Autori:
Alberto Denti di Pirajno Alberto Vàzquez Figueroa Alfred Elton Van Vogt André Gide André Malraux Antoine de Saint-Exupery Antonio Fogazzaro August Strindberg Bonaventura Charles Bukowski Chuck Palahniuk Cormac McCarthy Dan Simmons Derek Raymond E. T. A. Hoffmann Ella Maillart Ernest Hemigway Fedor Dostoevskij Ferdinand Celine Frank Herbert Gabriel Garcia Marquez George Orwell Giorgio Bettinelli Gustave Flaubert Hans Ruesch Henry Miller Howard Phillips Lovecraft Jack Kerouac Jerome David Salinger Jirì Langer Joe Hyams John Steinbeck Jon Krakauer Jonathan Franzen Joseph Conrad Jostein Gaarder Knut Hamsun Luciano Bianciardi Marcel Proust Marco Deambrogio Mark Twain Milan Kundera Muriel Barbery Naghib Mahfuz Paul Auster Paulo Coelho Pep Subiròs Pete Dexter Philip K. Dick Pierre Benoit Primo Levi Richard Laymon Robert Anson Heinlein Robert Ervin Howard Shmuel Yosef Agnon Theodore Monod Thomas Bernhard Thomas Cleary Tiziano Terzani Vladimir Nabokov William Burroughs William S. Burroughs Yukio Mishima Mostra tutto
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| Alberto Denti di Pirajno, "Un medico in Africa" |
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| Nel cuore di ogni uomo sonnecchia un giustiziere: apparteniamo tutti alla turba dei lapidatori dell’adultera. |
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| Alberto Vàzquez Figueroa, "Tuareg" |
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"Che cosa c’è dall’altra parte del deserto?" domandò Laila.
"Gente", fu la risposta. "Molta gente. […] Le piace ammucchiarsi in piccoli spazi o in strette e puzzolenti case, gridando e agitandosi senza ragione, rubandosi e ingannandosi come bestie che sanno vivere soltanto in branco".
"Perché?"
[…]
"Non lo so […] perché alla gente piace agire in questo modo, ammucchiarsi e vivere dipendenti l’uno dall’altro. […] e non ho mai trovato nessuno che lo sapesse con esattezza". |
| Alberto Vàzquez Figueroa, "Tuareg" |
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“Sai cosa vuol dire essere comunista?”
Gacel negò convinto:
“Non ho mai sentito parlare di loro. Sono una setta?”
“Più o meno. Ma non religiosa, solo politica.”
“Politica?” ripetè senza comprendere.
“Pretendono che tutti gli uomini siano uguali […]”.
“Pretendono che siano tutti uguali, il furbo e lo scemo, l’imohag e lo schiavo, il lavoratore e il fannulone, il guerriero e il vigliacco?” Ebbe un’esclamazione di meraviglia. “Sono pazzi! Se Allah ci ha fatti diversi, perché loro vogliono che siamo uguali?” Sospirò. “A che cosa mi è valso allora essere nato targuì?”.
“E’ un discorso più complesso di questo”, sentenziò l’anziano.
“Lo immagino”, ammise, “deve essere molto più complicato, poiché una simile fesseria non ammette discussioni.”
[Quindi parla del “socialista”]
“E che cosa è?”
“Un’altra cosa.”
“Simile?”
“Non lo so molto bene.”
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| Alfred Elton Van Vogt, "Non-A" |
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IL GIUDIZIO NEGATIVO E' IL CULMINE DELL'ATTIVITA' MENTALE.
[...] Innumerevoli miliardi di persone erano vissute e morte senza mai sospettare che le loro convinzioni assolute, positive avevano contribuito a creare il disordine mentale con cui avevano affrontato le realtà dei loro mondi. |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| La malattia era entrata in Marceline, ormai abitava in lei, la segnava, la sporcava. Era una cosa sciupata. |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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[Marceline] "capisco bene la vostra dottrina, perché è una dottrina, adesso. E' bella, forse, - poi aggiunse più piano, tristemente - ma sopprime i deboli".
