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IL MOTTO DEL MOMENTO: L'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà una celebrità. Ma cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. E con me faranno lo stesso. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?
Kent Haruf, Plainsong Trilogy 3: Crepuscolo

AUTORE: Kent Haruf

TITOLO: Plainsong Trilogy 3: Crepuscolo


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 21/05/2017

Recensione

Siamo a Holt, Colorado. La vita dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron è cambiata da quando hanno accolto alla fattoria Victoria Roubideaux e la piccola Katie, ma ora la ragazza ha deciso di andare all'università e di trasferirsi a Fort Collins. A poca distanza dai McPheron vive DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del nonno. DJ fa amicizia con Dena, la figlia della vicina, e la sua storia si lega a quella di Joy Rae e del fratello Richie, che vivono in una roulotte con la famiglia e sono a carico dei servizi sociali, sotto le cure attente di Rose Tyler.

Giudizio

Voto:
Magnifico. Un grandissimo scrittore americano, intendendolo non in termini geografici, ma in termini letterari. Sulla scia di Hemingway ma forse ancora più di Faulkner, Haruf è un narratore sintetico e diretto il cui mondo è quello dell'America rurale e periferica, come periferici sono i protagonisti dei suoi libri. Differentemente dal primo libro della trilogia, i cui protagonisti compaiono e poi scompaiono, in questo terzo capitolo ritornano alcuni personaggi del libro precedente e le loro storie proseguono, o si concludono.
Difficilmente qualcuno di loro farà qualcosa di grande e simbolico, ma la somma di tutti loro forma la vera anima degli states.
Una particolarità è il loro rapporto con i fatti e la realtà, con il mondo e le cose che accadono. Come in Benedizione e in Il Canto della Pianura c'è la sensazione che i protagonisti subiscano gli accadimenti, o quasi li accettino in maniera inconscia.
Ciò che accade è inevitabile, un vero e proprio fatto e i fratelli McPheron, o Guthrie, o il piccolo DJ, vi si adeguano e proseguono. C'è quasi un'assenza completa di pensieri e progetti, idee e prospettive.
Sintomatica di questo stato di cose è la reazione di Raymond alla morte del fratello, quando si ritrova a svolgere tutto il lavoro da solo e gli chiedono perché lo fa: "Cos'altro dovrei fare?"
In realtà, però, a ben guardare non c'è pessimismo: c'è accettazione che se così presa può anche essere intepretata, o confusa, per ottimismo.
Le cose accadono, e noi siamo parte delle cose che accadono, senza possibilità di accettarle o respingerle.

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