerra, ennui - nella fiducia che dalla sera alla mattina accada qualcosa, un miracolo, che ci renda sopportabile la vita.
Bonaventura, "Le Veglie"
Io voglio guardare fieramente nel Nulla e affratellarmi con lui, in modo da non avvertire più residui umani quando infine mi ghermirà.
Ferdinand Celine, "Viaggio al termine della notte"
Tutto l'inconscio ti si squaglia davanti come ti avvicini.
Ferdinand Celine, "Viaggio al termine della notte"
Si diventa rapidamente vecchi e in modo irrefrenabile per giunta. Te ne accorgi dal modo che hai preso di amare le tue disgrazie tuo malgrado. La natura è più forte di te, ecco tutto.
Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto - Dalla parte di Swann"
Più tardi, mi è parso di individuare uno degli aspetti commoventi del ruolo di queste donne oziose e alacri nel loro ricorrere alla propria generosità, al proprio talento, a un sogno disponibile di bellezza sentimentale - che, come gli artisti, esse non realizzano, non inseriscono nella cornice dell'esistenza comune - e a mezzi finanziari che per loro hanno un costo minimo, e consacrarli ad arricc [continua...]
Ernest Hemingway, "Vero all'alba"
In Africa, una cosa è vera all'alba e falsa a mezzogiorno, e per questa cosa non si ha più rispetto di quanto se ne abbia per il bel lago dalla perfetta corona d'erba che si è visto oltre la pianura salina cotta dal sole. La mattina abbiamo attraversato quella pianura a piedi e sappiamo che il lago non esiste. Ma ora è là, assolutamente vero, bello e credibile. [per gentile segnalazione di Thom [continua...]
Fedor Dostoevskij, "I fratelli Karamazov"
Oh, mai, mai essi potrebbero sfamarsi senza di noi! Nessuna scienza darà loro il pane, finché rimarranno liberi, ma essi finiranno per deporre la loro libertà ai nostri piedi e per dirci: “Riduceteci piuttosto in schiavitú ma sfamateci!”. Comprenderanno infine essi stessi che libertà e pane terreno a discrezione per tutti sono fra loro inconciliabili, giacché mai, mai essi sapranno ripartirlo fra [continua...]
Fedor Dostoevskij, "Delitto e castigo"
Non a te mi sono inchinato, ma a tutta la sofferenza umana.
Charles Bukowski, "Factotum"
La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Non si muore quando si deve, ma quando si può.[Colonnello Aureliano Buendìa]
Ernest Hemingway, "Grande fiume dai due cuori"
Mentre entrava strisciando nella tenda, Nick era felice. Per tutto il giorno non era mai stato infelice. Ma questo era diverso. Adesso la cosa era fatta. C’era stato questo da fare. E adesso era fatto. Era stata una camminata faticosa. Nick era molto stanco. Ma era fatta. Aveva piantato la tenda. Era sistemato. Nulla poteva toccarlo. Era un bel posto per campeggiare. E lui era lì, in quel posto. E [continua...]
Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto - Dalla parte di Swann"
Il grande giorno che non ha un domani [la morte, ovviamente].
Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"
"Che orrore!". Era un uomo notevole. Dopo tutto, era quella l’espressione di una certa fede; aveva del candore, aveva convinzione, aveva un accento vibrante di rivolta nel suo bisbiglio, aveva l’espressione spaventosa di una verità intravista, lo strano compenetrarsi di desiderio e di odio.
Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"
È strano come le donne siano lontane dalla verità. Vivono in un loro mondo; nulla di simile è mai esistito, e mai potrà esistere. È un mondo troppo bello, e se esse riuscissero a realizzarlo, andrebbe in pezzi prima del tramonto. Qualche dannato evento, col quale noi uomini viviamo contenti sin dal giorno della creazione, salterebbe fuori a mandare tutto all’aria.
Hans Ruesch, "Paese dalle ombre lunghe"
"È il dolore più forte che abbia mai sofferto." "È il segnale della vita che torna. E, con la vita, torna il dolore. Solo la morte è indolore."
André Malraux, "La via dei Re"
A me non piace che ci si lasci infinocchiar da Dio.
Shmuel Yosef Agnon, "Una storia comune"
... ma lui non badava alle loro parole e non alzava gli occhi più in su del suo cuore.
Vladimir Nabokov, "Lolita"
[Humbert entra nella stanza d’albero che per la prima volta lo farà dormire con Lolita, e dove Lolita di spiega cosa ha già “imparato”; Humbert ha intanto pronto il sonnifero da somministrarle per approfittare di lei] C’era un letto matrimoniale, uno specchio, un letto matrimoniale nello specchio, un armadio con lo specchio, la porta di un bagno come sopra, una finestra blu-buio, un letto rifless [continua...]
Joseph Conrad, "La linea d'ombra"
Un’umanità che ha inventato il detto “Il tempo è denaro” potrà ben capire la mia irritazione. La parola “ritardo” s’infilò nella camera segreta del mio cervello, ivi echeggiò come una campana a morto che ossessioni l’orecchio, e fece una breccia nei miei sensi, assunse una coloritura nerastra, un sapore amaro, un significato mortale.
Joseph Conrad, "La linea d'ombra"
Sono lunghe tutte le strade che menano dove il cuore comanda.
Charles Bukowski, "Hollywood, Hollywood!"
Non avevano niente altro da fare che sarsene chiusi nel loro io che non era affatto lì [ad un ricevimento con vips di Hollywood].
Charles Bukowski, "Hollywood, Hollywood!"
Questo grande interesse in un medium [il cinema!] che senza tregua e organicamente falliva, volta dopo volta dopo volta, di riprodurre delle cose.
