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Se la vita ora mi ha portato in questo percorso, beh, respiro a fondo, e lo affronto con coraggio. (Dez)
Jonathan Lethem, Ragazza con paesaggio

AUTORE: Jonathan Lethem

TITOLO: Ragazza con paesaggio


Stato lettura: LETTURA CONCLUSA IL 16/01/2017

Recensione

In tutti i romanzi di Jonathan Lethem, sono le ferite mai composte, le colpe mai espiate la vera spinta di ogni azione o moto dell'anima. In seguito alla sconfitta elettorale del padre e all'improvvisa morte della madre, una normale famiglia americana, i Marsh, decide di lasciare una Brooklyn apocalittica, dove l'umanità vive al riparo dal sole dopo la scomparsa della fascia d'ozono. Il luogo prescelto per dare il via a una nuova esistenza è un pianeta da poco colonizzato, in cui una piccola comunità di umani cerca di adattarsi alla dura vita di frontiera. E qui, sul pianeta misterioso e desolato, la tredicenne Pella Marsh si trova ad affrontare i disagi dell'adolescenza, intrappolata tra i giochi di fantasia dei bambini e i giochi di potere e seduzione degli adulti, tradita dalla debolezza del padre Clement, e impotente davanti al fascino coercitivo di Efram Nugent che con i suoi segreti tiene in pugno l'intera comunità. In questa Monument Valley dello spazio, in cui la decadenza di un passato glorioso e la meschinità del nuovo convivono senza mai entrare davvero in contatto, in cui i sogni di una nuova vita rimangono tali, a prendere forma e una specie di favoloso incubo alla Tim Burton. Maestro della contaminazione dei generi più disparati, Lethem mette in ogni frase una fantasia capricciosa e disadattata che diventa fantascienza dell'anima, ironica, struggente e delicata.

Giudizio

Voto:
Gioiello puro che si potrebbe dire riesca a inserire l'epopea della conquista di grandi narratori come Faulkner o Steinbeck all'interno di un mondo dominato da impulsi inconsci ancestrali e imbattibili tipici di un Conrad. Il tutto all'interno di uno scenario fantascientifico che però non c'entra assolutamente nulla con la fantascienza in senso letterario. E' una cornice che serve unicamente ad uno scopo, potrebbe essere un'altra ma in questo caso è stata scelta questa. E ci sta benissimo. Un po' come fa il grande James Graham Ballard. Nel suo La fortezza della Solitudine Lethem non mi aveva più di tanto convinto per via della questione dell'anello magico che era un po' fuori luogo. QUi invece il pianeta alieno, e gli alieni, ci stanno tutti. Cruciali e geniali i cervi domestici, un'invenzione veramente perfetta. Un gioiello della letteratura inquietante. Per comprenderlo appieno, come in tanto altri casi, bisognerebbe prima studiare il concetto freudiano di perturbante.

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