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IL MOTTO DEL MOMENTO: Io non bestemmio: io emetto ipotesi teologiche.
Gregory Benford, Nel cuore della Cometa

AUTORE: Gregory Benford

TITOLO: Nel cuore della Cometa


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 14/03/2017

Recensione

Ogni 76 anni ritorna uno dei più affascinanti e misteriosi visitatori che l'umanità ricordi: la Cometa di Halley. Il suo passaggio più recente è ancora fresco nella memoria, ma questo straordinario romanzo ci parla del prossimo appuntamento, e della spedizione di un gruppo di scienziati su Halley, non solo per scoprirne i misteri, ma per trasformarla in un luogo adatto alla vita. Tra meraviglie tecnologiche e sforzi sovrumani di adattamento, i segreti sepolti nel cuore della cometa (tutt'altro che priva di forme di vita) trasformano un immane progetto di colonizzazione in una spietata lotta per la sopravvivenza. Tuttavia, le minacce non vengono solo da un ambiente irriducibile, ma anche dagli stessi membri della spedizione, un complesso microcosmo che riproduce tensioni, conflitti e pregiudizi che hanno portato la Terra sull'orlo della catastrofe; ma soprattutto c'è il drammatico confronto tra due "forme" umane, quella naturale degli Orthos, e quella manipolata geneticamente dei Perceli. Uno sfondo da cui emergono tre grandi protagonisti, dai quali dipende il futuro della missione: Carl Osborn, Saul Lintz e, soprattutto, Virginia Kaninamanu Herbert, impegnata ad esplorare le frontiere fra l'intelligenza umana e quella artificiale. E il lungo viaggio della cometa nelle profondita dello spazio procede fra eventi memorabili e tremende avversità, in un alternarsi di trionfi e delusioni. Esperienze però che ogni volta lasciano appena intuire le incredibili prospettive che ancora attendono la colonia di Halley. Un grandioso affresco, che ha pochi eguali per ricchezza d'idee ed efficacia narrativa, dove si ritrovano tutti i più grandi temi della fantascienza.
Scritto in collaborazione con David Brin

Giudizio

Voto:
Il romanzo è molto lungo, sono 508 pagine, ma per essere perfetto oltre a cambiare qualcosa avrebbe dovuto farlo più corto. Ci sono alcuni passaggi che lo scrittore avrebbe potuto togliere, riducendo la lunghezza del romanzo, perché sono messi lì senza uno scopo specifico.
Lo scrittore ha inoltre una tesi piuttosto pessimistica, ovvero che l'uomo si porta i suoi difetti in ogni situazione, anche quando possono costituire una minaccia per la sua stessa esistenza. Sulla piccola cometa si ricreano le religioni, le ingiustizie, il razzismo, e la guerra. Fin qua ci sta, ma l'insistenza continua dopo un po' diventa scontata, persino noiosa.
Continuamente è presente il meccanico di Saul il Mago, cui convergono svariati Deus ex Machina che risolvono situazioni e ribaltano l'apparente destino. Il rigore scientifico utilizzato per la costruzione della storia perde incredibilmente valore di fronte a immensi passi avanti della tecnologia e della scienza fatti unicamente da questo soggetto quasi divino, mentre altre situazioni (come la simbiosi fra l'uomo e le "piante" della cometa, a formare i cosiddetti "Strani") rimangono totalmente inesplorate.
E' un vero peccato perché l'impianto realistico iniziale è avvincente e anche credibile, e verso la fine diventa invece totalmente incredibile, scontato, noioso e quasi pietoso.

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