Charles Bukowski, "Hollywood, Hollywood!"
La mia idea in proposito è che la maggior parte delle persone non sono alcolisti, pensano solo di esserlo. Non è una faccenda in cui si possono bruciare le tappe. Ci vogliono almeno vent’anni per diventare un alcolista autentico. Io avevo 45 anni alle spalle e non ne rimpiangevo nemmeno uno.
Charles Bukowski, "Hollywood, Hollywood!"
Mentre il sole idiota saliva in cielo non venni colto da pensieri estatici.
Paul Auster, "Trilogia di New York"
Le storie senza epilogo non possono che durare per sempre, ed essere invischiati in una di esse significa dover morire prima che la parte che vi recitiamo sia terminata.
Paul Auster, "Trilogia di New York"
Solo le tenebre possono persuadere un uomo ad aprire il proprio cuore al mondo.
Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell’essere"
Prima di essere dimenticati, verremo trasformati in Kitsch. Il Kitsch è la stazione di passaggio tra l’essere e l’oblio.
Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell’essere"
I loro vocabolari si sarebbero pudicamente e lentamente avvicinati l’uno all’altro come amanti molto timidi [Nota di Filosofia del Linguaggio: il lessico è lo specchio culturale dello schema concettuale, ossia della soggettivizzazione della teoria “triangolare” del Significato. Non ci sono lingue intraducibili. I due amanti sfruttano un “Principio di Carità” a più ampio e soggettivo raggio]
Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell’essere"
“Einmal ist keinmal”. [...] Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto.
Primo Levi, "Se questo è un uomo"
Marce e canzoni popolari care a ogni tedesco. Esse giacciono incise nelle nostre menti, saranno l’ultima cosa del Lager che dimenticheremo: sono la voce del Lager, l’espressione sensibile della sua follia geometrica.
Primo Levi, "Se questo è un uomo"
Nach dem Abort, vor dem Essen / Hände waschen, nicht wergessen. / (dopo la latrina, prima di mangiare, lavati le mani, non dimenticare) [canzone fatta cantare agli internati nei lager]
Primo Levi, "Se questo è un uomo"
La confusione delle lingue è una componente fondamentale del modo di vivere quaggiù [nel lager].
August Strindberg, "L'olandese"
Quest’albero verde è nero nella tenebra e solo alla luce sembra verde! Sembra!
August Strindberg, "L'olandese"
Ma sì, tutti gli uomini sono nemici; amicizia e amore non sono che armistizi. E gli uomini usano tra di loro le donne come armi.
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Tutti chiedono dei segni e dei miracoli, e segni e miracoli ci sono, ma nessuno sa chi li operi, poiché le potenze nere non sono meno capaci, nelle arti magiche, delle potenze bianche.
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Mi ripugna, rigettare vigliaccamente le mie colpe sulle spalle d’un innocente. [Cristo]
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Soffriamo dunque, fratelli miei, senza sperare dalla vita una sola gioia solida, poiché siamo all’Inferno.
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Sorridere alla morte! E come sarebbe possibile, se la vita non fosse ridicola in sé?[Nota mia: cfr. Marco Aurelio: "La morte sorride a tutti, non possiamo che sorriderle a nostra volta"]
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Spiegare? S’è mai spiegato qualcosa, se non parafrasando una quantità di parole con un’altra quantità di parole?
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Vorrei diventare religioso, ma non posso perché esigo il miracolo.
August Strindberg, "Inferno I, II, III"
Hanno il fiato pesante, i morti, come i dissoluti dopo una notte di bagordi.
Knut Hamsun, "Fame"
Hai creato il mio cuore dormendo?
Jirì Langer, "Le nove porte – I segreti del Chassidismo"
E’ nostro dovere dare [almeno] il decimo del nostro guadagno per scopi benefici. Ma la tua beneficenza non deve superare il quinto dei tuoi guadagni. Altrimenti non è più beneficenza, ma dilapidazione. [dal Talmud]
Jirì Langer, "Le nove porte – I segreti del Chassidismo"
L’uomo non ha un “io”. E’ un nulla, un nulla assoluto, perché secondo la spiegazione del libro cabbalistico Tiqqunìm, la parola ebraica ayin, cioè “niente”, e la parola anyi, “io”, sono composte dalle stesse lettere diversamente raggruppate.
Antonio Fogazzaro, "Malombra"
[…] la grazia delicata dell’ingegno femminile colto [...]
Antonio Fogazzaro, "Malombra"
Gli amici delle ore tristi sono pochi e il vino è il più fedele.
Antonio Fogazzaro, "Malombra"
Il dolore è […] in certi casi un confortante indizio di vitalità morale, perché dove non vi è dolore, vi è cancrena.
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
L’uomo è un essere basso e volgare e […] chi lo ha creato, proprio per questo, è un essere ancora più basso e volgare di lui.
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
La vita è sempre faticosa, finché non se ne esce, e il piacere consiste nel sopportarla con raziocinio. La maggior parte degli uomini sono sentimentali, non raziocinanti, e proprio per questo la maggior parte di loro finisce nella disperazione e non nel raziocinio. “Ma il raziocinio di cui sto parlando” dissi “non ha nulla di scientifico".
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
Era un errore […] chiudere gli occhi di fronte al fatto che tutto è malato e triste.
John Steinbeck, "Piano della Tortilla"
La morte è una faccenda personale che suscita dolore, disperazione o sconsolata filosofia. I funerali, d’altra parte, sono una funzione sociale. […] Per nessuna altra funzione sociale le regole dell’umana condotta son rigide come per i funerali.

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