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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
Jonathan Lethem, Brooklyn senza madre

AUTORE: Jonathan Lethem

TITOLO: Brooklyn senza madre


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 26/09/2017

Recensione

Per Testadipazzo, al secolo Lionel Essrog, perfino un poco di buono come Frank Minna può essere considerato un benefattore. Lionel vive in un orfanotrofio e per giunta è afflitto dalla sindrome di Tourette, rara malattia che combina una serie di vistosi tic fisici e comportamenti compulsivi con un linguaggio sconnesso e convulso. Lui e altri tre ragazzi diventano gli Uomini di Minna e agiscono sotto la copertura di un'agenzia investigativa con servizio di noleggio Limousine annesso. Un giorno Minna viene trovato in un cassonetto, pugnalato da un misterioso aggressore, di cui, morente, non vuole svelare il nome. Così Lionel, pur dovendo fare i conti con la sua Tourette e con un amore impossibile, si trasforma in investigatore, vero stavolta.

Giudizio

Voto:
Lethem è un cantore della solitudine dovuta all'abbandone, della solitudine come mancanza di qualcosa che c'era o che doveva esserci, di solitudine come perdita irreparabile e anche di solutidine come ricerca continua e sostanzialmente inutile. E' un maestro in questo ambito, non ho mai trovato uno che come lui riuscisse a piegare tutto al fine di mostrare l'ineluttabilità di questa mancanza nel romanzo, e nel protagonista. Un amico, un padre, un cane, tutto può condurre a una ferita. Nei libri di questo scrittore tutto si piega a sottolineare, rimarcare e mantenere il senso di mancanza: le altre persone, le città, la natura, persino la realtà come nell'anello magico della Fortezza della Solitudine. Così è in tutti gli altri Libri di Jonatham Lethem che ho letto, e così è in questo libro. Ciò che manca qui è ovviamente la famiglia: Lionel Essrog è un orfano. Ma Frank Minna gli dà voce, come dà voce e nome al suo sistema di tic, la Sindrome di Tourette che domina tutta la imponente narrazione. A Lionel manca tutto: gli manca Minna, che muore nelle prime pagina del libro; gli mancano amici; gli mancano colleghi di lavoro, ovvero "una banda"; gli manca che qualcuno degli Essrog cui telefona gli dica qual'è la verità della sua nascita. Ciò che manca a Lionel è una nascita, una causa di cui lui sarebbe l'effetto. Tutto questo serve a costruire la incredibile vicenda in stile "noir" di questo romanzo secondo me incredibilmente elaborato. Chi dice che Lethem non è troppo difficile, secondo me non lo capisce più di tanto.
Finale che lascia un po' perplesso ma cosa aspettarsi da un libro narrato da un panzone afflitto dalla Sindrome di Tourette che è solo come un cane?

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