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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
Alan Weisman, Il Mondo senza di noi

AUTORE: Alan Weisman

TITOLO: Il Mondo senza di noi


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 18/04/2017

Recensione

Cosa succederebbe se gli esseri umani sparissero dalla terra? Secondo Alan Weisman, dopo solo 48 ore le metropolitane sarebbero inondate, dopo un anno l'asfalto si spaccherebbe man mano che l'acqua nelle crepe si congela, dopo 4 il ciclo gelo-disgelo sgretolerebbe i palazzi non piú riscaldati, dopo 5 basterebbe un fulmine a incendiare intere città. Solo dopo 500 anni le foreste avanzerebbero con prepotenza, dopo 15.000 il ghiaccio si estenderebbe fino a dare inizio a una nuova era glaciale, e dopo 10 milioni di anni sulla terra non ci sarebbe piú testimonianza dell'umanità. Ma tra 5 miliardi di anni, quando il sole si espanderà in una stella infuocata inglobando tutti i pianeti, forse frammenti di Dna potrebbero muoversi nello spazio, creando le basi per una nuova vita...
Alan Weisman (Minneapolis, 24 marzo 1947) è uno scrittore, giornalista ed insegnante statunitense.
È autore dell'articolo Earth Without People (La Terra senza l'Uomo – Discover magazine, febbraio 2005) che gli fruttò il premio di Best American Science Writiting 2000 – 2007. Su quest'ultimo lavoro elaborò il noto bestseller The World Without Us (Il mondo senza di noi) pubblicato negli Stati Uniti il 10 luglio 2007 e in Italia nel febbraio 2008. Nel 2013 ha ricevuto il Los Angeles Times Book Prize (Scienza e Tecnologia) per Countdown: Our Last, Best Hope for a Future on Earth? (Conto alla rovescia) pubblicato in Italia nel 2014.
BOSTRO: se c'è una trasmissione che ho sempre guardato con particolare bramosia era proprio "La Terra senza l'uomo" tratta dal libro/articolo di Weisman. Sogno un mondo così, in rovina, privo di esseri umani. Spero che questo libro mi dia la stessa sensazione di nostalgia di qualcosa che un giorno forse avverrà, come un sogno.

Giudizio

Voto:
Questo libro è l'ispiratore della trasmissione andata in onda fino a qualche anno fa "La Terra senza l'uomo" che io adoravo e guardavo con una sensazione di nostalgia inspiegabile.
La trasmissione però si concentrava sui periodi dopo l'uomo, indagando in ogni puntata varie categorie: edifici, oggetti d'arte, materiali, e via dicendo.
Il libro è un po' differente. Innanzitutto, appartiene alla letteratura lateralmente ecologista. Ovvero, nel complesso il giudizio sull'operato dell'uomo nei confronti del pianeta è negativo. Ci tengo a dirlo subito perché è un punto di vista che, se assente nel libro, non avrebbe cambiato nulla dei risultati, ma nel tono si, e io l'avrei preferito. E' infatti un punto di vista che io non accetto molto, e per un semplice motivo: essere ecologisti mantenendosi all'interno di quel sistema che si critica è una stronzata.
Questo libro ha impegnato tutto il sistema di produzione e sfruttamento che l'autore critica. Per stamparlo si usa carta, disboscamento, fabbriche, elettricità, quindi gasolio carbone ed energia nucleare.
Tolto ciò, è nel complesso un bel libro che nel complesso non risulta neanche pesante perché scritto bene.
Ciò che lo differenzia maggiormente nei confronti della trasmissione è che l'autore si concentra sul pianeta senza l'uomo, non dopo. Per cui il paragone viene fatto tra lo stato attuale, tra com'era prima, e da qui ci si chiede o si deduce come sarà dopo.
In questo modo si scoprono molti avvenimenti meno noti, o meno appariscenti, della modifica dell'ambiente sia flora sia fauna operata dalla normale operatività umana. In alcuni casi si resta ben sconvolti. Altre cose magari le hai già sentite, ma ora appaiono in una prospettiva più legata al flusso temporale, nonché con nozioni scientifiche più precise, cosa che in tv non è possibile fare perché non c'è la scrittura, e si punta più al sensazionalismo.
E quest'ultimo fatto è la differenza principale con la trasmissione: mentre in tv si cercava la maestosità della fine, ad esempio, della statua della libertà, qui il sensazionalismo è nel complesso assente.
Un bel libro, nel complesso, che però perde un po' in molti lati che avrebbero potuto essere svolti meglio se scevri dal punto di vista soggettivo. E poi quando mi parla male dei gatti mi ha fatto proprio girare i coglioni...

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