"E' quel che bisogna" risposi subito, mio malgrado. |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| Chi potrebbe dire quante passioni e quanti pensieri fra loro in contrasto possono coabitare nell'uomo? |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| "Quando parlo a uno di loro, mi sembra di parlare a tanti [...] Più assomigliano tra loro, e più sono diversi da me". |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| Le più belle opere degli uomini sono pervicamente dolorose. Quale dovrebbe essere il racconto della felicità? Niente è raccontabile, se non ciò che la prepara, e poi ciò che la distrugge. E io vi ho detto ora tutto ciò che l'aveva preparata. [Si ricordi il commento di Schopenauer riguardo la Commedia di Dante...] |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| [Menalca] "E' a se stesso che ognuno pretende di assomigliare di meno. Ognuno si mette davanti un patrono, poi lo imita; non sceglie nemmeno il patrono che imita; accetta un patrono già scelto a priori. [...] Si ha paura di ritrovarsi soli; e non ci si trova del tutto. Questa agorafobia morale mi è odiosa; è la peggiore delle viltà. |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| Da allora fu quello che io pretesi di scoprire: l'essere autentico, "il vecchio uomo", quello che il Vangelo non vuole più; quello che tutto, intorno a me, libri, maestri, famiglia ed io stesso avevamo prima cercato di sopprimere. [è l'oltreuomo di Nietzsce, quello oltre il bene ed il male. Il Vangelo è dunque il "moralista"; in questo capoverso è racchiuso il senso stesso del titolo del libro] |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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Se non avessi scritto L'Immoralista, lo sarei diventato.
[tratto dalla Prefazione] |
| André Gide, "L'Immoralista" |
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| Potersi liberare, è niente; il difficile, è saper essere liberi. |
| André Malraux, "La via dei Re" |
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| A me non piace che ci si lasci infinocchiar da Dio. |
| Antoine de Saint-Exupery, "Il Piccolo Principe" |
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| Ciò che abbellisce il deserto [...] è che nasconde un pozzo in qualche luogo. |
| Antoine de Saint-Exupery, "Il Piccolo Principe" |
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| L'essenziale è invisibile agli occhi. |
| Antoine de Saint-Exupery, "Il Piccolo Principe" |
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| Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio. |
| Antonio Fogazzaro, "Malombra" |
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| […] la grazia delicata dell’ingegno femminile colto [...] |
| Antonio Fogazzaro, "Malombra" |
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| Il dolore è […] in certi casi un confortante indizio di vitalità morale, perché dove non vi è dolore, vi è cancrena. |
| Antonio Fogazzaro, "Malombra" |
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| Gli amici delle ore tristi sono pochi e il vino è il più fedele. |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Soffriamo dunque, fratelli miei, senza sperare dalla vita una sola gioia solida, poiché siamo all’Inferno. |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Vorrei diventare religioso, ma non posso perché esigo il miracolo. |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Tutti chiedono dei segni e dei miracoli, e segni e miracoli ci sono, ma nessuno sa chi li operi, poiché le potenze nere non sono meno capaci, nelle arti magiche, delle potenze bianche. |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Hanno il fiato pesante, i morti, come i dissoluti dopo una notte di bagordi. |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Spiegare? S’è mai spiegato qualcosa, se non parafrasando una quantità di parole con un’altra quantità di parole? |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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Sorridere alla morte! E come sarebbe possibile, se la vita non fosse ridicola in sé? [Nota mia: cfr. Marco Aurelio: "La morte sorride a tutti, non possiamo che sorriderle a nostra volta"] |
| August Strindberg, "Inferno I, II, III" |
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| Mi ripugna, rigettare vigliaccamente le mie colpe sulle spalle d’un innocente. [Cristo] |
| August Strindberg, "L'olandese" |
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| Quest’albero verde è nero nella tenebra e solo alla luce sembra verde! Sembra! |
| August Strindberg, "L'olandese" |
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| Ma sì, tutti gli uomini sono nemici; amicizia e amore non sono che armistizi. E gli uomini usano tra di loro le donne come armi. |
| Bonaventura, "Le Veglie" |
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| Io voglio guardare fieramente nel Nulla e affratellarmi con lui, in modo da non avvertire più residui umani quando infine mi ghermirà. |
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